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Risparmio digitale, come replicare a Bolzano, Andalusia, Monaco…

In News, Politica, Vita Reale il 5/05/07 @ 13:32 trackback

fuss.pngGià da tempo è noto che a Bolzano si studia grazie al software libero, in passato mi aveva incuriosito la distribuzione che i guru locali avevano messo insieme, basandosi su Debian ed estendendone le solide ed etiche basi con software legato all’istruzione, ovvero Fuss.

Fuss in tedesco sta per “piede”, ma per noi significa “Free Upgrade in South Tyrol’s Schools“. Non male. Nonostante la curiosità destata tra noi sempre a caccia di conferme, il progetto FUSS va avanti da circa due anni in relativo silenzio.

…questo fino al 29 Aprile scorso, quando la trasmissione Report di RAI 3 ha trasmesso questo video segnalatomi qualche giorno fa (grazie Alberto e scusami per il ritardo!):

[youtube ITzX7zRgOkA]
Se il video non dovesse essere più disponibile sappiate che lo trovate a questo indirizzo, mentre qui c’è il trascritto.

Complimenti a tutti quanti coinvolti!

Anche io! Anche io!

Quello che mi sono subito chiesto è se esiste un modo per mettere in pratica il bagaglio di conoscenze e di esperienze accumulate grazie al progetto FUSS per poter replicare degnamente in altri luoghi, regioni, scuole. Poi ho allargato un po’ l’orizzonte dei miei ragionamenti…

Già che ci siamo, esistono ormai tante città/enti/governi che hanno fatto il famigerato passo verso il software libero, esiste qualcosa che somigli ad un centro di raccolta di informazioni ed esperienze su come realizzare qualcosa del genere?img461f6f87758d9.png

Mettiamo il caso – e non è poi così lontano dalla realtà – che io volessi proporre alla mia città l’idea di passare al software libero, per svariati motivi che essenzialmente vertono su risparmio economico, libertà di utilizzo e flessibilità infinita, esiste qualcuno in grado di consigliare in questa scelta?

Una breve ricerca mi ha confermato che Guadalinex è una distribuzione basata su Ubuntu ed espressamente pensata per necessità governative in ottemperanza ad un decreto legge spagnolo che promuove l’uso del software libero. Sapendo che in Italia c’è formalmente una situazione simile, con un timido incoraggiamento nei confronti dell’uso del software libero…

Spero che qualcuno dei lettori sia in grado di fornire qualche risposta o accenno. Come dovrebbe fare ogni buon pinguino e buon cittadino per comunicare al meglio alla propria città che l’alternativa esiste ed è sostenibile? Esistono studi di mercato, di impatto, di costi per un Linux istituzionale? Credo, che tra le altre cose, questa che si sta aprendo per noi pinguini sia una stagione piena di possibilità, anche economiche.

E chi vuole intendere… ;)


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Commenti »

1. Alberto - 5/05/07 @ 13:39

prego, son contento che tu abbia scritto in proposito un bel post, è sempre (abbastanza) raro che nei media mainstream venga dato risalto a notizie di questo genere, e quando accade è giusto rendergliene merito, perchè “loro” siano invogliati a ripetersi… circolo virtuoso, e, come direbbe Elio, perchè non esserne soci?
grazie anche per la citazione, e complimenti again!
Alberto

2. Bl@ster - 5/05/07 @ 13:39

Il video è di report, l’hanno mandato qualche tempo fa su raitre (io c’ero)

3. felipe - 5/05/07 @ 14:31

@Simone:
Una volta una persona che reputo un saggio mi disse:

I perdenti sono destinati a vedere realizzarsi le proprie paure, i vincenti i propri sogni

Si tratta sempre di trovare la chiave per ottenere ciò che si vuole (non che io l’abbia, sia chiaro). Io lavoro nella scuola, come te, probabilmente il giusto modo nel tuo caso è quello di incuriosire/solleticare il dirigente scolastico e attirare l’attenzione degli insegnanti.

Una circolare con un bel progetto che prevede delle ore di compresenza per creare un lavoro usando software opensource secondo il decreto bla bla bla… magari becchi pure un finanziamento ;)

4. Anonimo - 5/05/07 @ 14:31

Felipe giusto per la cronaca, A roma l’istituto tecnico industriale enrico fermi ha messo Ubuntu sui propri PC (circa un centinaio) il Fermi si è da sempre distinto per la dinamicità e la sperimentazione quasi a livello universitario…..immaginate la mia faccia quando il mio fratellino mi si presenta a casa (abituato a windows e msn) e mi dice Davide hanno messo un nuovo windows a scuola si chiama Ubuntu O____O alche mi sono deciso di introdurlo nel mondo open anche se l’informatica non è il suo forte!

