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Integrare Google Gadgets in Plasma

In Avanzate, per Guru!, Ergonomia, Facili, o quasi :), Guide il 9/12/08 @ 19:25 trackback

[youtube lehbCVfFTfI]

Carino il video, eh? Se qualcuno non capisse di che si tratta: sono Google Gadgets (avete presente i widgets di MacOSX Dashboard? Ecco, nella versione di Google) integrati in Plasma.

Questa è la dimostrazione di quanto preziosa possa essere la sinergia in un ambiente libero e aperto. Aperto non solo in senso legalese, ma anche come approccio nei confronti delle innovazioni e delle nuove possibilità. Il team di KDE, che con i plasmoidi sviluppa qualcosa di molto simile, non ha fatto mistero di essere interessato alla tecnologia di Google Gadgets. Il team di Google ha risposto semplicemente scrivendo codice per rendere questa integrazione possibile, prima ancora che lo facessero in casa KDE :)

Requisiti e installazione

Seguite tutti la mia “KDE 4.2svn per Ubuntu Intrepid, in un paio d’ore ;)“, giusto? Perché questa guida tiene conto che usiate quel tipo di configurazione o comunque che compiliate KDE.

Recuperate i sorgenti di Google Gadgets per Linux. Non possiamo accontentarci della versione già impacchettata da getdeb perché è compilata solo la versione per GTK, inutile ai nostri scopi, e inoltre perché per funzionare con KDE abbiamo bisogno della versione svn (in questo momento 0.10.4). Per compilare con supporto alle Qt basta ispirarsi alle istruzioni ufficiali, modificate nel comando di installazione delle dipendenze di compilazione, così:

sudo apt-get install flex desktop-file-utils shared-mime-info zlib1g-dev libxml2-dev 
libdbus-1-dev libx11-dev libxt-dev libltdl7-dev libgstreamer-plugins-base0.10-dev 
network-manager-dev libstartup-notification0-dev libqt4-dev spidermonkey-bin 
xulrunner-1.9-dev libmozjs-dev

In questo modo non verrà compilato il supporto alle GTK in favore di quello alle Qt, cosa che ci permetterà di integrare i Google Gadgets in Plasma e usarli esattamente come plasmoidi. Una volta installate le dipendenze, scaricato e spacchettato il tarball di Google Gadgets, basta entrarci dentro e compilare dando i seguenti comandi, anch’essi leggermente modificati per i nostri scopi:

$: svn checkout http://google-gadgets-for-linux.googlecode.com/svn/trunk/ ggl-trunk
$: cd ggl-trunk
$: sh autotools/bootstrap.sh
$: ./configure --prefix=/opt/kde4 --disable-werror 
--with-browser-plugins-dir=/usr/lib/xulrunner-addons/plugins
$: make
$: sudo make install

Questo scaricherà, configurerà, compilerà ed installerà Google Gadgets direttamente all’interno dell’albero di directory in cui avete KDE 4.2 (ripeto: solo se seguite la mia guida “KDE 4.2svn per Ubuntu Intrepid, in un paio d’ore ;)“) Ho cercato di usare checkinstall ma purtroppo è morto restituendo errori incomprensibili et insanabili… beh passiamo oltre. Una volta installato Google Gadgets dovrete ricompilare KDE Base per fargli acquisire la novità, così:

$: sudo kdesvn-build kdebase --reconfigure

Completato anche questo passo, non resta che riavviare KDE e provare ad aggiungere qualche Gadget fornito da Google per provarne un po’ le potenzialità.

Google Gadgets Linux KDE 4.2 - Pollycoke :)


Oltre ai gadgets che vi ritroverete già automaticamente installati, potete naturalmente scaricarne di nuovi usando l’interfaccia nativa di Google Gadgets:

Google Gadgets Linux KDE 4.2 - Pollycoke :)

Vi accorgerete che ogni nuovo gadget verrà trattato esattamente come un plasmoide. E vai con l’integrazione!

KDE piglia tutto

Il mio personale punto di vista sui plasmoidi e i gadgets/widgets/screenlets in generale continua ad essere un bel po’ scettico, ma sono molto incuriosito dalla tecnologia e intrigato dal fatto che tutti ma proprio tutti si siano ormai buttati a capo chino nella creazione di un framework per ottenere gingilli di varia natura sul desktop.

