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Ubuntu estende l’offerta di codec a pagamento

In News e altre Sciccherie il 20/09/08 @ 1:30 , trackback
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CanonicalGià da tempo Canonical e Dell hanno reso disponibili codec per leggere DVD e formati proprietari nelle pre-installazioni di Ubuntu in computer Dell.

Adesso affinano la mira (grazie zakk e sinn.feinn!) e fanno sapere di aver esteso l’offerta a tutte le installazioni di Ubuntu, comprese quelle che normalmente derivano da ISO scaricate liberamente. Qualunque utente Ubuntu potrà comprare i codec offerti da Fluendo e Cyberlink, necessari per leggere i soliti formati e supporti problematici (MP3, WMA, DVD, ecc) sotto forma di pacchetto da acquistare presso l’Ubuntu Store.

Questo potrebbe scatenare uno tsunami di lamentele su Canonical, ma allo stesso tempo darà una risposta chiara a vecchie questioni: “Ubuntu verrà distribuita con driver proprietari“, “Dai, c’è anche qualcuno che stronca Ubuntu :)“. È l’inizio di un nuovo ecosistema ibrido per la distribuzione più famosa? Di certo non sarò io ad alimentarlo ;)

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Commenti »

1. Thunder Teaser - 20/09/08 @ 1:50

COMPRARE? Ricorderò male, ma ho sempre associato GNU/Linux a una scelta alternativa… -.-

2. BigPincer - 20/09/08 @ 2:22

Beh non è per niente una brutta notizia, anzi….
Più scelta c’è e meglio è, a mio modesto parere. In mancanza di un’alternativa open, o di un’alternativa open valida, si può sempre scegliere di pagare qualcosa per avere un servizio che magari funziona pure… come faccio tutte le volte che mi bevo una coca al bar, invece di farmi il caffellatte in casa.
Magari altre iniziative di questo genere potrebbero anche produrre un po’ di sana competizione :)

3. Syco - 20/09/08 @ 2:29

i codec free, quegli ugly o bad, non so esattamente, penso continueranno a funzionare egregiamente, quindi saranno sempre una valida alternativa.
però se qualche progetto con brevetto decide di impacchettare i suoi programmi per ubuntu e farli pagare è liberissimo di farlo, non sarebbe neanke la prima volta.
non dimentichiamoci che cedega è a pagamento, medusa (cad professionale) è a pagamento, quindi non lo trovo così scandaloso…

4. Azzo - 20/09/08 @ 2:41

Scommetto che in Rete, da qualche parte nei bassifondi, c’è il deb pronto da scaricare….

5. Reffy - 20/09/08 @ 2:42

Codec a pagamento? Ma se sono gratuiti perfino per Windows e OSX. O_o
Dopo la scelta di Fedora, non avrei Mai pensato che anche Ubuntu avrebbe potuto.
Bah.
Non mi trovo d’accordo.

6. Anonymous - 20/09/08 @ 3:40

@ Reffy

Per me e’ un disincentivo alla diffusione dei codec proprietari , quindi se sono in vendita e’ meglio

7. darkbasic - 20/09/08 @ 5:34

Per me invece qui nessuno ha capito per quale motivo vengono proposti _anche_ codec a pagamento -.-

Vi do un aiuto: brevetti

8. lolloso - 20/09/08 @ 7:39

@Thunder Teaser: hai associato molto male allora. Non confondiamo Software libero con Gratis che sono due cose che non ci azzeccanno assolutamente niente.

9. Barra - 20/09/08 @ 8:05

quoto darkbasic. A me interesserebbe molto il supporto blueray su ubuntu. Gratuitamente però è imho impossibile.

Dell vende pc con ubuntu e non può certo installare codec di dubbia provenienza e quindi usa un prodotto commerciale x la riproduzione dei dvd.

X finire: meglio una possibilità in + che una in -o, negare la possibilità di acquistare un prodotto imho è sbagliato

10. LuCypher - 20/09/08 @ 8:40

@Reffy: dove l’hai letto che sono gratis per win e osx? Li paghi assieme alla licenza del S.O. !!!
Ad esempio Vista Home edition, se non erro, viene rilasciato senza codec per la lettura dei DVD, che vanno acquistati a parte.
Inoltre non vorrei dire una cavolata, ma in europa non ci dobbiamo preoccupare della questione codec in quanto i brevetti software non sono validi, quindi non si pone il problema della legalità.