5. felipe - 5/05/07 @ 14:33

@Simone:
Uh, non avevo capito che “studiavi” in quella scuola… Beh la faccenda di incuriosire il preside resta in piedi cmq

6. florian - 5/05/07 @ 14:57

Sono dell’Alto Adige, ho scoperto Linux nel 1994, e dagli anni 90 uso software libero quotidianamente per il mio lavoro da libero professionista. Quest’anno mia figlia frequenta la prima elementare, ed è stata una sorpresa piacevole scoprire che nelle scuole utilizzano software libero, e che ci sono maestri e dipendenti pubblici molto impegnati in questo settore.

È stato fatto uno studio per la Commissione Europea, intitolato “Economic impact of open source software on innovation and the competitiveness of the Information and Communication Technologies (ICT) sector in the EU” [1] che potrebbe contenere informazioni utili per formulare una proposta alla tua città.

[1] http://ec.europa.eu/enterprise/ict/policy/doc/2006-11-20-flossimpact.pdf

7. Bl@ster - 5/05/07 @ 15:04

@NevidS: l’avevo notato anche io. Come se non sapessero di cosa stanno parlando.

8. Iraiscoming223 - 5/05/07 @ 15:08

Il politecnico di Milano ha su pressochè tutti i computer dei laboratori didattici Windows 2000 e Fedora. Per quanto con Fedora non mi trovi, la preferisco *comunque* a winzozz e, visto che i muri sono tappezzati da utente e password per utilizzare Linux mi dico “ma si, Fedoriamo!” E i tecnici si sorprendono e son felici (almeno così mi è parso) di vedere gente che usa Linux. E anche alcuni professori lo fanno. Peccato che adesso al Politecnico praticamente tutti i corsi dei primi due anni (io sono ancora qui, quindi parlo di quello che so) di Ingegneria si fanno su Windows e suite Office. E poi ci si chiede come recuperare soldi visto che i conti della suddetta università si dice che siano un po’… … disastrati, ecco… Mi sembrano chiusi in una botte: si guardano intorno e vanno a cercare via d’uscita tra le fessure di un legno e l’altro quando basterebbe muovere un po’ la testa per scoprire due grosse vie d’uscita… -.-

Del canto mio, sul mio sito, spiego come utilizzare Linux per i processi più comuni e – anche – per connettersi alla rete dell’università (che, per assurdo, è più semplice che con Windows -.-). Chissà se gli proponessi il cambiamento… O.ò

9. Xander - 5/05/07 @ 15:21

La situazione italiana (Da cui il Trentino/SudTirol si dissocia, per sua fortuna..) è grottesca. Al momento (si parla di informatizzazione istituzionale da 12 anni..) le realtà della PA han grosse difficoltà a condividere progetti comuni, con una situazione di immobilità che dura da, più o meno, 7 anni.

E sto parlando di realtà che usano una sola piattaforma. Già, proprio quella…

OpenSource?! No comment.

Non che io voglia pensarla da perdente, ma devo esser realista: non ci arriveranno mai.

A meno di qualche miracolo..

Ma, ’spe… SIAMO in ITALIA!!! L’unico miracolo riguarda il Calcio!!!

Bleah..

;D

10. franganghi - 5/05/07 @ 15:42

Fino ad otto anni fa ero all’Armellini, Roma. Scuola figa e professiro bravi, ma l’assistente di laboratorio di Informatica (ed il non ero Elettronica e Telecomunicazioni) era un mentecatto.

Negli anni le cose saranno cambiate, ma questo deficente non faceva che:
- farsi rodere il dereticolo
- reinstallare 95/98

Tutti i giorni, tutto il giorno… ed i pc li toccava solo lui. Quindi manco a dire che erano maldestri gli studenti.

Sarebbe bello poter collaborare con una scuola per formare certi mentecatti, ma certe “forme mentali” sono restie ad assimilare certi concetti. Penso che la vittoria più grande che potremmo ottenere sarebbe il far capire che Software libero non significa gratuito.

Cambierebbero molte cose.

11. Bl@ster - 5/05/07 @ 15:57

Da noi ho provato a pubblicizzare Linux, ma l’unico disposto ad organizzare un corso è stato il mio insegnante di ECDL (che usa Ubuntu e OpenSuse). Spero che ci siano cambiamenti in meglio, altrimenti migro in Spagna.
P.S.:@Franganghi: anche noi abbiamo un tecnico così: l’unica differenza è che reinstalla XP.

