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Aggiornamento manuale di Ubuntu, consigliato.

felipe in: Articoli, Guide e HowTo, Facili, o quasi :) il 28/04/08 @ 11:21 , trackback
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Questa volta non mi andava di maltrattare sadicamente il sistema di aggiornamento (cfr “Gutsy Gibbon: proviamo a sputtanare l’aggiornamento“), così per evitare tentazioni ho deciso di fare tutto alla vecchia maniera…


Stavolta niente automatismi…

Se qualcuno fosse in ritardo con l’aggiornamento di Ubuntu e volesse sapere qualcosa in più su come l’intero aggiornamento funzioni internamente… beh ecco qui alcune semplici dritte.

Invece di invocare il solito “update-manager” che si sbriga tutti i punti automaticamente, possiamo fare tutto noi, controlli e pulizia compresa. Chi è utente Debian di vecchia data non troverà niente di nuovo in questa procedura, visto che è la stessa che si usa da anni per compiere l’aggironamento in maniera manuale, chi è abituato alle meraviglie di Ubuntu potrebbe sempre trovare interessante saperne di più.

Per questo motivo scelgo di seguire la tabella di marcia che vedete raffigurata nella figura in apertura. Avrete bisogno solo di una shell e un po’ di tempo a disposizione ;)

1) Preparazione all’avanzamento di versione

Procurate un genere di conforto quale cioccolata o bevande e riponetelo a giusta distanza dalla tastiera, vi servirà più tardi. Disdicete l’appuntamento galante. Staccate il telefono… Insomma le solite cose.

2) Modifica dei canali software

Cominciamo ad entrare nel vivo dell’aggiornamento. Questo punto consente di modificare l’istruzione fondamentale che indica ad APT, il gestore dei pacchetti, dove e come reperire il software da installare in Ubuntu. Possiamo modificare quel file solo se possediamo diritti di amministrazione, e andrà bene un qualsiasi editor di testo. In questo esempio usiamo GEdit:

$: gksudo gedit /etc/apt/sources.list

Verrà visualizzata la lista di indirizzi corrispondenti ai repository attivi. Potrebbe essere stata più o meno pesantemente modificata nel corso dell’utilizzo, con aggiunte o modifiche manuali e cose del genere… ma poco importa: il nostro scopo è eliminare tutto il superfluo e specificare che da questo momento vogliamo usare ad esempio la versione di Ubuntu denominata hardy al posto di gutsy.

Per fare questo bisogna disabilitare ogni riga/indirizzo che si riferisca a repository di terze parti, quelli che magari avete aggiunto seguendo una guida per installare quel software bellissimo e utilissimo… tanto ci sono buone probabilità che adesso sia stato inglobato nei repository ufficiali di Ubuntu ;) La domanda quindi è: come distinguere le righe buone da quelle cattive? Beh ecco un esempio di lista contenente solo repository ufficiali:

deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ hardy main restricted universe multiverse
deb-src http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ hardy main restricted universe multiverse 

## Major bug fix updates produced after the final release of the distribution.
deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ hardy-updates main restricted universe multiverse
deb http://security.ubuntu.com/ubuntu/ hardy-security main restricted universe multiverse
deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ hardy-proposed restricted main multiverse universe
deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ hardy-backports restricted main multiverse universe
## Esempio di riga commentata:
# deb http://vattelappesc.net/unofficial ./

Indizio segretissimo: notate che contengono tutti “ubuntu.com” ;) Ovviamente al posto di hardy avrete ancora gutsy, cambiate tutte le occorrenze di gutsy in hardy e salvate il file. Non vi venga in mente di fare copia/incolla da questa pagina, potreste esporvi a piccoli problemi inutili. Limitatevi a sostituire la parola magica e disabilitate tutte le righe contenenti fonti non ufficiali, semplicemente anteponendo un “#” come da esempio qui sopra.

Questo punto è ancora reversibile. Se doveste venire interrotti dal telefono che squilla potreste sempre tornare indietro riportando il file allo stato originario e non ci sarebbe alcun problema. Ma non vi avevo detto di spegnerlo il telefono?