11. Arch - 20/09/08 @ 9:20

Anche questa scelta fa parte della libertà… poi se uno li vuole usare li compra e se no ne fa a meno… non vedo dove sia lo scandalo…

12. Gratis - 20/09/08 @ 9:35

Arch: il problema è che io vorrei vedere film blueray sotto Linux senza CACCIARE LA GRANA.

Il problema è che il successo di Linux non è dovuto al libero, ma al GRATIS.
Ora forse inizierete ad accorgevene, vediamo.

13. birzz - 20/09/08 @ 9:43

Ricordo che Free non significa necessariamente Gratis

14. Andrea - 20/09/08 @ 10:06

è giusto così, c’è poco da lamentarsi. La libertà richiede un certo sforzo individuale e gli altri pagano.

15. khelidan - 20/09/08 @ 10:28

Ragazzi i codec a pagamento sono per il mercato americano,e per gli utenti che vogliono stare “in regola” su suolo Usa,qui da noi si possono usare i bad e ugly tranquillamente….informiamoci un attimo priva di lanciarci in voli pindarici sul “linux è sempre stato libero e bla bla bla”….

16. LuCypher - 20/09/08 @ 11:07

@khelidan: ESATTO! State facendo un sacco di polemiche per una cosa che non ci riguarda. In ogni caso se in america i codec sono a pagemento non è colpa di Ubuntu o di Linux. Cosa volete che Canonical si accolli le spese delle licenze codec per regalarle agli utenti?
Invece di lamentarvi prodigatevi per convincere i vostri amici/parenti/colleghi a rilasciare il materiale multimediale in formato libero (es. Ogg ).

17. flux - 20/09/08 @ 11:10

@ pollycoke
in che senso non lo alimenterai? abbandonerai ubuntu/kubuntu per passare a fedora?

18. Kirys - 20/09/08 @ 12:38

Non è vero che il successo di linux è solo dovuto al gratis.
Dato che poi tra oem incluso e pirateria, la percezione che la gente ha dell’alternativa “windows” è comunque la stessa “gratis”.

Io lo uso perché lo trovo più flessibile per i miei scopi. E configurato alla mia maniera lo trovo molto più usabile :D (soprattutto di vista :P) e oggettivamente oramai con windows non mi ci trovo più :D.

Poi come mi piace spesso dire, il S.O. è come un paio di scarpe devi scegliere il modello che ti sta più comodo, e che è più adatto alle tue esigenze, la marca più di moda non è necessariamente quella che ti sta più comoda :D
Cya

19. Orlando - 20/09/08 @ 12:46

@LuCypher @khelidan

Infatti. In Europa e dove non sono validi i brevetti software possiamo utilizzare legalmente anche i repository Medibuntu, dove sono presenti i pacchetti “libdvdcss2″ (per visualizzare i dvd criptati) e “w32codecs” (che contiene i codecs proprietari microsoft, apple…).

http://www.medibuntu.org/

20. ^__^ - 20/09/08 @ 13:08

se è vero che solo in america si pagano, allora comunque questa coercizione rimane legata al mondo bisness, dove tralaltro ubuntu non ha proprio fette di mercato consitenti……beh, penso sia solo un modo per mantenere tutto pulito legalmente in ambienti commerciali (a casa tua non vengono certo a controllare le licenza dei codec!!!) tutto qui….

tanto non ci credo che tra qualche anno non ci saranno codec blueray open decorosi ;)

21. anonimo - 20/09/08 @ 14:04

miii quante polemiche.

Mozilla vuole che clicci un eula in cambio di ottimo soft gratis …
no mio dio facciamo i browser icequà icelà icesù icegiù
detto che Mozilla i grandi numeri li ha su windows e potrebbe anche stufarsi di una percentuale risicata e così rompi di utenti.

Canonical ti propone (se vuoi) codec a pagamento per essere legale cosa che gli apre il mercato OEM … in cambio di una distribuzione e relativi server veloci di aggiornamento ed installazione …
no mio dio per carità, anatema!

Ma che è?
Cosi pensate di attrarre aziende in linux? Ma li fate scappare tutti a gambe levate.
È incredibile il livello di autolesionismo, mai visto. Mai.

22. incooldj - 20/09/08 @ 14:23

Il pacchetto ubuntu-retcricted-extra funziona e benissimo!
Non c’è file multimediale che non sia riuscito ad aprire!
Ricordo all’inizio solo i 3gp senza audio, ma anche quello adesso funziona!