12. Gelax - 5/05/07 @ 16:02

nella mia scuola, l’ITIS di Oristano, si usa GNU/linux già da tempo…. e si parla di circa 200 computer…

quando c’è la volonta tutto si realizza….

13. felipe - 5/05/07 @ 16:48

@florian:
Semplicemente prezioso! Grazie mille

@Solstizio:
Molto interessante, se vuoi contribuire alla cosa, non posso fare altro che mettere a disposizione la visibilità di pollycoke. Sappi che c’è sempre uno spazio per approfondire questo aspetto ;)

@io:
Molto interessante, e rinnovo i complimenti. Se in futuro ti sarà possibile divulgare informazioni, io (e credo un po’ tutti) sarò contento di ricevere aggiornamenti a riguardo.

@tutti:
Credo che manchi davvero una rete che unifichi tutte queste competenze che lavorano senza l’attenzione che servirebbe e che meritano. Se ci sono altre storie (italiane) interessanti su Linux/OpenSource e Scuola/GOverno sarebbe bello raccoglierle.

I tempi sono maturi per agire, ne sono sempre più convinto

14. urbo83 - 5/05/07 @ 17:53

Nei notebook IBM che la provincia di Forlì-Cesena ha fornito ai suoi consiglieri c’è installato OpenOffice (su windows 2000).

15. ascomprocida - 5/05/07 @ 18:20

http://pollycoke.wordpress.com/chat2/#comment-35566

16. felipe - 5/05/07 @ 18:29

@ascomprocida:
Uh, grazie mille anche a te allora! Il fatto è che in quei giorni ero con la mia femmina e non sono ancora multitasking¹ :D Allora mi scuso doppiamente per il ritardo, nonostante la notizia fosse golosa


[¹] purtroppo

17. os3ga - 5/05/07 @ 18:35

@io
> creare applicativi che rispondano
> a richieste ministeriali o a esigenze
> amministrative di realtà come
> comuni o enti pubblici

forse questo è un buon tentativo:
http://www.paflow.it/
creato da quelli di icube.it
se non ricordo male il progetto
è iniziato più di 5 anni fa.

18. felipe - 5/05/07 @ 18:37

@os3ga:
Grande, importantissima segnalazione. Grazie mille anche a te!

19. Federico, A. Moretti - 5/05/07 @ 19:26

Io – forse ne avevo già parlato anche qui? – l’avevo proposto al “nostro” Consigliere Comunale di Varés… ma non m’ha dato retta. Ora proveremo a riproporlo all’Assesùr… sperém in ben! Anche perché tra università, PA etc. siamo messi un po’ da schiVi… :’(

20. floriano - 6/05/07 @ 6:51

ecco i motivi del fork
http://www.fuss.bz.it/la-distribuzione/perche-la-distribuzione-e-basata-su-debian

21. floriano - 6/05/07 @ 6:54

ps per chi ha ubuntu questa pagina è interessante
http://archive.fuss.bz.it/

22. felipe - 6/05/07 @ 11:07

@Federico, A. Moretti:
Secondo me si tratta di definire il “come” proporre, non mi ci vedo ad andare dall’assessore di turno e portargli il contratto sociale Debian per intenerirlo. Bisogna avere alla mano indagini di mercato, studi di fattibilità, possibilità di intercettazione di finanziamenti comunitari, una squadra e/o un servizio affidabile a cui appoggiarsi… insomma parlare la loro lingua e anzi farla nostra, per il bene di tutti.

@ascomprocida:
Haha, proverò a chiederle oggi stesso quale delle due opzioni preferirebbe, ma tanto sappiamo benissimo che è lei a gestire il BKL :D

@aldeby:
Grazie, e poi anche io trovo un po’ sterile fermarsi a quel tipo di considerazione, e poi un giorno capiranno anche loro. Si spera.

@gaffiere:
Grazie, siamo in una situazione simile: tempo fa ho tenuto dei corsi di “avviamento all’uso del PC” e una delle ultime lezioni l’ho dedicata al software libero. Tutti gli alunni sono stati molto interessati ai vari temi (cooperazione, apertura, libertà …convenienza) e c’era una signora di una certa età che continuava a farmi domande intelligenti su Mozilla.