3) Recupero nuovi pacchetti

Dopo aver effettuato e salvato le modifiche, potrete compiere il primo passo: aggiornare il database di APT, che indicherà al sistema quali cambi sono stati effettuati:

$: sudo aptitude update

Nota per i più smaliziati: va bene anche usare direttamente apt-get al posto di aptitude. Questo comando agirà in pochi secondi e se non avete combinato pasticci nella fase due non dovrebbe restituire alcun errore. Del resto, se siete riusciti a combinare pasticci nella semplice fase due forse è meglio che usiate l’aggiornatore automatico ;)

Giusto per cronaca: sareste ancora in tempo per tornare indietro, basterebbe ripristinare le vecchie informazioni modificate nel punto due e ri-aggiornare con il comando dato qui sopra. Se invece siete convinti di continuare, basta dare il comando successivo, senza ulteriore indugio:

$: sudo aptitude safe-upgrade

Dopo qualche breve istante questo comando ci restituirà una corposa lista di software che deve essere rimosso, installato o aggiornato per passare alla versione desiderata, ossia in questo caso la 8.04 Hardy Heron. Possiamo dire con qualche approssimazione che aptitude non ne sbaglia una, e quindi tutto quello che vi resta da fare è premere [Invio] per confermare che condividete le scelte proposte.

A questo punto ci vorrà un po’ di tempo, in base alla velocità della connessione, per scaricare tutti i pacchetti. Mettete pure mano alle vivande.

4) Installazione dei pacchetti

Questa quarta fase è quasi del tutto automatizzata, non vi resterà altro da fare che aspettare pazientemente. Ogni tanto però verrà richiesto il vostro intervento per sistemare qualche discrepanza con i file di configurazione aggiornati. Il sistema potrebbe chiedervi come comportarsi quando un nuovo file di configurazione (tipicamente bash.bashrc, gdm.conf e cose del genere) contiene aggiornamenti che vanno in conflitto con vostre eventuali modifiche manuali.

Anche qui, se mai dovesse succedervi, nella maggior parte dei casi basta rispondere “Y” (Sì) e premere [Invio] per accettare la sovrascrittura e la conseguente perdita delle modifiche manuali. Qualcuno potrebbe voler ispezionare prima di decidere (premere “D”) oppure rifiutare l’aggiornamento del file (premere “N”), ma solo se si è certi di quello che si sta facendo.

Anche questa fase prende relativamente molto tempo, in base alla potenza del PC sul quale si sta eseguendo l’aggiornamento.

5) Pulizia

Non ci dovrebbero essere pacchetti da eliminare espressamente, invece il singolo comando che elimina tutti i pacchetti temporaneamente scaricati, liberando centinaia di MB di spazio è:

$: sudo aptitude clean

Gettate inoltre gli involti delle merendine tossiche che avete consumato durante i punti 3 e 4, fate lo stesso con i contenitori delle bevande.

6) Riavvio del sistema

Ostentate sicurezza e determinazione e riavviate il PC fischiettando “Cappuccetto Rosso”.

Considerazioni finali

Utilizzare questo metodo manuale può presentare un certo livello di difficoltà in più, ma a ben guardare è solo l’idea di avere a che fare con il terminale che spaventa l’utente alle prime armi. In realtà stiamo parlando di semplici comandi infilati uno dopo l’altro, per fare esattamente le stesse operazioni compite dal metodo automatizzato. Perché allora lo consiglio? La differenza e il vantaggio principale nell’uso di questo metodo sono evidenti solo dopo.

Aggiornando manualmente, ci siamo evitati l’installazione di un notevole numero di pacchetti-spazzatura! Chi segue il normale aggiornamento automatizzato sa che ogni volta dovrà sistematicamente disinstallare parecchio software, che viene installato per assicurarsi la massima compatibilità e fruibilità di Ubuntu a costo di appesantire il sistema. Per avere un’idea, consultate la guida : “Mettiamola a dieta! (Ubuntu, non la biondina)“; anzi ne approfitto per consigliarla a chi ha già aggiornato con il metodo automatico: mettetela in pratica e vedrete quanto spazio libererete!

Conseguenza naturale: con questo metodo verranno rispettate tutte le scelte di ottimizzazione operate nell’arco del tempo passato a personalizzare la propria Ubuntu: se avete disinstallato pacchetti inutili non ve li ritroverete di nuovo installati come per magia. Per avere un esempio consultate “Niente fottutissimi .exe nella mia box!“, io stavolta ad esempio non mi sono ritrovato Mono nuovamente re-installato senza che lo chiedessi ;)

Concludo dicendo che il pollyrepo non ha dato alcun fastidio e per il resto qui è filato quasi tutto liscio (a parte il fatto che ho dovuto esplicitamente installare e abilitare i driver NVIDIA dal gestore dei driver con restrizioni). Ovviamente chiunque potrebbe avere qualche piccola rogna sparsa con l’aggiornamento, ma visto che “la sfiga ci vede benissimo” questo è normale, che si usi il metodo manuale o automatico.

Commenti »

1. iraiscoming223 - 28/04/08 @ 11:35

Grazie, ho alcuni amici con problemi! :) Già inviate e-mail linkate al tuo post! :D

P.s. (PRIMO!)