Onestamente credo che le scelte canonical stanno seriamente puntando a risolvere il famoso bug n.1! Diamo più possibilità di scelta, lasciamo che anche persone che non hanno nemmeno la minima idea di cosa sia un kernel possano usare linux! Così presto ci sarà davvero scelta fra windows, mac e “linux”.
Le battaglie su eula, codecs e altri particolari mi danno tanto delle dispute sui scritti giovanili di Marx nei circoli operai di sinistra rivoluzionaria. Discussioni chiuse, fra eletti, altro che open source…

Il famoso esempio scienza / stregoneria di Linus Torvald deve illuminare ogni discorso!
L’importante è la chiarezza, la trasparenza e la reale concreta possibilità di capire ogni minimo particolare del funzionamento del software.

Ctrl alt canc e su windows ti appare una serie di processi di cui nemmeno i programmatori hanno idee chiare. Vi sembra il caso di litigare sull’offerta di codecs a pagamento?

23. Luca Giovenzana - 20/09/08 @ 14:55

Onestamente PAGHEREI VOLENTIERI fluendo visto l’ottimo lavoro che stanno facendo con Elisa Media Center, il “front row” per linux.

http://elisa.fluendo.com

24. Giacomino - 20/09/08 @ 16:43

@21 Anonimo
PERFETTAMENTE d’accordo con te.

25. felipe - 20/09/08 @ 17:34

@BigPincer:
Beh ma io non ho detto che sia una brutta notizia :)

@khelidan:
Esatto, da noi la cosa non ha un seguito. Si spera che le cose restino così ;)

@flux:
In un senso che non ho ancora deciso… ma cmq non comprerò codec, questo è sicuro!

@Kirys:
Condivido appieno la tua prima frase.

@anonimo #21:
Che gliene frega alle aziende di leggere DVD o MP3? Anzi forse sarebbe l’opposto :D

26. darkbasic - 20/09/08 @ 17:39

@orlando
Sì, in Italia _ancora_ i brevetti software non hanno validità e di conseguenza è possibile utilizzare decoder liberi, ma la visione _legale_ di un DVD con solo software libero non è comunque possibile: guardare un DVD con linux è un _reato_ perché implica la decriptazione dei contenuti del dvd.

27. Anonymous - 20/09/08 @ 17:56

Scusate, forse non sono informato su eventuali restrizioni negli U.S.A, ma Reffy non ha detto una scemenza: per windows in passato ho usato i vari NEMO_pack o Klite che sono sostanzialmente pacchetti di codec per leggere qualunque formato, e sono gratuiti. Questa cosa non mi è chiara, anhce perchè pare che Mandriva invece usufruisca gratuitamente dei codec di Fluendo, se non ho letto male. Come direbbe Vieri… Boh!
In ogni caso non vedo nulla di male nell’iniziativa di Ubuntu, specialmente se copre bene e legalmente tutti i requisiti di “multimedialitarismo” necessari per rendersi più attraente a Dell & soci danarosi.
Io è da un pezzo che converto il convertibile in ogg : )
Ciao a tutti

28. NickM - 20/09/08 @ 19:13

@Felipe

… non solo non comprerai i codec, ma farai anche un mini-tutorial per noi vero?

Ovviamente se sarà legale, almeno in Europa

29. dirty joker - 20/09/08 @ 20:42

Se canonical ha intenzione di vendere i codec per me va bene… anzi scometto molti (soprattutto negli states) li compreranno… Inizierò a biasimarla quando penalizzerà le scelte open in confronto a quelle closed…

30. Barra - 20/09/08 @ 21:53

Mandriva nei pacchetti commerciali (che cmq constano una cifra ridicola, parliamo di 30/60€) hanno incluso i codec. La free non ha codec proprietari.

31. matty - 20/09/08 @ 22:42

“il diavolo si nasconde nei particolari”.
Se Ubuntu continuerà a non discriminare codec e driver open,non ci vedo nulla di male,diventa una scelta personale.
Il problema diventerebbe se si chiudesse ai contributi “free as free beer” per compiacere la legislazione di un paese a caso.

