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Donazioni o pubblicità su Wikipedia?

In News, Opinioni il 1/01 @ 18:14 trackback

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Un progetto così incredibilmente articolato e ambizioso come Wikipedia ha certamente bisogno di ingenti fondi per tirare avanti. Hosting, potenza di calcolo, connettività, sviluppatori, amministratori, sono tutte cose che si pagano e di fronte alla crisi1 ha poca importanza il fatto che siano a servizio di tutti noi. Insomma, Wikipedia ha bisogno di sodi.

Donazioni

Grazie anche ai numerosi, ripetuti e un po’ accorati appelli (ecco l’ultima nota da parte di Jimmy Wales, fondatore del progetto Wikipedia), l’obiettivo della campagna di raccolta fondi per Wikipedia lanciata ormai da qualche tempo – sei milioni di dollari – è incredibilmente quasi raggiunto, per nostra collettiva fortuna (grazie a chiunque abbia contribuito). Wikipedia potrà continuare ad essere libera ed indipendente, si spera ancora per un lungo tempo.

Pubblicità

Leggo che c’è qualcuno che invece indica una strada differente per il raggiungimento degli stessi scopi. L’enorme traffico di Wikipedia garantirebbe al progetto la sopravvivenza e perfino qualche profitto se solo i fondatori decidessero di accettare l’idea di posizionare almeno un piccolo banner pubblicitario tra le sue pagine. Di più: con l’eventuale differenza tra ricavato e spese di gestione, sarebbe possibile perfino pagare chi contribuisce contenuti a Wikipedia.

Etichese

Personalmente ritengo che questo sia un argomento piuttosto forte, anche guardando esclusivamente all’aspetto teoretico. Tanta gente ha contribuito e contribuisce al progetto esclusivamente per motivi etici, spesso decidendo di investire parte del proprio tempo libero «a fondo perduto» senza aspettarsi niente in cambio se non un innalzamento del proprio karma.

Inoltre, molti di quei contribuenti hanno partecipato a Wikipedia quasi esclusivamente perché spinti dalla convinzione di far crescere un progetto totalmente avulso da logiche di mercato e anzi – fino ad un certo punto – simbolo di come la controcultura possa meritare rispetto e rilevanza storica. Come reagirebbero se venissero tolti loro i presupposti per tale successo?

Legalese

Andando più a fondo, siamo proprio sicuri che tutti i contribuenti finora intervenuti con i loro contenuti approverebbero una mossa del genere? Beh, qualcuno continuerebbe a prescindere; nel caso di una possibile spartizione degli utili di sicuro verrebbero attratti nuovi contribuenti stipendiati.

Ulteriore punto, per niente secondario: credo che non ci siano proprio i margini per un cambiamento del genere. Non conosco in dettaglio la situazione legale di Wikipedia ma un conto è essere sostenuti da donazioni volontarie, un altro è guadagnare cifre rispettabili tramite pubblicità! Non parlo di inquinamento a causa del vile denaro, ma di tasse, leggi e assetti societari.

Felipese

Non sono per principio contrario ad un ipotetico finanziamento pubblicitario di Wikipedia, anche se devo ammettere che sarebbe strano vedere una tale trasformazione degli intenti e delle modalità. Ma quel che più importa è che se ciò dovesse mai verificarsi, tutto lo spirito di Wikipedia e i contenuti attuali cambierebbero in modi che non ci è dato sapere.

Ad ogni modo, una cosa del genere non accadrà mai[fonte necessaria]


Note all'articolo:

  1. Vabbè la crisi non c’entra probabilmente niente, ma ormai non si può più iniziare una frase di senso compiuto senza tirare in ballo la crisi… []

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Commenti »

1. grigio - 1/01 @ 19:05

Anche secondo me la pubblicità non sarebbe male. L’importante è che non sia troppo eccessiva o troppo invasiva.

2. Dz - 1/01 @ 19:38

Ho lavorato per anni in una importante associazione di volontariato. Non è mai stato sbagliato che qualcuno cercasse di tramutarlo in professione per portare avanti la passione con le massime risorse personali disponibili. Guarda caso, però, appena hanno iniziato a girare soldi, è cambiato tutto. Ora che i soldi sono diventati tanti, tutto gira intorno agli sciacalli che sfruttando il lavoro dei volontari fanno più soldi del necessario… e assicurano il proprio posto buttandosi in politica.

Se wikipedia accetta di entrare “nel mercato”, allora dobbiamo solo sperare che arrivi in fretta quella che diventerà la sua concorrente free.

3. cga - 1/01 @ 20:28

io da contribuente (sia in scrittura che in pecunia) sinceramente approvo che wikipedia si sostenga ma vorrei non finisse male (vedi commento 2 di dz).

legalmente in USA se sei un progetto no profit (come wikimedia) puoi accettare solo donazioni (non sono sicuro ma credo siano anche esentasse). la pubblicità richiederebbe una ristrutturazione generale, soprattutto a livello di statuto. non credo (e non voglio) che possa accadere.

io sinceramente non contribuirei più. non per un discorso anticommerciale ma per una questione “di principio”: guadagni e paghi i contribuenti??? beh allora pagali tutti, me compreso…

e sinceramente credo che con la moltitudine di persone che contribuisce questo possa portare uno scontento generale. mi spiego:

a wikimedia (tutti i progetti) contribuiscono centinaia di migliaia di persone. quanto potrà wikimedia pagare queste persone se decidesse di volerle pagare tutte??? non credo che si arrivi alla doppia cifra. chi continuerebbe a “lavorare” per pochi dollari quando invece wikimedia potrebbe tirare su (oltre alle spese “interne”) altri fondi??

tutto questo ovviamente nell’ottica di una nuova politica di gestione.