Con un po’ di “maieutica” sono stati loro stessi ad arrivare alla maggior parte delle conclusioni che noi abbiamo tratto quando abbiamo cominciato con il pinguino, quindi concordo: mai presentarsi come detentore di verità divine o come bacchettatore di microsoft e delle politiche economiche mondiali ;)

Sono sicuro che anche la tua lezione sarà un successo.

@floriano:
Segnati, interessante il repository!

23. nord est produttivo - 6/05/07 @ 15:57

purtroppo nella scuola dove ero io quando, a seguito di una visita a un prof che insegna li e schifato da un lcd con powerpoint per gli annunci del giorno, gli ho proposto di usare anche Linux mi hanno risposto con “non ha nessuna certificazione, non siamo sicuri sia a norma delle nuove leggi anti chissacosa ecc” e cosi continuano a usare programmi proprietari da mille mila euro che quando vanno in una tipica ditta della mia zona nessuno usa

ecco la REALTÀ

24. Bl@ster - 6/05/07 @ 16:04

@nord est produttivo: c’è un vecchio detto (sbagliato) che predica che quanto paghi una cosa, a quella corrisponde il suo valore. Quando uno si mette a dire che linux è gratis, si sente rispondere frasi come “gratis è morto” e “si, e ti regalano un computer”.

felipe 4 president, o quanto meno ministro dell’OpenSource.

25. Miles - 6/05/07 @ 21:22

Riporto la mia esperienza di collaboratore tecnico per una scuola media di Milano.
La situazione che ho trovato due anni fa quando ho iniziato a collaborare era la seguente:
n. 2 laboratori,
- lab1 da 10 pc
-> 5 portatili (? O_O ?) con win200
-> 5 fissi win98 (pentium I e II, olè!)
-> 1 pseduo-server con licenza xp pirata
- lab2 da 13 pc
-> 8 fissi win98
-> 2 fissi winme
-> 3 fissi winxp (2 con regolare sticker, il cd chissà dov’è)
Tutti con MS office installato, tutto (tranne qualche win98 e i 2 xp citati) senza licenza.
La scuola dice “non abbiamo fondi” “non sappiamo dove sono le licenze”.
Quale posto migliore per mettere in pratica i vantaggi dell’opensource? Macchè!

Finalmente il mese scorso arrivano fondi per cambiare le macchine. Con 4 semplici calcoli algebrici faccio vedere che se si usa openoffice e non si acquistano licenze MS Office si possono comprare 4 macchine in più…

Sarò sfortunato ma sono in una scuola dove nessuno dei professori non se ne intende (be’, lavorativamente è una fortuna, visto che non avrebbero un collaboratore esterno se ci fosse un volontario interno) e posso dire in sintesi quello che ho trovato:
una resistenza al cambiamento pazzesca!

In questo senso windows è conosciuto, linux è ignoto, strano, diverso, ecc…
Notare che sono persone che sanno a malapena fare doppio click e che non conoscono per niente nemmeno windows…
Il problema licenze non è minimamente percepito… mi sento dire “sì, ma tanto…”; cerco di fare il paragone dicendo “rubare una licenza non è concettualmente diverso da rubare pere al fruttivendolo, solo che si è meno visibili, e che si tratta di un fruttivendolo molto ricco” ma niente, mi rispondono “esagerato” o “ma dai” come a dire ma che cose strane che racconti…

Almeno è passato OOo, eh? Eh, ultimo commento settimana scorsa “ma Office 2007 non costa poi così tanto, quasi quasi per evitarci grane potremmo comprare quello”…
Critiche a Openoffice:
- così abituiamo i bambini a cose che poi non useranno mai (!!!)
- così i bambini non sapranno usare MS Office e a lavoro troveranno quello
- ma la cosa x l’ho trovato più difficile da fare (dove la cosa x è una cosa a caso che io – abituato da 3 anni a OOo trovo più semplice in esso)

Figuriamoci passare a linux…

L’unica cosa che potrò cercare di fare è – ora che le potentissime macchine ex win98 saranno accantonate – cercare di farmi dare uno spazietto dove metterle giù riconvertite a xubuntu… mi piacerebbe molto avere tempo da dedicare a un bel cluster (OpenMosix o altro) ma so già che non ho tutto quel tempo libero… se ci sono volontari :-)

Scusate il lungo sfogo ma è per informare un po’ dell’”aria che tira” e perché sono veramente un po’ depresso. (si stanno spendendo circa 2000 euro in licenze winxp… con 2000 euro si preparava un bel server con dansguardian e squid… cosa servirà di più a chi deve imparare a navigare sicuro? Mah…)

PS: il server non ci sarà ovviamente, si terrà un vecchio xp chiamato “server”, inutile cercare di fargli capire a cosa servono autenticazione sicura, proxy, ecc… ecc… sigh :-(

26. phoenixbf - 7/05/07 @ 0:21

Da noi a informatica a Bologna la situazione e’ stabile da anni ormai:
vari laboratori con un buon 90% di macchine Dell con Ubuntu e le restanti (malandate e maltenute) con windows 2000 (se non sbaglio).
Le macchine Ubuntu sono manenute e aggiornate regolarmente, senza tanti problemi.