32. MarcoZ - 21/09/08 @ 11:19

La cosa ironica è che gli UNICI - UNICI - codec a pagamento sono su Linux. Persino MP3 che è pieno di difetti e brevetti ha una via free as in beer\freedom chiamata LAME. Non vi sembra un pò un controsenso…? Sì insomma, aziende e persone che promuovono i FLOSS e poi approvano codec chiusi per formati chiusi, obsoleti e inutili e soprattutto A PAGAMENTO?
Mah…

33. anonimo - 21/09/08 @ 11:49

La cosa ironica è che per molti codec bisogna pagare le royalties,
cosa che fai automaticamente acquistando un sistema operativo o un player dvd commerciale che contiente ruotine per ccs e codec mpeg2 aac dts mp3 wmv legali.

Il fatto che siano disponibili pacchetti gratuiti come decss o win32codecs è come dire non compriamo office o i cd di madonna perchè li scarichiamo dalla rete.

Ora chi vende i pc deve poter fornire “legalmente” la possibilità di visionare dvd e ascoltare mp3 ed aac ed ac3 o dts a chi compra il pc con Ubuntu e questo lo può fare solo vendendoti i codec di cui ha pagato le royalties legittimi depositari dei diritti, ovvio che non può regalarteli.

Insomma un conto è arrangiarsi, un altro essere legali e penso che Dell e Canonical e altri OEM che venderanno magari net-book con Ubuntu siano decisamente propensi alla seconda opzione fornendo i pc probabilmente già con i codec legali installati cosa che facevano ad esempio con Xandros che non a caso è a pagamento appunto. Ora possono farlo anche con Ubuntu.

34. david_e - 21/09/08 @ 12:45

Tralasciando i dvd e altre robe che richiedono di aggirare DRM se ho capito bene l’unico problema sono le royalties che vincolano una ridistribuzione dei codec (o di prodotti basati su questi codec)… ma per quanto riguarda la distribuzione come codice-sorgente alla Gentoo non credo ci siano problemi: il codice sorgente è solo una descrizione di una tecnologia e le descrizioni sono sempre legittime anche per tecnologie brevettate. Anche compilare questi pacchetti e usarli per scopo personale non credo sia reato nemmeno in USA, visto che le royalties non sono legate all’uso domestico. Altro discorso ridistribuire pacchetti binari…

Correggetemi se ho detto una fesseria. Fonte:

http://lame.sourceforge.net/tech-FAQ.txt

fa riferimento alla legislazione tedesca ma credo sia applicabile un po’ ovunque…

35. mess - 22/09/08 @ 12:29

Non centra molto, ma cito per curiosità.

Sabato ho installato su di un paio di macchine ubuntu ed ho notato un opzione nel menu iniziale di grub.

Premendo uno dei tasti funzione (f6,f7,…f12? Non ricordo) appare un’opzione che dice “Installa solo software libero”.

36. anonimo - 22/09/08 @ 17:33

@david_e
appunto un conto è
“compilare questi pacchetti e usarli per scopo personale”
cosa che puoi tranquillamente continuare a fare con problemi legali per le tecnologie del dvd-video non solo il css è tutto brevettato mpeg2 ac3 dts.

un altro è
“vendere un pc con un sistema operativo che ti consenta di leggere mp3 e vedere dvd”
che è quello che fanno i venditori OEM cioè un operazione commerciale, che ovviamente preferiscono fornirti un pc già con tutto installato legalmente oppure fornirti una semplice soluzione a pagamento sempre legalmente ineccepibile per pararsi il c… da possibili cause legali verso di loro non verso di te.

37. anonimo - 22/09/08 @ 17:34

il link sul mio nick non c’entra nulla.
È il form che lo inserisce di suo.

38. shady - 23/09/08 @ 9:58

Ecco finalmente un OTTIMO motivo per installarsi OggConverter….

Nun te piace l’emmePi3? OGGi te ne puoi liberare (a meno di produttori svogliati che non integrino il supporto per i media-pendrive)! Forza dalla Theora alla pratica!!!

^^

39. david_e - 23/09/08 @ 11:31

@ anonimo

Si volevo solo avere una conferma su questo. Per il resto sarei disposto anche a pagare per i codec, ma per quelli open source usati da MPD, Mplayer, Xine, LAME etc… Ovvero Ubuntu dovrebbe ottenere la licenza di ridistribuire questi. Ad esempio Canonical potrebbe far uscire una versione di Ubuntu “a pagamento” che includa i suddetti codec.

