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“Sono un Guru. E uso Ubuntu”

In News e altre Sciccherie il 12/11/06 @ 2:54 , trackback
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Scusate quel “guru” nel titolo, non sapevo come definire il contrario di novellino senza usare perifrasi… ah, l’italiano!

Vorrei scrivere qualcosa sulla questione “Ubuntu è per utonti“, sollevata più volte ma mai approfondita, alla quale penso di poter dare un contributo, dal momento che ho provato praticamente tutte le distro, e ricordo ancora il mix di sentimenti di quando provai Ubuntu per la prima volta.

ubuntu-small.jpg
I CD di Ubuntu vengono spediti gratuitamente in tutto il mondo

La mia teoria è che ci sono distro facilissime da configurare/usare ma che alla lunga limitano gli utenti più esperti, ci sono distro per i più esperti ma ovviamente inaccessibili ai novellini… e poi c’è Ubuntu :-)

Provenienza: Mamma Debian :-)

Come già raccontato nel post “La Top10 di DistroWatch secondo felipe” sono sempre stato spinto dalla curiosità di provare distro diversissime: dopo aver provato di tutto, da Mandrake a Slackware, a BestLinux ecc ecc… un giorno provai con timore reverenziale Debian e …dopo qualche debian.pnginiziale difficoltà me ne innamorai perdutamente. Debian non lascia indifferente nessuno: la si ama o la si odia: io ne rimasi stregato… Mi ricordo che leggevo la documentazione di APT, la Policy, la storia di Debian come una continua avventura :-)

A parte l’amore/odio, Debian è conosciuta per essere una distro “tosta” da installare e da mantenere, specie quando si tratta di far fronte alla necessità di avere software recente, anche se credo che le cose stiano migliorando. Col tempo mi sono convinto che la difficoltà è solo apparente. Magari non ci sono mai stati tutti gli script intrecciati che aveva Mandrake per far funzionare tutto l’hardware pensabile, magari la scheda audio non ne voleva sapere di andare… ma mantenere in perfetta forma una Debian (o derivate) è un’attività quasi divertente :-D

Distro “facili ma complesse”, o “difficili ma semplici”…

Ci sono sempre state distro “facili ma complesse“, come Red Hat, ma molto più Mandrake, che magari autoconfiguravano un mouse USB al volo, ma poi avevano un groviglio assurdo di script d’avvio che sfruttavano hack incredibili e precaricavano tutti i moduli kernel al mondo, soprattutto quelli che non servivano :-D

Così ci sono anche state anche distro “difficili ma semplici“, come Debian, ma molto più Slackware, che magari avevano bisogno di ore di lavoro e di una buona dose di conoscenza per avere una impostazione funzionante con tutto l’hardware e il software necessario ad un utilizzo confortevole. Generalmente queste erano distro più “pulite”, attinenti agli standard e con script d’avvio facilmente modificabili manualmente.

…e Ubuntu: Destinazione?

Ubuntu è stata la prima distro “facile e semplice“! Ricordo ancora adesso che installai Ubuntu 4.10 Warty Warthog con un misto di curiosità e sufficienza, dal momento che all’improvviso cominciai a leggere dapper-tutto di questa nuovissima distro che aveva nel suo team di sviluppatori mezzo GNOME e un gran numero di sviluppatori Debian… vista dalla prospettiva di un fan di Debian era una distro da guardare con sospetto :D

Beh, perché dico “facile e semplice“? Perché sin dalla prima versione Ubuntu ha attuato una strategia talmente semplice e geniale che ancora oggi mi stupisce: essere una distro che funziona e basta, evitando il più possibile sfruculiamenti da parte dell’utente ma senza complicare di un byte la semplice razionalità di Debian. La parola d’ordine per fare questo è “Upstream”: ovvero evitare di sviluppare soluzioni specifiche alla distro e lasciare il compito di rilevare l’hardware all’ottimo installer Debian, a udev, Hal, D-Bus, e molti altri software… il cosiddetto “Project Utopia“.

Non solo “facile e semplice”, ma anche potente e affidabile

La differenza sostanziale tra Ubuntu e Mandrake (non me ne vogliano gli utenti di Mandrake, adesso Mandriva) è che Mandrake era talmente elaborata e studiata e ingegnerizzata al dettaglio per renderla facile… che alla fine bastava compilare un kernel vanilla per perdere il 90% delle funzionalità specifiche della distro e ritrovarsi con qualcosa di ingestibile se non snaturando la distro stessa, motivo per cui gli utenti più esperti hanno sempre preferito usare qualcosa di meno facile all’inizio ma di meno incasinato da modificare in seguito.

