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I sorgenti di .NET - per molti ma non per Mono

felipe in: News e altre Sciccherie il 19/01/08 @ 9:29 , trackback
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mo noMicrosoft ha pubblicato quasi a sorpresa il codice sorgente di molte parti di .NET e lo ha reso accessibile sotto una licenza shared source (con innumerevoli restrizioni) a tutti tranne che a quel gruppo di sviluppatori che copia il loro framework.

È stata scritta proprio una clausola apposita nella licenza, tanto per essere chiari. Gli sviluppatori Mono sono già stati avvisati di stare alla larga dalla vista di tale codice, ma ci si chiede se questo possa bastare. Su PI ad esempio viene avanzato il dubbio che in un eventuale tribunale non si sta a sottilizzare tra “reverse engineering” e “scopiazzatura illegale di codice”.

Situazione assurda e ridicola.

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Commenti»

1. flux - 19/01/08 @ 9:45

beh stiamo arrivando davvero al paradosso… alla microsoft sembrano di quei bambini che hanno il giocattolino da far vedere agli amichetti ma dicono a quelli con cui sono in bisticcio… “no, tu no!” Evidentemente la paura che mono posso addirittura raggiungere e superare .net è tanta, ma dubito che gli sviluppatori arrivino a copiare il codice, sarebbe purtroppo un reato.

ps. e poi per dignità non coperei codice microsft ;)

2. Dzamir - 19/01/08 @ 9:46

E se il programmatore per puro caso scrive del codice simile a quello che c’è nel .NET lo condannano? In pratica invece di aiutare la comunità degli sviluppatori con questi rilasci la Microsoft sta ammazzando la comunità open source!
Adesso rilascio il codice di tante classi in c++ che fanno cose comunissime sotto questa licenza e poi denuncio tutti quelli che scrivono qualcosa di simile a quello che ho scritto io -_-

3. Ottimista - 19/01/08 @ 9:59

Lol ma non vi va mai bene niente!

Microsoft si sta arrendendo all’open source,
presto o tardi Windows sarà gratuito e open source,

è quello che vogliamo giusto?

Siate ottimisti!

4. xilitolo - 19/01/08 @ 10:01

dai felì dicci il tuo nick su PI! :D

5. Sfinge - 19/01/08 @ 10:04

Mi chiedo a questo punto come reagirà Miguelon, nel suo blog, nei post passati sembrava un pupo, non conosceva i motivi per i quali “quei bravi ragazzi” rilasciassero codice coperto da questa o quella licenza, mi domando inoltre, dopo questa notizia quale sarà il futuro di mono visto che in ambiente gnome è praticamente stato implemetato da tutte le distro, se il rilascio di parti di codice è finalizzato esclusivamente alla produttività in ambiente microsoft, tagliando fuori progetti “portati” su altri sistemi operativi non voglio immaginare che putiferio legale potrebbe abbattersi sulla comunità linux…staremo a vedere che accade

6. Sfinge - 19/01/08 @ 10:11

@ Ottimista,
scusa, ma ho lavorato tutta la notte al pc, non capisco se sei ironico perchè non condividi il progetto mono, perchè usi windows e te la spassi nel sentire certe notizie, potresti spiegare il tuo punto di vista? (non c’è ne sarcasmo ne volontà di offenderti, vorrei solo sapere)

7. psicus78 - 19/01/08 @ 10:25

“We think that enabling source code access and debugger integration of the .NET Framework libraries is going to be really valuable for .NET developers. Being able to step through and review the source should provide much better insight into how the .NET Framework libraries are implemented, and in turn enable you to build better applications and make even better use of them”

In pratica questo è ammettere la validità della filosofia alla base dell’open source, conoscere come del codice è stato scritto aiuta chi utilizza quel codice (es libreria) a farne un uso migliore.

8. Ottimista - 19/01/08 @ 10:34

x Sfinge

E’ molto semplice,
.NET shared source è in ogni caso un passo in avanti, o no?

9. Dzamir - 19/01/08 @ 10:34

Peccato che non hanno mai rilasciato il codice sorgente delle librerie Remoting che mi sarebbe servito un sacco tempo fa per lavoro!

10. N1ghtWisH - 19/01/08 @ 10:36

Assurdo & Ridicolo = Microsoft.

Mi sembra tutto normale.

11. tosky - 19/01/08 @ 11:09

No, purtroppo no: Shared Source è una sigla che si sono inventati per una licenza che non solo è software libero, ma neppure open source (essendo open source le licenze approvate da OSI. Quindi se vedi il codice sotto quella licenza e poi sviluppi software libero simile (come in questo caso) e potresti essere accusato di violazione di copyright. E non stiamo parlando di cause ipotetiche: erano di questo tipo le accuse lanciate da SCO…

12. Ottimista - 19/01/08 @ 11:18

x tosky

Alcune forme Shared Source mi risultano approvate da OSI
(non so se quella di mono nello specifico)

In ogni caso la “visione del codice”,
visto che parlare di “open source” implica una licenza,
è comunque un passo avanti.