40. Svicx - 23/09/08 @ 11:53

Ciao a tutti, questo è il mio primo mes. Ho una domanda: chi possiede una copia originale di windows possiede anche la licenza per usare i codec, giusto!?. La licenza dei codec inclusi in windows può essere considerata valida anche per linux?

In pratica: ho windows originale -> ho la licenza dei codec -> la licenza è valida anche per linux?

41. david_e - 23/09/08 @ 12:06

@Svicx

Non sono un esperto sulla questione, ma se ho capito bene, la licenza si riferisce al diritto di ridistribuire i codec o prodotti basati su tali codec (almeno per il formato mp3 sono abbastanza sicuro). Infatti la licenza non la paghi solo quando acquisti una copia di Windows, ma anche quando, ad esempio, compri un videogioco che usa internamente il formato “mp3″ per l’audio. Prova a dare un’occhiata all’elenco delle aziende che hanno la licenza per ridistribuire gli mp3:

http://mp3licensing.com/licensees/index.asp

ogni volta che acquisti un prodotto di una di queste aziende contribuisci a pagare la loro licenza, non è che acquisti una licenza per il tuo uso personale… non è l’utente finale quello che deve avere la licenza, ma i distributori.

Quindi in teoria non dovresti avere bisogno di alcuna licenza per usare i tuoi file mp3 (per uso non commerciale), la licenza occorrerebbe invece ad Ubuntu per poterti fornire i codec… Come ho scritto sopra la distribuzione sotto forma di codice sorgente e l’uso a fini non commerciali dovrebbe essere comunque legale.

42. Anonymous - 23/09/08 @ 12:20

@ david_e

Ciao david_e, grazie per la risposta … comunque quel “dovrebbe” nella frase “l’uso a fini non commerciali dovrebbe essere comunque legale.” mi lascia pensieroso … mi sa che per stare a posto (anche se stiamo in Europa) i codec si devo pagare. Chi conosce un avvocato?? …io aprirei un sito su questa questio :-))

43. anonimo - 23/09/08 @ 12:23

@39
Penso che Canonical farà sempre versioni free, poi se vuoi tu ti copri il pacchetto ma penso che in pochi lo compreranno essendoci appunto alternative.

Invece l’OEM che deve installare Ubuntu su migliaia di pc da vendere utilizzerà il pacchetto a pagamento per evitare ogni possibile noia legale fornendo allo stesso tempo pc in grado di leggere i formati multimediali più diffusi.

È ormai dimostrato che l’incidenza del so usato sul prezzo finale è irrisorio quindi per chi compra il pc non cambierà nulla.

44. david_e - 23/09/08 @ 12:58

@ 42

Come ho detto non sono un esperto, ma il “dovrebbe” deriva da due considerazioni:

1. In Germania stando al tech FAC di LAME che ho linkato prima i brevetti non comprendono l’uso a fini non commerciali e presumo che la legislazione sia simile anche in Italia
2. Sul sito per la licenza degli mp3:

http://mp3licensing.com/

sono indicati i costi per le licenze e sono tutti costi divisi fra applicazioni, hardware e broadcasting ma non si parla mai di costi di licenza per gli utenti finali. In oltre per quanto riguarda lo streaming e la creazione di librerie musicali a scopo non commerciale è esplicitamente detto:

“No license is needed for private, non-commercial activities (e.g., home-entertainment, receiving broadcast and creating a personal music library)”

http://mp3licensing.com/royalty/emd.html

Per questo sono abbastanza confidente che almeno per gli mp3 non ci siano problemi per noi utenti finali, per gli altri formati sinceramente non ne ho idea, ma mi sembra logico pensare che anche li l’idea sia chiedere royalties ai distributori…

45. david_e - 23/09/08 @ 13:05

Aggiungo che sul FAQ di mp3licensing.com, nella sezione “End Users” c’è anche:

“1) Do you license mp3, mp3PRO and mp3surround software to end users?

No. We license mp3/mp3PRO software and patents to developers and manufacturers of software applications and hardware devices.”

anche lo streaming e la ridistribuzione di mp3 su supporti fisici sono consentite, senza pagare alcunché, ad uso non commerciale o con ricavi inferiori a 100′000 $ annui.

Scusate il doppio post.

46. Svicx - 23/09/08 @ 13:25

I’autore del messaggio 42 sono io.

47. Svicx - 24/09/08 @ 7:38

Ma questo discorso della licenza vale anche per i font ?

(commentando accetti implicitamente le Regole di pollycoke, leggile!)