Il succo della questione dunque è che Ubuntu ha invece riunito:

Mentre si è stati bene attenti a tenersi lontano da porcate:

Ubuntu: per “Utonti” e per “Guru”, con la stessa disinvoltura :-)

Il risultato è una distro facile e gradevole, adatta al più sprovveduto degli utenti alle prime armi con GNU/Linux, ma allo stesso tempo un OS potentissimo con Debian “nel cofano”, pronto ad esempio a scatenarsi in compilazioni estreme senza battere ciglio, e che vanno sempre a buon fine grazie al rispetto di tutti gli standard.

La prossima volta che vi diranno che “Ubuntu è per utonti” linkate questo post!

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Commenti »

1. felipe - 12/11/06 @ 3:07

Vorrei precisare subito che le distro menzionate come termine di paragone godono di tutto il mio rispetto, e hanno tutto il diritto al mondo di esistere, essere installate e amate.

E aggiungo pure che ultimamente *tutte* le distro stanno passando sempre più “competenze” a Project Utopia. Insomma io amo Ubuntu ma tutte le altre distro spaccano ugualmente :-)

Tranne Novell/SUSE :D

2. Raideiin - 12/11/06 @ 3:45

Quoto al 100%! Io ho conosciuto ubuntu dopo un peregrinaggio niubboso di distro in distro, alla ricerca di qualcosa di semplice ma di aggiornabile. Prima di ubuntu la distro che aveva resistito di più sul mio computer era SuSE 9.0 ma la cosa che odiavo di SuSE era (a parte i tempi d’avvio) l’impossibilità di compilare qualcosa che non fosse già incluso nella distro. Essendo niubbo quando facevo qualcosa di “fuori dagli schemi” leggevo in giro quali comandi dare e… praticamente riuscire a compilare qualcosa era impossibile, c’era sempre qualche libreria che mancava o che era installata ma chissà dove. Ricordo di aver sclerato per un mese perchè non riuscivo a far funzionare il protocollo MSN di gaim, che era stato aggiornato. Non era possibile fare un upgrade di gaim perchè i pacchetti rpm nuovi non si trovavano (avrei dovuto comprare la versione 9.1 dopo qualche mese). L’ultimo problema che mi spinse a cercare qualcosa di diverso era la mia scheda wireless. Nè SuSE, nè Mandrake (ora mandriva) nè Fedora, ne tantomeno Linspire (che a dire il vero neanche riusciva ad avviarsi sul mio vecchio laptop). Nella più cupa disperazione scaricai quasi per caso ubuntu warty warthog. Agii contro coscienza, il nome francamente mi causava ripetutamente conatini inattesi. Tuttavia i dubbi svanirono praticamente subito: ubuntu warty riconosceva la mia scheda wireless!!!! Mi ritrovai in gnome, una novità per me che da SuSEista ero sempre stato abituato a KDE. Gnome allora mi faceva schifo, però in ubuntu non potei fare a meno di notare come tutto si integrava perfettamente, con logica e gusto. Credo che una delle caratteristiche di ubuntu è quella di avere “carattere”. È una distro che ti installa UN Desktop environment, fa una scelta ben precisa… e poi la porta all’estremo, perfezionando il sistema in tutte le sue parti in modo che funzioni perfettamente. Naturalmente poi nacque kubuntu, ma dopo il primo periodo di smarrimento mi innamorai anche di gnome e per finire rimasi fedele al piedone! Ora uso ubuntu da qualche anno, e due mesi fa ho fatto il passo più lungo della gamba. Ho formattato windoze. Ora ho solo ubuntu come unico ambiente operativo. Lo uso per fare qualsiasi cosa: lavorare, divertirmi e smanettare. Non sono affatto un esperto ma con ubuntu riesco a fare tutto quello che facevo prima con windows, quindi nessun rimorso nè rimpianto. Solo un gran godimento ogni volta che uso apro synaptic o uso apt. Ubuntu mi sta insegnando gnu/linux molto meglio di qualsiasi altra distribuzione provata in precedenza!