13. Ottimista - 19/01/08 @ 11:19

OPS “di mono”,
naturalmente volevo dire di .NET
LOL ;)

14. tosky - 19/01/08 @ 11:29

Mi dispiace, ma non sono d’accordo: guardare-e-non-toccare, col rischio di una causa legale, non è quello che chiamo condivisione. Lo chiamo “specchietto per le allodole”, per far vedere al mondo quanto sono bravi.
Lo shared source è nato almeno 4/5 anni fa, con .NET 1 ed il rilascio di Rotor (un’implementazione appunto shared source del core). Praticamente usato solo da pochi centri di ricerca universitari.

Da allora non si è mosso nulla o quasi: sono state approvate due licenze da OSI (MS-PL e MS-RL; ma quanto sono state usate? E in ogni caso questa (Microsoft Reference License) è diversa.

Sarò ottimista quando cambierà radicalmente l’atteggiamento. MS non è il male (come spesso molti trolletti vanno dicendo in giro); “semplicemente” ha un comportamento che definire birichino è il minimo.

15. Furlan - 19/01/08 @ 11:40

Io per dignità non userei MONO. ;)

16. khelidan - 19/01/08 @ 11:58

be non è che sia così fantascienza…. ;)

17. Babbonet - 19/01/08 @ 12:25

Togliamo quella merda dalle nostre macchine Linux….le alternative ci sono..non mendichiamo righe di codice da nessuno…tantomeno da Micro$oft!

18. MaurO - 19/01/08 @ 12:50

Alla faccia degli accordi per “interoperabilita’” che ha stipulato con Novell & co.
La Microsoft e’ sempre stata cosi’… non cambiera’ mai…

Ma comunque non riduciamoci ad adottare tecnologie made in Microsoft! Sicuramente non sono all’altezza del nostro sistema! Quindi fuori Mono dalle nostre LinuxBox!

19. kra - 19/01/08 @ 13:50

Forse c’era da aspettarselo da Microsoft.
Credo che tutto il progetto Mono sia discutibile. Si tratta di un porting via reverse-eng di una piattaforma per windows? Ma allora esiste una forte dipendenza nei confronti del monopolista? SI? allora stop.
Qual’è lo scopo? Utilizzare il linguaggio C# conosciuto a molte persone e poter includere applicazioni windows su linux senza sforzo?
Ovviamente senza considerare mamma windows e la piccola influenza che porta sui suoi prodotti?

Credo che il mondo linux debba fermarsi un attimo a riflettere.
Ci vogliono linee guida per l’adozione di un framework comune ed omogeneo. Linux desktop è focalizzato verso un mercato di nicchia e nello stesso mercato linux esistono altre diverse fazioni. La diversificazione aiuta sicuramente ad auto-migliorarsi ma alla lunga si rischia di allontanarsi dal obiettivo principale: fornire un sistema desktop di qualità e competitivo.

Perchè non intraprendere tutti una strada comune, magari adottando una piattaforma di sviluppo comune? Perchè non usare uno fra Java-Python-Qt4 oppure qt-jambi?

Credo che il motivo derivi dal fatto che ogni sviluppatore scriva software open solo per il gusto di farlo e perchè si diverta a farlo.
Per questo dobbiamo sicuramente ringraziare gli sviluppatori volenterosi ma se ognuno di questi inventa la variante A1 A2 A3 incompatibili fra loro ci ritroveremo cloni di applicazion scritte in modo diverse e tutti con problemi diversi ma che nessuno ha voglia di correggere perchè scriverà la variante A4 nel linguaggio piu’ divertente C7 e piu’ accattivante.

Pensate se ci fosse un framework alla Mac, api comuni semplici che aiutino tutti a scrivere codice di qualità e magari un repository di idee alla “Rent a coder”.
Uno sviluppatore si registra e accetta un task ad esempio la costruzione di una gui.
Verranno create N versioni di quella gui e verranno tutte messe nel repository ufficiale (o beta) in questo modo saranno gli utenti a decidere quale gui utilizzare ed in una sorta di selezione naturale.
In questo modo si assicura una diversificazione e per chi non ha voglia di reinventare la ruota nuovi task che nessuno ha ancora sviluppato.

Insomma sono solo alcune idee di uno sviluppatore J2EE-Linux e utente Ubuntu.