In questo specifico campo KDE batte senza nemmeno discutere tutta la concorrenza: Plasma supporta un numero potenzialmente infinito di queste troiatine. Oltre ai plasmoidi nativi c’è infatti il supporto ai widget di MacOSX e ai Google Gadgets, e inoltre sarà sempre più semplice creare nuovi plasmoidi in vari linguaggi di scripting, attualmente sono già supportati Ruby e Python.

Non c’è che dire, KDE si conferma il regno delle possibilità.

Paragrafo bonus: “la mia idea di plasmoide”

In realtà – oltre a giocherellare un po’ con le tante possibilità – al momento gli unici plasmoidi che uso sono quelli fissi sul mio pannello. Non riesco proprio a concepire una finestra-non-finestra che se ne sta sul mio desktop e che non posso portare in primo piano cliccandoci.

La mia idea di plasmoide, se plasmoide deve essere, è che non debba in nessun modo rompere le… ahem, la semplice procedura mentale legata alla tipica interazione con le finestre. Un rettangolino con dei comandi posto sul desktop, accanto a delle finestre che non sono altro che rettangolini con dei comandi, genera in me confusione. Non sono uno che davanti alle novità resta interdetto, ma che diamine, senza pensarci mi trovo sempre a cliccare sul plasmoide di turno per portarlo in primo piano…

La più semplice soluzione sarebbe per me quella di tenere sempre nascosti i plasmoidi, fin quando non sia io a volerli esplicitamente richiamare, magari dando l’opportunità di definire alcuni plasmoidi da tenere sempre visibili. Tutti gli altri dovrebbero essere sempre confinati nel comodissimo livello nascosto della “dashboard” attivabile con Ctrl F12

Credo che questo sarebbe un ottimo modo per usare questa straordinaria e vastissima disponibilità di piccole applicazioni da desktop, da qualsiasi fonte provengano ;)

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Commenti »

1. Hack-p - 9/12/08 @ 19:34

Ottima guida, non vedo l’ora di provarla. Magari usando sia Google Gadgets che i Plasmoidi.

Questo è quello che si può ottenere su piattaforme aperte. Pensate cosa si può fare…

2. orchideo - 9/12/08 @ 19:39

oltre al ctrl+F12 c’è anche il plasmoide dashboard da mettere nel pannello

3. Claudio - 9/12/08 @ 19:42

@Felipe
Concordo pienamente con te plasmoidi, screenlets sono fastidiosi, ma con il livello widget (per usare una terminologia alla Compiz) le cose cambiano. Pensiamo ad esempio alla sempre utile calcolatrice.

4. Irruenza - 9/12/08 @ 20:03

nel comando “sh autotools>/bootstrap.sh” c’è un > di troppo :)

5. lolloso - 10/12/08 @ 6:47

Plasmoidi fini a se stessi.
Ora anche quelli di Google così come quelli di MacOSX.
Sarà pure sinergia ma l’utilità di questa cosa è sotto lo zero assoluto.
Mettendo pure che serva, superkaramba non era strasufficiente ?
E’ bene che KDE sia compatibile con le tecnologie usate in altri DE, ma fosse una compatibilità utile. Sti giocattoli hanno poco da offrire e non mancavano a KDE senza Google o Apple.

6. fedez - 10/12/08 @ 8:12

[quote]
“La più semplice soluzione sarebbe per me quella di tenere sempre nascosti i plasmoidi”
[/quote]

Quoto in pieno, infatti uso Gnome:DDD
Mi dispiace, ho provato varie distro Kde4, ma continuo a non trovarmi a mio agio. E dalla descrizione d’uso che ne hai dato mi sembra che la vediamo stranamente allo stesso modo. Qual è la differenza tra un plasmoide che tieni attivo ma nascosto e una finestra o simile che apri solo quando ti serve? La RAM che succhiano i plasmoidi, rispondo io:)
Capisco che c’è il tasto ‘dashboard’ (che tra l’altro ricorda sempre più il ‘mostra desktop’) che te li mostra/nasconde tutti insieme, ma anche lì, li usi/guardi contemporaneamente? A me piace sì avere certe cose sempre sott’occhio (per esempio i vari grafici colorati del system monitor), ma tutto ciò non deve rubare più di 25px al mio desktop, non tanto perché mi voglia imporre i dettami minimali dell’estetica shintoista, ma solo perché troppa roba insieme mi distrae e non combino più niente. Mi sembrerebbe come installare una banca del seme alla fermata del tram. Io non saprei riuscirci, mi dispiace. Non mi làpidino gli estimatori dei plasmoidi e dei bambini in provetta.