3. lux - 12/11/06 @ 9:11

Eh quoto ad entrambi.
Ubuntu secondo me è davvero la migliore Distro di Linux in questi aspetti (non dimentichiamo slack che amo anche :D).
Pensare che uso SOLO Ubuntu dalla warty (si beh ne ho provate centinaia dalla warty ma su altre partizioni :P).
Altra cosa sto riscrivendo UCC (Ubuntu Control Center) se vi interessa penso che per dicembre la pubblico, l’ho iniziata io ma ora ho altri 2 coder che mi aiutano fortunatamente.
Il codice è completamente OpenSource (GPL) e scritto in Python con pygtk (il vecchio ucc utilizzava Glade ed era scritto davvero male :X).
Ultima cosa per chi non sa cos’è UCC potremmo dire che è una combinazione fra il pannello di controllo di windows e quello di Mandriva

4. Nemo - 12/11/06 @ 10:33

Come tu stesso hai detto nel primo commento, Felipe, anche le altre distro stanno passando il testimone al progetto Utopia per molte cose, anche se nel dettaglio (non le provo più da tempo) non so quanto effettivamente si siano semplificate. Infatti le mie impressioni sul test di distro come Redhat, Mandrake e Suse in passato sono le stesse che tu hai riportato; dopo aver smadonnato dietro le distro “user-friendly”, tagliai la testa al toro, e andai su Debian, dove sono rimasto 2 anni. Poi mi sono innamorato di Gentoo (e tutt’ora l’adoro), ma dopo 1 anno e mezzo, quando la mia vita è diventata più “piena” del normale, e dopo che a casa il 90% del tempo al PC ce lo passava mia sorella, ho provato Ubuntu, non rimandenone subito piacevolmente impressionato. Dopo vari cambi e prove, però, ho apprezzato il livello della 6.x ed è ancora lì, felicemente utilizzata da mia sorella.

Ma…sono andato un po’ troppo OT, quello che volevo dire, che sia tu, che io, come molti altri credo, abbiamo provato le distro “user-friendly” molto tempo fa, quando determinate cose come Utopia non esistevano affatto, ed era compito arduo cercare di rilevare l’hardware. Sotto questo punto di vista, Ubuntu ha dalla sua l’essere stata progettata in virtù delle novità più dolci per Linux (kernerl 2.6, udev, etc., etc.), che le hanno permesso di essere “facile e semplice” sin da subito.

5. shaitan - 12/11/06 @ 10:49

esperti?

credo che l’italiano sia sufficientemente complesso da non necessitare di importazione o di neologismi ;)

6. felipe - 12/11/06 @ 11:53

Sì, ma guru ha in più quell’alone mistico… :D

OT da linguista: l’italiano probabilmente importa ogni anno più parole straniere di ogni altra lingua… e se ne creano molte meno /OT

EDIT: a dirla tutta il fatto è che il titolo originariamente doveva essere in prima persona, tipo “Sono un guru. E uso Ubuntu”, e quindi nel primo paragrafo mi affrettavo a dire che in realtà non mi ritengo per niente un Guru. Poi è cambiato il titolo ma è rimasto il paragrafo, vabbè :-)

Mi sa che rimetto il titolo originale, fa più “felipe” :D

7. nessunoHaStoNick - 12/11/06 @ 12:20

quoto appieno, in più ubuntu ha il miglior wiki e la migliore comunità che si possa desiderare!

8. Nemo - 12/11/06 @ 12:34

@nessunoHaStoNick: non seguo la comunità Ubuntu assiduamente, ma ti posso assicurare che Gentoo ha una comunità, una documentazione ufficiale e un Wiki da paura (in senso positivo).

9. viger - 12/11/06 @ 13:18

Quoto Nemo.
Non uso Gentoo, ma obiettivamente Nemo ha ragione.

