jump to navigation

RPM 5.0 rilasciato, che vi piaccia o no la sfida è aperta

In News, Opinioni il 6/01/08 @ 12:14 trackback

RPM è sinonimo di gestione di pacchetti per una grossa fetta di distribuzioni, tradizionalmente quelle più commerciali e rivolte alle aziende.

rpm.jpg

Inizialmente sviluppato da Red Hat, ne fanno uso - oltre a Red Hat stessa - CentOS, Novell, Mandriva, Fedora e una lunga serie di altre distribuzioni minori anche meno indirizzate alle imprese.

Fronteggiare DPKG?

La nuova versione arriva a compimento di una nuova attività di sviluppo successiva ad un lungo periodo di calma, ed è decisamente benvenuta.

Per merito anche di accordi commerciali di Canonical, sponsor di Ubuntu, con distributori come DELL, è cominciato negli ultimi mesi uno spostamento dell’attenzione nei confronti di soluzioni commerciali basate su Ubuntu e quindi sul gestore di pacchetti “avversario”: dpkg, storicamente legato a distribuzioni orientate più alla comunità.

Le novità di RPM 5.0

Tornando ad RPM 5.0, le novità sono tutte nella press release ufficiale che vi invito a leggere.

Tra le più importanti spiccano a mio modesto parere i lavori al build environment, per cui si dichiara migliorato il modo in cui vengono linkate eventuali librerie di terze parti… non vedo l’ora di saperne di più. Sempre nella press release si legge che RPM mira tra le altre cose a diventare uno strumento di gestione di pacchetti sempre più svincolato da una specifica piattaforma o ambiente e soprattutto non legato esclusivamente alle origini GNU/Linux.

Il punto di vista di utenti e distributori

Tutto ciò è decisamente interessante e - lo dico da utente Ubuntu - penso proprio che potrebbe essere una bella sfida rilanciare RPM come standard di fatto, anche grazie allo status di gestore dei pacchetti riconosciuto dalla Linux Foundation (ok, anche dpkg)… ma sia chiaro che al momento poco o niente cambia per noi utenti :)

pk-progress.jpg
PackageKit: stessa interfaccia per RPM, DPK o altro

Allo stato attuale, specialmente grazie alla nascita di strumenti come PackageKit, gli utenti delle principali distribuzioni non dovrebbero essere mai esposti a faccende riguardanti le differenze tra i vari backend del gestore dei pacchetti. Per i distributori invece potrebbe essere una svolta: continuo a meravigliarmi della proliferazione di pacchetti e repository di pacchetti largamente incompatibili perfino tra distribuzioni facenti uso del medesimo gestore!

Non mi auguro nessuna imposizione, per carità, ma se RPM riuscisse ad assumere il ruolo di “catalizzatore” di tutte le energie che si spendono per creare centinaia di pacchetti RPM e le indirizzasse ad una sorta di comune risorsa condivisa… beh quella sarebbe la vera sfida.

Red Hat ed RPM

Una nota degna di essere “notata”: non so esattamente quale sia la posizione ufficiale di Red Hat nei confronti di questo RPM 5.0, dal momento che in passato c’erano state alcune divergenze tra le scelte di Red Hat e la linea di sviluppo dell’autore di RPM.

Condividi questo articolo:

  • FriendFeed 
  • TwitThis 
  • Facebook 
  • Badzu 
  • LinkedIn 
  • Google 
  • del.icio.us 
  • Wikio IT 
  • DiggIta 
  • Technotizie 
  • OKNotizie 

Pagine forse correlate:


Commenti »

1. nino - 6/01/08 @ 13:31

i .deb a mio modesto parere restano e resteranno per parecchio migliori, per non voler dire che tra un paio di anni potrebbero divenire standard, ma questa è fantainformatica!
una riflessione; i gestori rpm fanno tutti pena , tanto che pcblàblàprimainclassificaOS usa IL GESTORE .deb senza che cambi il risultato:crash e lentezza!

2. Shiba - 6/01/08 @ 13:44

Tanto lo sanno tutti che i migliori sono i pacchetti di Arch ;) (peccato che il resto della distro non sia altrettanto stabile)

3. Satchmo - 6/01/08 @ 14:13

@Shiba: per molto tempo ho pensato anch’io che Arch fosse poco stabile. Poi l’ho usata tutti i giorni per più di un anno, aggiornandola costantemente: è sorprendentemente la più stabile tra tutte le distro che ho utilizzato finora (a parte, ovviamente, Debian etch).

4. Simone-tux - 6/01/08 @ 14:31

Vi prego… non fate confronti tra i vari gestori dei pacchetti…
Vi assicuro che ciascuno riesce sempre a trovare qualcosa di buono nella propria minestra; è matematicamente provato… come nella lotta fra le distro.

Invece tutti voi dovete sperare che rpm 5.0 sia una bomba, che superi deb. Il “tira e molla” è sempre positivo nell’Open Source, genera concorrenza che permette di migliorare i prodotti giorno dopo giorno senza lasciare morire il settore.