20. Selfork - 19/01/08 @ 14:15

Vedo con piacere che dalla Micro**ft (non vorrei incorrere in problemi di copyri**t) ancora ci deliziano con certe perle…
Ricordo di un seminario Micro**ft tenuto nella mia facoltà poco tempo fa e ricordo che il seminarista affermava che il linguaggio .N*T era “portabile” poichè era possibile eseguirlo, tra le tante cose, anche su linux con “mono”.
Mi sembra che fregiarsi del lavoro altrui (peraltro mai sostenuto, anzi…) non sia il paradosso, ma la normale conseguenza di una politica di marketing che potrei definire esclusivamente “business oriented” (a scapito della serietà e del servizio, ovviamente).
Altra piccola perla? Ricordo che il seminarista chiamava il codice “business logic” e questo dice tutto…

21. selfork - 19/01/08 @ 14:26

Già…e si chiamava “brevetto software” una volta…

22. anonymo - 19/01/08 @ 15:37

ma de Icaza cosa dice? Rimane sempre pro Microsoft??

23. Lobotomia - 19/01/08 @ 19:40

A parte che Microsoft è davvero ridicola.. cmq non era inaspettata la notizia.. si attendeva il rilascio da ottobre: http://www.pettinix.org/2007/10/04/net-in-open-source-non-proprio-ma/

24. bastianazzo - 19/01/08 @ 19:57

non si può dire che in casa MS non siano furbi!
rilasciano il codice di .NET, ma con la minaccia di denunciarti tutta la vita se osi prenderne un pezzo. qual è lo scopo di aprire il codice allora? molto semplice! aiutare gli utilizzatori di .NET (così da alleggerire le richieste al supporto tecnico), e soprattutto SCOVARE I BUG NEL CODICE!!! :)

che poi abbiano vietato la lettura di tale codice a quelli di Mono, mi sembra quasi in accordo con la filosofia del team di De Icaza: da principio lì non accettano il contributo di persone che abbiano avuto modo di vedere anche solo per poche righe il codice originale di .NET (ovviamente!)

25. shady - 20/01/08 @ 2:44

Accuse finite poi malino…

26. shady - 20/01/08 @ 2:48

Dove devo firmare…?

27. Dzamir - 20/01/08 @ 8:53

Comunque il C# è un gran bel linguaggio, e mi sarebbe piaciuto se la M$ avesse fatto di più per renderlo portabile tra i vari OS… siccome non l’hanno fatto ormai programmo in c# sempre di meno e vado preferendo il Java (alla fine il C# è copia incollato dal Java e migliorato col senno di poi).
Tra l’altro una cosa schifosa del C# è che esce una versione ogni due anni. Il c++ non cambia da decenni mentre nel giro di pochi anni si è arrivati al C# versione 3 e il linguaggio è completamente stravolto…

28. Hoghemaru - 20/01/08 @ 13:56

(alla fine il C# è copia incollato dal Java e migliorato col senno di poi)
[...]
pochi anni si è arrivati al C# versione 3 e il linguaggio è completamente stravolto…

strano, di solito M$ non fa di queste cose…

29. Gianluca V - 22/01/08 @ 0:45

Peccato, eppure ci credevo :(

Cioè, .Net su Ubuntu sarebbe il massimo, per me che parlo da programmatore “costretto” .Net

30. Lobotomia - 22/01/08 @ 13:19

@Gianluca V: Usa MONO :D

31. Gianluca V - 22/01/08 @ 23:35

Boh, non ho mai tentato così tanto :P

Comunque proverò, grazie!

32. Gianluca V - 23/01/08 @ 0:39

Ehm, una guida per configurarlo? :)

33. Marco - 11/08/08 @ 11:33

da sviluppatore dotNet su Uindows, non fa piacere leggere queste cose. E’ di sicuro un colpo basso per Mono, poichè è come se EmmeEsse abbia scatenato una sorta di “guerra preventiva” (d’altronde gli States hanno inventato questa moda) a qualsiasi possibile e fantomatica scopiazzatura. Tutte le altre tesi che EmmeEsse pone mi sembrano un lavoro bello e buono “di disorientamento”. Questa volta non ci vedo niente di buono, indipendentemente dai pareri precendenti (alcuni molto di parte).

@Selfork: il gruppo di termini “business logic” è modo generico per indicare la porzione di codice che trasforma l’idea dell’imprenditore in processi logici, in maniera concisa.Ma questa potrebbe essere già una definizione errata di BL. Per dirti che la parola “business” non è necessariamente legata al concetto di “fare affari, fare un sacco di soldi”, poichè qualsiasi software ne contiene una, anche i programmini in turbopascal della scuola, che non fanno ricco nessuno.

(commentando accetti implicitamente le Regole di pollycoke, leggile!)