-viger

10. shaitan - 12/11/06 @ 14:07

@felipe

hai ragione importiamo molte, forse troppe parole, ma spesso è anche colpa nostra…

perché, che ne so, scannerizzare (orribile importazione da scanner, peraltro derivato latino) quando possiamo usare scandire o scansionare :)

va beh basta che se no sembriamo sul forum della Crusca (a cui peraltro va bene tutto scandire, scannerizzare, scansionare, addirittura scannare) :D :D

11. visik7 - 12/11/06 @ 14:35

evitiamo distro war avrei mille motivi per dire cosa non e’ gentoo
cmq giusto per dare un punto in + ad ubuntu
prima usavo linux (debian) solo nei server come desktop era pressoche’ inusabile (a meno di non usare distro come redhat, mandrake o suse ma anch’esse non sono il massimo in quanto a personalizzazione) da quando uso ubuntu ho switchato completamente a linux su tutti i desktop e la uso con profitto tutti i giorni.
@felipe: non so quanto sia possibile sostituire un kernel ubuntu con uno vanilla almeno adesso ad edgy, esempio per fare andare apport server crashdump che e’ solo nel kernel ubuntu (afaik) e così altre cose poi si e’ vero ne metti un altro e non succede niente pero’ perdi in funzionalita’

12. felipe - 12/11/06 @ 15:02

@visik:
Concordo, il post è dedicato ad Ubuntu e non alla guerra alle altre distro. Oltetutto il wiki di gentoo, citato prima, è una delle letture più interessanti quando di cercano spunti per approfondire qualche argomento, e contiene sempre info corrette :-)

Per il kernel… il paragone era fatto tenendo in mente cose come “supermount” o il bootsplash di Mandrake (non ricordo come si chiamava) che una volta passati ad un kernel vanilla e non più funzionanti pregiudicavano il funzionamento dell’intera distro!

Poi è ovvio che se uno installa un kernel che non ha supporto ad una particolare funzionalità esotica… questa funzionalità verrà persa. L’importante è che non trascina con sè l’intera distro.

Grazie per avermi dato modo di chiarire il punto, forse era espresso in modo poco completo :-)

13. Nemo - 12/11/06 @ 15:44

D’accordo sul “no distro war”, figuriamoci. Sono uscite fuori esperienze pregresse o argomenti e se ne parlava. Io ho usato praticamente di tutto e nonostante adori ancora Gentoo, uso Ubuntu con soddisfazione, perché attualmente è la scelta che mi più mi si confa.

Ad ogni modo è chiaro che una distro pensata per essere user-friendly va maneggiata con cura anche da un guru, nel senso che se non si fa attenzione, è facile stroncare qualche funzionalità particolare se si personalizza il kernel partendo da un semplice vanilla senza informarsi se esistono o meno delle patch usate nel kernel ufficiale della distro.

Fatta cmq attenzione a questi piccoli principi, Ubuntu resta tra le distro userfriendly, quella più “smanettabile”. Sarà che in passato ero io a essere più newbie, ma a smanettare in Mandrake o Redhat venivano i mal di testa. Un po’ meno con Suse, devo dire la verità.

14. Alexxx - 12/11/06 @ 16:23

Ma non serve neanche parlare del kernel, basta dire che su mandrake qualche tempo fa (ora non so) far funzionare checkinstall era un po’ uno strazio, con ubuntu neanche te ne accorgi. L’unica cosa che non ho mai capito è perché Debian e i suoi fratelli ha /media e gli altri /mnt.

15. ZioFork - 12/11/06 @ 16:36

Essere un guru non vuol dire solo saper risolvere i problemi.
Chi sbatte mille volte il naso contro lo stesso muro per poi poter dimostrare di saperlo scavalcare non è un guru, è solo stupido.
Il guru sa già dove sta il muro e lo evita.
Vedo Ubuntu come un “concentrato di saggezza” di molti guru messo a disposizione dell’intera comunità, per chi guru è, per chi guru vuole diventare e per chi vuole semplicemente un sistema funzionante, usabile ma soprattutto libero.

16. lux - 12/11/06 @ 18:24

scusate è solo per testare l’avatar: lux

17. Shuren - 12/11/06 @ 20:28

@ lux:

ROTFL

@ Bigshot:

Come ho avuto modo di dire più volte in tanti flame e discussioni, non è la distribuzione che fa “Linux” o, in questo caso, l’”utente smanettone”, ma l’approccio.
Io posso prendere Fedora e rigirarla da capo a piedi, così come Ubuntu, nonostante non ne abbia la necessità. La pigrizia è un vizio, ed io ne sono avvezzo, ma la curiosità è una virtù!

18. Eleonora - 12/11/06 @ 23:57

Ciao!
Volevo dirti che mi piace molto il tuo blog dedicato all’open source…
Io entro questa settimana abbandonerò definitivamente Microsoft e adotterò Kubuntu.
Devo dire grazie al mio ragazzo, fanatico di Linux e compagnia bella che mi ha fatto scoprire questo mondo!
Ho segnalato anche a lui il tuo blog perchè è davvero interessante e pieno di news succose! ;)
Complimenti!