In un certo senso da noi c’e’ la dittatura “al contrario”, per riprendere un post scritto piu’ su: cioe’ se usi windows (nelle postazioni portatili) ti guardano male, ma veramente male…. :-P

27. bigshot - 7/05/07 @ 0:56

cavolo io davo per scontato che voi tutti sapeste che Paolo DIdonè e tutti gli altri che non cito solo per mancanza di memoria sana.. invece noo…
io fuss soledad l’ho usata a più riprese su dei computer per una materna ma con fortuna alterna

28. vabhe - 7/05/07 @ 18:40

Associare un costo ad un prodotto open-source secondo me non ha senso.

Free non è gratis

Puoi non pagare il sw, ma i servizi non sono meno costosi: alla faccia dei volontari, si deve pensare ad un ecosistema che preveda admin pagati più che decentemente.

Il problema però non è affrontabile senza amministratori pubblici che sappiano ciò di cui si parla: problema centralissimo.

Se gli admin in italia conoscono baratri di idiozia non dimentichiamo che dietro l’esperienza di bolzano si scorgono menti d’eccellenza: la dirigente scolastica di bolzano intervistata da report dice che è stata durissima ma che non hanno mollato perchè motivati da ragionamenti ben precisi (roba rara).
Molto meno dura è scegliere MS, nessuno potrà mai criticarti: è lo standard de facto.

Il costo che in futuro si dovrà associare all’uso di foss è quello del servizio di manutenzione.
La speranza è che dagli ITS di tutta italia si diffonda l’armata degli smanettini cresciuti lottando per usare ubuntu da live cd in laboratorio di informatica.

Se cominceranno ad aprire service dove PROPORRANNO ad aziende e scuole del proprio paesino un servizio COMMERCIALE completo su foss allora chi deve decidere si sentirà più tranquillo nel prendere una decisione così “punk” ;) (aziende: non mi riferisco alla fiat ma alla ipotetica “Pressofusioni Rossi” 30 dipendenti di cui 5 in ufficio).
Parleranno poco di quanto il sw libero sia cool ed hippie, molto di più di quanto sia razionale e sano scegliere formati liberi.

E dette scuole ed aziende entreranno nel benemerito Circolo Virtuoso, facendo accelerare il volano…

29. vienvia - 7/05/07 @ 22:22

@ felipe
leggendo questo post sono stato preso dall’entusiasmo e ho inviato una email all’Assessore per l’innovazione del comune di Arezzo….beh…guarda un po’ qua !

http://innovazionearezzo.blogspot.com/2007/05/linux-in-comune-call-for-community.html

30. davide - 8/05/07 @ 4:10

stavo leggendo
http://www.downloadblog.it/post/3925/2-utenti-contemporaneamente-sullo-stesso-pc
2 utenti contemporaneamente sullo stesso pc (con windows)

e fra i commenti c’era questo parecchio interessante (avevo rimosso l’esistenza dei terminali dalla mia mente)
http://cs.senecac.on.ca/~ctyler/ruby/

niente male per una scuola che vuole risparmiare sulle licenze software e …sull hardware :)
(probabilmente c’è l’inconveniente del lettore dvd condiviso e della scheda audio da gestire in qualche modo a meno di non montarne altre)

31. vabhe - 8/05/07 @ 10:11

a prop di thin client, so che a brescia hanno implementato un sistema che li usa come esperimento alla solita itis.
forza ragazzi!
anzi, a brescia dicono
forza gnari!

32. Bl@ster - 11/05/07 @ 13:52

Nella mia scuola sono fossilizzati su certi programmi, nonostante siamo in molti a volere l’OpenSource.

33. Lazza - 14/05/07 @ 20:51

Della mia scuola non parliamone va! Nonostante un docente di informatica sia il capo del LugVicenza a scuola abbiamo Windows. Almeno al corso informatico utilizzeremo anche Linux. Che sollievo…

34. Linux su computer “domestici” con Proteck: intervista a Carmine Esposito at Brand Care - 9/07/07 @ 1:14

[...] via [...]