Al di là di questo concordo in pieno sul discorso della capacità di integrazione del mondo open, questo ne è comunque un esempio meritevole e promettente.
Scusate per la lunga pappardella.
fedez

7. Kirys - 10/12/08 @ 9:18

Ogni cosa nuova da titubanze in principio.
Oggettivamente ancora non uso kde4 perché non è ancora abbastanza maturo/stabile per me, ma alcuni principi di base sono promettenti.
Il plasmoide folderview, ad esempio, per me è un modo molto interessante per rendere ordinato il desktop (rispetto al paradigma attuale).
Sicuramente molti plasmoidi saranno inutili, ma magari avranno un certo stile (che so avere come sfondo una foto del big ben con le lancette “funzionanti”), oppure semplicemente non serviranno a nulla e basta . . .

Non tutto il codice viene per utilità, molte cose sono principalmente per bellezza (in ordine alfabetico: aero, compiz, e mac). Anche l’occhio vuole la sua parte, e dal punto di vista estetico linux ha sempre avuto delle forti avanguardie tipo enlightment.

E’ facile dire “quello che uso è meglio” come fanno la stragrande maggioranza degli utenti windows :)

Plasma è un framework dalla grande flessibilità, sta agli sviluppatori farne buon uso e a noi scegliere cosa usare o meno, ma non si deve mai denigrare la possibilità di scelta, ognuno ha le sue necessità ciò che per noi è inutile per altri potrebbe essere comodo e/o bello (e viceversa).
Per me per ora KDE rappresenta voglia di innovazione, ogni sforzo ogni tentativo è da lodare sempre :)

8. said - 10/12/08 @ 10:06

Tutte belle cose ma per me bisognerebbe prima concentrarsi su sofware fondamentale che ancora è immaturo: k3b, kdebluetooth, kmldonkey e sicuramente tanti altri che non uso. Io i plasmoidi li rimanderei a una versione da destinarsi (tipo 4.5 – 4.6). Questione di priorità! Anche se bisogna dire che sicuramente questo approccio ha fatto avvicinare molte più persone a kde (quelle per le quali linux=cubo rotante) ma che comunque hanno contribuito alla crescita del progetto kde.

9. felipe - 10/12/08 @ 10:46

@Claudio:
Io il plasmoide della calcolatrice (anche a me torna utile) lo tengo nel pannello ;)

@Irruenza:
Uh grazie mille, tolto :)

@fedez:
Però l’idea della banca del seme alla fermata del tram non è male.

@said:
Non è detto che gli sviluppatori di Plasma sappiano/vogliano mettere mano al codice di amarok, k3b, ecc, che oltretutto non fanno ufficialmente parte dell’ambiente. Ci sono parecchi team e stanno lavorando tutti, a ritmi pazzeschi

10. STOP! - 10/12/08 @ 11:09

Felipe scrive
“Ci sono parecchi team e stanno lavorando tutti, a ritmi pazzeschi”

Ok, forse è proprio questo il problema.
Si potrebbe stoppare tutto per un mese,
DIVIETO DI SCRIVERE UNA SOLA RIGA DI CODICE,
e tornare un attimo a conversare tutti insieme,
QT team, KDE team, Amarokkiani etc…

Secondo me, non sono proprio tutti d’accordo su tutto.

11. tosky - 10/12/08 @ 14:00

@10
“Secondo te” oppure hai qualche episodio documentato? Se no sono solo parole.
Oh, di parlare si parla (provato mai a seguire kde-core-devel, o le singole liste dei vari progetti?)

12. Tommaso Gaeta - 10/12/08 @ 16:57

Ho provato i widget di OSX sulla 4.1, non ne funziona uno… perchè? ;)

13. Riccardo Iaconelli - 10/12/08 @ 23:26

c’è anche (quasi completo) supporto ai widget superkaramba e supporto perfettamente funzionante a edje (widget enlightment, e non solo: robe tipo canola…)

14. Gabriele Whisky - 11/12/08 @ 9:56

credo che tra le dipendenze vada aggiunto automake1.9, necessario per la compilazione, ma non installato di default nella mia ubuntubox ^^

15. Integrare Google Gadgets in Plasma « Welcome to Vincintosh! - 13/12/08 @ 15:11

[...] [Fonte: Pollycoke.net - Articolo Originale] [...]