19. Raideiin - 13/11/06 @ 9:32

Wow! una donna! Era ora in questo mondo di nerd :D

20. roundhead - 13/11/06 @ 10:40

Allora se da una parte rompono le balle perchè *ubuntu non è abbastanza nerdy, dall’altra alcuni utonti dicono che è troppo difficile…leggete i commenti a questo post sul blog di paolo attivissimo:
http://attivissimo.blogspot.com/2006/11/internet-explorer-7-e-i-css-piccolo.html

Ho provato a controbattere senza scatenare un flame ad un deficiente che dichiara di aver provato ubuntu e di averla lasciata perchè non è riuscito ad installare un “antivirus real time”….se volete partecipare, civilmente si intende, non sarebbe male in termini di visibilità perchè il blog di attivissimo è molto frequentato l’autore è un noto sostenitore del sw libero. ciao

21. Alexxx - 13/11/06 @ 10:59

@roundhead:
L’ho letto anch’io quel post. Purtroppo che ci vuoi fare, è il riflesso di un “creeping featurism”, ovvero quello che ci spinge ad avere telefonini che fanno il caffè e a molta gente (non certo io!) a craccare Photoshop anche se non hanno una macchina digitale e non fanno fotoritocco.

22. uollano - 13/11/06 @ 23:49

Anche io come Radeiin e come tantissimi altri ho provato diverse distribuzioni, ma essendo un novellino, dopo pochissimo tempo perdevo la pazienza e a testimonianza di Gnu/linux sul mio pc rimaneva solo grub o lilo con windows come scelta predefinita. Poi ho scoperto ubuntu e da allora continuo ad usarlo, sono entusiasta, lo vado proponendo in giro. Mi sento parte di ubuntu, credo nel codice e nel software libero, leggo questo forum con grandissimo interesse e a tal proposito ringrazio felipe per il suo bellissimo blog!!!

23. Ahren - 17/11/06 @ 13:54

@felipe

visto che fai test di distro molto spesso a quanto ho capito, perchè non provi a ridare un’occhiata a “mamma debian”?

Ho usato ubuntu dalla r.c. di warty fino a un paio di mesi dopo l’uscita a stable della dapper che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso facendomi tornare definitivamente a debian. Uso la unstable da tempo ora e tutti i problemi avuti con ubuntu sono spariti.

Questo bug https://launchpad.net/distros/ubuntu/+source/linux-restricted-modules-2.6.15/+bug/47371
è il risultato del cambio dei driver ati nel repository ufficiale pochi giorni prima del passaggio a stable, cambio effettuato senza possibilità di tornare indietro in quanto i pacchetti precedenti sono stati rimossi dai repo. Quel bug è ancora aperto, nonostante l’upstream sia stato fixato da ati da tempo.

L’unico vantaggio sinceramente che ho trovato nell’uso di ubuntu è l’installer che configura l’hw meglio di quello debian, ma se lo paragoniamo a l’installer di sarge da cui deriva, per il resto ho trovato solo vantaggi nell’utilizzo di debian.

24. franck - 2/12/06 @ 2:16

scusate io sono stato un winsozz dipendente per tanti anni ho iniziato con i 286…………..poi ho scoperto una settimana fa ubuntu…………..altro pianeta non smettete mai

25. Debian come la Wikipedia del software libero « pollycoke :) - 6/02/07 @ 10:25

[...] comunità, sono all’ordine del giorno. Tempo fa ho anche scritto qualcosa che sfiorava l’argomento ma mi sono sempre rifiutato di definire Debian. Questa sembra l’occasione [...]

26. Il papà di Linux sulle distribuzioni “difficili” (lui usa Fedora) « pollycoke :) - 23/07/08 @ 20:22

[...] Per questo motivo provo una specie di affetto per i romanticoni Slackwaristi che praticamente dialogano con Pat ogni volta che usano la loro distribuzione, ma li invito spesso a fare un giro sulla mia Ubuntu totalmente stravolta3, solo in quelle parti che mi va di sfruculiare (cfr “Sono un Guru. E uso Ubuntu“) [...]

(commentando accetti implicitamente le Regole di pollycoke, leggile!)