2. luckyland - 28/04/08 @ 11:41

Mah, a ’sto giro l’upgrade non è andato liscio liscio…
Non riesco più ad abilitare i driver accelerati per la mia Nvidia 7900, che in Gutsy funzionava alla perfezione, né usando il Gestore Driver con Restrizione né usando EnvyNG; non sono comunque il solo, a giudicare dai post sui forum ufficiali.
Se tento di utilizzare i driver "nvidia" il sistema parte tutte le volte in safemode; xorg dice che c’è un’incongruenza tra la versione del modulo del kernel, la 71.qualcosa) e quella dei driver (che sono - giustamente direi - alla 169).

3. Yami - 28/04/08 @ 11:50

E’ proprio quello il problema, luckyland. ;)

4. Kame - 28/04/08 @ 12:06

Hardy è un filo buggato.

1) Samba/mount/mount.cifs è buggato: allo spegnimento si blocca non riuscendo a smontare le periferiche di rete
2) Compiz non è compatibile con i precedenti file di settings
3) Il modulo asus-laptop è buggato, in particolare il modulo relativo al sensore di luminosità setta a 0 la luminosità. Manca il link in hotkey-setup per la regolazione di luminosità dello schermo.
4) Envy-ng mi aspettavo avesse i catalyst 8.4 e noto con estremo dispiacere che siamo ancora a 8.3…

Per il resto l’aggiornamento è stato indolore… nel senso che per fortuna so dove mettere mani altrimenti ora mi troverei con un pc con monitor nero…

5. motumboe - 28/04/08 @ 12:10

d’accordissimo con questa modalità di installazione. Sul mio sito consiglio qualche passetto di più ma sono cose da esauriti:
http://www.motumboe.net/wordpress/aggiornare-da-ubuntu-feisty-fawn-a-ubuntu-gutsy-gibbon/

unico appunto, quando mi trova le discrepanza nei file di config, mi piacerebbe fare un edit a mano avendo sotto mano le due versioni, così al volo, invece attualmente mi tocca annotare qualche appunto sulla questione per poi affrontarlo dopo.

6. Cesare - 28/04/08 @ 12:31

Per quanto riguarda i problemi con i drivers Nvidia, ci ho perso parecchie notti per poi RINGRAZIARE Alberto Milone e la sua utility Envy, che mi ha letteralmente messo a posto il problema.

Avevo Hardy beta da un mese e mezzo, in cui non riuscivo piu’ a far funzionare la mia GeForce 6200.

Poi con Envy in 2 minuti ho ripristinato il funzionamento corretto della scheda e dei drivers (versione 169). Per inciso, nella voce "Restricted Drivers" ora risulta che sulla mia macchina NON e’ installato alcun driver proprietario :)

7. finferflu - 28/04/08 @ 13:22

Non so perche’, ma gli aggiornamenti di Ubuntu mi mettono tristezza :(

8. doctorzoidberg - 28/04/08 @ 13:43

Ieri ho eseguito l’upgrade ma pare che Hardy e i suoi effetti grafici non siano compatibili con la mia Radeon 9700….ho provato a intopare un po ma non ho ottenuto buoni risultati…Morale: ho reistallato Gutsy (sulla quale funziona tutto da dio…)

9. lobothom - 28/04/08 @ 14:05

Stavolta l’upgrade automatico ha fatto cilecca:
- driver Nvidia aggiornato alla cacchio -> X.org a puttane, ripristinato manualmente
- il mouse non funzionava + al riavvio -> ripristinato manualmente
- mi sono ritrovato la tastiera US anzichè IT sono riuscito ad averla stabile dopo 3 riavvii
- sistema lento e vari processi randomicamente appesi al 100% ad ogni riavvio …
- spazzato vai tutto!!!

Reinstallato ex novo con backup della home:
- Prestazioni ottime
- Sensazione di freschezza, come quando ci si infila in un letto con lenzuola nuove e profumate
- La solita schifezza di network manager che mi ha fatto dannare più del solito con il wifi, sostituito con WICD
- Firefox 3 … perchè?!? Non è stabile e la metà degli addon non sono compatibili, tra cui Foxmarks! :(

10. Anonymous - 28/04/08 @ 14:15

LoooooooooooooooL … gran parte degli utenti di ubuntu sono tutti automi di puro stampo winzozziano :D

11. lorentz - 28/04/08 @ 14:21

Aggiornato tutto alla perfezione, driver nvidia installati in seguito.
Concordo su Firefox beta 3, Foxmarks non è ancora disponibile. :/

12.