35. Master in Migration Manager, relazione di uno stagista « pollycoke :) - 26/07/07 @ 15:03

[...] PA, e di come replicare nelle nostre città le ottime esperienze finora accumulate (cfr “Risparmio digitale, come replicare a Bolzano, Andalucía, Monaco…“). Io continuo a consigliare spassionatamente di fare esperienze analoghe a quella di [...]

36. Comunicazione su apertura “Master in Tecnologie e Strumenti Open Source” « pollycoke :) - 24/08/07 @ 10:58

[...] auguro) numerosi studenti sia la giusta direzione, come ho più volte espresso anche io (cfr “Risparmio digitale, come replicare a Bolzano, Andalusia, Monaco…” e “Master in Migration Manager, relazione di uno [...]

37. Marte - 30/05/08 @ 12:11

non vi piacerà questo discorso, lo so.

nella PA quello che serve é assistenza qualificata.
questo é punto: installare non basta. Installare linux (qualsiasi) e poi lasciare l’utente medio in balia dell’approccio "domanda, sbattiti ed impara" non ha futuro.
Si DEVE preparare la minestrina pronta, e lo dico a malincuore, credetemi.

Benvenga Bolzano, davvero (sono di Trento, forza ragazzi!), ma non si può andare in un comune, una scuola e dire "passate Linux, é gratis", perché la risposta più ovvia é "ok, ma l’assistenza?".

la dura realtà é questa: serve più formazione, e chi sa di linux, faccia massa, metta su una società di assistenza online/telefonica che ne so io per Linux!

38. kaosktrl - 30/05/08 @ 20:12

Ciao a tutti,

sono un altro dei fortunati partecipanti del Master di Bolzano che segue il tuo blog.
Occorre dire che la migrazione di Bolzano è stata fatta grazie al fatto che la decisione è venuta dall’alto e poi eseguita da gente esperta che sa il fatto suo in termini di migrazione.

Nella realtà della Pubblica Amministrazione posso suggerire di iscriversi alla mailing list del ROSPA (Rete dell’Open Source nella Pubblica Amministrazione). Sono informato che anche i Comuni di Arezzo e Imola hanno inoltrato la strada della migrazione.
Un altro suggerimento che posso dare è quello di tenere d’occhio il sito web del Centros (Centro Competenza Open Source) oltre a quello della Assoli (Associazione per il Software Libero) che in Italia si da un gran da fare.

Per quanto mi riguarda, lavoro in Belgio e seguo alcuni progetti per la Commissione Europea, in uno di questi si sta promuovendo la licenza EUPL (European Union Public Licence), (promozione fatta dall’IDABC – http://ec.europa.eu/idabc/), licenza che sta prendendo piede presso Istat ed Eurostat, segno di una volontà al cambiamento.
Per la licenza mi sono occupato di trovare i vari avvocati esperti in proprietà intellettuale per tradurla ufficialmente nelle varie lingue.

Tale licenza è sempre in revisione e dovrebbe essere presto accettata dall’OSI.
Magari una nuova licenza può confondere ma se la spinta viene dall’altro i Comuni si posso no ritrovare ben presto ad accettarla.

Ciao !!!

39. Giulio - 12/05/09 @ 21:58

Complimenti per il Post. Sono un insegnante di informatica in un istituto tecnico statale e quello che posso dire a proposito del perché un concetto così naturale e ovvio come il software libero stenta a decollare, è da ricercare in molto cattive abitudini che non solo gli amministratori ma anche gli utenti stessi tendono a perpetuare ogni giorno.
Pigrizia, disinformazione, una certa italica propensione a infischiarsene dei discorsi di legalità, connessi all’utilizzo quotidiano di software piratati, e così via.
L’unica strada è continuare a far circolare l’informazione autentica, indipendente, generata principalmente dalla passione di conoscere e sperimentare.
Ho preso l’indirizzo del video e lo condividerò con i miei studenti, cercando di avvicinarli anche alle questioni meno tecniche, alla riflessione personale, e a non considerare l’informatica solo una questione di smanettamenti senza mai porsi il problema di cosa stiamo facendo e perché.
Ho installato diverso tempo fa un sistema linux su un pc utilizzato da molti docenti e finchè non avevano capito che si trattasse di un’altro sistema moltissimi lo usavano per navigare sul web. Girata la voce che si trattava di Linux, nessuno lo ha più utilizzato perché si diceva troppo ‘difficile’