Intanto vi saluto
Simone

5. borzo - 6/01/08 @ 14:39

Io spero che finalmente un giorno uno dei due formati si affermi così tanto da poter unificare ciò che c’è di buono in deb con l’rpm o viceversa. Quel giorno nascerà un formato come l’exe di windows che permetterà con pochi click di installare applicazioni non presenti nei repository, permetterà di distribuire programmi a chi non ha un’adsl e deve comprarsi le riviste, insomma, un formato unificato renderebbe il tutto più comodo.

Per quanto riguarda arch sono daccordo sul fatto che pacman sia spettacolare (e yaourt anche) ma ha un piccolo problema, non ha un comando come autoremove per eliminare le dipendenze inutilizzate e questo è un grosso punto a suo sfavore.

6. borzo - 6/01/08 @ 14:40

Sia ben chiaro che non voglio un mondo come windows in cui gli utonti scaricano a caso, la via sarebbe sempre il repository, semplicemente sarebbe una comodità in più.

7. Ecas - 6/01/08 @ 15:47

Non dite che .DEB è superiore a .RPM se nemmeno sapete comè fatto un pacchetto .RPM per favore. Provate yum su Fedora 8, io stesso criticai Fedora in passato per il suo gestore di pacchetti ma sono stati fatti grossi passi avanti da quel giorno..

Spero in cuor mio che RPM diventi l’unico pacchetto standard universalmente conosciuto per le distrubuzioni GNU/Linux, questo per garantire compatibilità e trasparenza..

8. nino - 6/01/08 @ 16:07

Non dite che .DEB è superiore a .RPM se nemmeno sapete comè fatto un pacchetto .RPM per favore. Provate yum su Fedora 8, io stesso criticai Fedora in passato per il suo gestore di pacchetti ma sono stati fatti grossi passi avanti da quel giorno..

Scusa ma tu come fai a sapere che qui non sappiamo com’è fatto un rpm? Per piacere non elogiate yum di fedora 8 se non sapete nemmeno com’è fatto!

9. Artemis - 6/01/08 @ 16:25

@nino

Parli di un gestore pacchetti che costringe il mantainer a scrivere dentro un file ascii tutte le dipendenze una in fila all’altra, tra l’altro con i nomi dei pacchetti e non delle librerie, e dici che un’accrocchio anni ‘90 di siffatta caratura è migliore di RPM.

E poi ti chiedi come facciamo a sapere che non sai come è fatto un RPM?

10. felipe - 6/01/08 @ 16:29

A dire il vero il processo a cui fai riferimento è anche automatizzato (anche se è sempre bene controllare).

Ciao :)

11. ph1lo - 6/01/08 @ 16:38

Io continuo ad essere fan dei tgz.
Ah, e vado con installpkg. Pacchetto per pacchetto.

Sono masochista? Può essere, ma il mio sistema non è mai diventato instabile dopo aver provato del software.

12. cga - 6/01/08 @ 16:41

ma rpm 5.0 è quello dell’ex dipendente RH o quello della scelta di riunire le forze fra RH/Fedora Suse/OpenSuSe e Mandriva (e altre?) ??

no perché cambia moltissimo fra le due cose. io sono a favore della seconda alleanza.

13. gommosgol - 6/01/08 @ 16:59

Sinceramente, per i binari ho sempre preferito RPM e tgz, APT non mi è mai piaciuto (mi ha sempre dato solo problemi.. questo probabilmente solo a me…), e ora uso solo il portage.. ma credo che il nuovo RPM sarà un bel passo in anvanti, non ho ancora avuto modo di leggere il changelog.

14. YumYum - 6/01/08 @ 18:11

Ben vengano queste notizie, ancora un miglioramento anche per Yum e siamo a cavallo, con Fedora. ;)

15. tosky - 6/01/08 @ 18:38

Mi dispiace deludere eventualmente qualcuno, ma il progetto della Linux Foundation (che non sono gli ultimi arrivati) non è di fare sparire RPM o dpkg, ma di costruire un’API comune (sopra qualsiasi formato) a cui le famose “applicazioni di terze parti” possano appoggiarsi per le operazioni di installazione e disinstallazione.

http://www.linux-foundation.org/en/Packaging
http://www.linux.com/articles/59502
Proprio (quasi) un anno fa felipe aveva dedicato un articolo alla notizia:
http://pollycoke.wordpress.com/2007/01/17/lsb-vuole-unificare-rpm-e-deb-le-capocce-danno-lok/

Giusto poi per precisare, se dobbiamo fare paragoni col mondo windows, il confronto non è con il setup.exe, ma con i pacchetti in formato .msi.

16. Artemis - 7/01/08 @ 9:55

@Felipe

Beh, felipe, meno male. dopo DIECI anni ci siamo arrivati :)
Ciò non toglie, in ogni caso, che le dipendenze siano scritte dentro un file ascii e che queste puntino ai nomi dei pacchetti e non hai nomi delle librerie.
Il che è già un’atrocità di per sè :)

Che poi ora questa mostruosità non debba più scriverla il povero mantainer ma che lo faccia una sega di scriptino è tanto di guadagnato per la salute del povero mantainer :)

17. Red Hat considera RPM5 un fork at pollycoke :) - 13/01/08 @ 13:58

[...] ricordate, avevo concluso il post “RPM 5.0 rilasciato, che vi piaccia o no la sfida è aperta” con un [...]

(commentando accetti implicitamente le Regole di pollycoke, leggile!)