io attualmente collaboro gratuitamente e liberamente per mia scelta, perché credo nel crowdsourcing and nel coypleft in generale. una cosa del genere farebbe cadere tutto ciò.

non dico che wikipedia == gratis (così come copyleft == gratis è profondamente sbagliato) ma perderebbe il suo spirito.

io credo che nei 6 milioni sia compreso qualcosa di più che le spese, quindi continuiamo in questa direzione. sono ben contento di donare 100$ quando c’è il fund raising (e non solo quello di wikipedia) e sono contento se qualcosa la tengono per loro, ma il cambio da no profit a for profit, con la pubblicità poi.., non vedrebbe più me come contribuente.

my 2c

4. Xander - 1/01 @ 20:35

Niente da fare.
La pubblicità, peggio, il denaro, é vincolante.
Se vincola modifica i fenomeni in cui entra, deviandone il percorso.
Se Wikipedia non è più un’enciclopedia libera non è più Wiki, è solo una delle tante enciclopedie disponibili.
La Pubblicità, il Denaro, dovrebbero stare a debita distanza dai certi fenomeni sociali.
Wiki, come altro, è quello che è per il suo modello di sviluppo, non per il ritorno dell’investimento di chi l’ha fatta crescere.
Tramutarla in quello che non è significa chiudere un’esperienza, libera ed etica, ed aprirne una, commerciale.
Ed allora, dal momento che entra denaro, è legittimo che chi ha contribuito debba averne una parte: ma questa non è più Etica, è Capitale.

Uno che di pubblicità e vendite campa.
Au revoir.

5. grigio - 1/01 @ 20:51

@Dz e cga:
sono tutte preoccupazioni legittime, l’eccesso di soldi snaturisce le entità no-profit, ma il discorso è un po’ diverso.

Wikipedia ha ciclicamente problemi di soldi e da un momento all’altro rischia sempre l’ emergenza.
La pubblicità su internet mantiene molti siti che altrimenti sarebbero a pagamento o non esisterebbero affatto, la questione potrebbe essere semmai come utilizzarla.

Se Wikimedia inserisse la pubblicità per il solo per tempo necessario a coprire i costi, il problema dei soldi in surplus non esisterebbe e non si farebbe torto a nessuno.

6. ioio - 1/01 @ 21:35

la pubblicità ci è già stata su wikipedia (da parte di virgin), ed ha coinciso con la fine dei miei contributi a wikipedia. se non si capiscono la gravità ed i rischi di mettere un logo su wikipedia, beh pensate a cosa è successo alla medicina.

7. cloudstrife - 2/01 @ 0:06

Io ho fatto qualche giorno fa la mia terza donazione!

8. Swoshhh - 2/01 @ 0:38

Chi pensa che un minimo di compromesso verso il mondo mercantilistico sia necessario per mandare avanti e migliorare questo grandioso progetto credo profondamente che sbagli. Si può sbagliare anche per troppo amore (o per troppo poco), e questo mi sembra possa essere il caso. La forza di questo progetto consiste nella generosità e nella purezza degli intenti. La pubblicità sporcherebbe tutto, irrimediabilmente. Forse non subito, forse con estrema gradualità (all’inizio), ma inesorabilmente. E noi, che siamo dalla parte del software libero, con tutte le idee libertarie che ne conseguono, non possiamo non difendere questo baluardo che in qualche modo ci rappresenta, e che dà veramente l’idea che la conoscenza sia liberamente fruibile e accessibile a tutti, e che tutti possano contribuirvi in maniera libera e disinteressata. Vorrei davvero che tutto ciò, non soltanto venisse preservato, ma che questo modello si estenda sempre più, in tanti altri ambiti. Perché la Speranza ha bisogno di segni tangibili; e questo, innegabilmente lo è.

9. Lilo - 2/01 @ 10:25

ma non si possono avere vie di mezzo? chiedo per ignoranza:

1 – la soluzione @5 “Se Wikimedia inserisse la pubblicità per il solo per tempo necessario a coprire i costi, il problema dei soldi in surplus non esisterebbe e non si farebbe torto a nessuno.”
è fattibile? se si……concordo, ma con qualche riserva, magari ci sono altre soluzioni…

2 – e (prendo per esempio noi in italia) se si costituisse un fondo tipo “otto per mille” che doniamo a wikipedia? sarebbe solo molto comodo, ogni anno automaticamente si rinnova e via, senza diventare matti ad ogni appello, che poi dopo un po stufano pure quelli come la pubblicità…se un po tutti gli stati piu ricchi lo fanno, la cifra verrebbe coperta in fretta presumo

10. Ottimizziamo - 2/01 @ 10:29

E della soluzione “sei milioni di dollari sono tanti e devono bastare per un bel po’” che ne pensate?

11. dmg92 - 2/01 @ 11:17

“Wikipedia ha bisogno di sodi”? :-P

12. Th3Bree - 2/01 @ 13:26

Felipe, le ultime due parole tra graffe sono altamente pornografiche :D

13. daviez - 2/01 @ 20:06

Secondo il mio punto di vista wikipedia e’ gia corrotta,
i soldi dovrebbero chiederli a certi utenti che hanno scritto certe pagine politiche/economiche e a certi admin che le hanno bloccate in modo da non poterle modificare nonostante il parere contrario di praticamente tutti gli utenti ,tranne appunto chi l’ha scritta.
Per cui non ci trovo niente di male se wikipedia fallisse,
magari ne faremo un’altra veramente libera.
ma poi , cosa ci devono fare con 6 milioni di dollari?
quanti server ,piattaforme e connessioni T1 si potrebbero mantenere con tutti quei soldi?
puo essere che mantenere wikipedia costi cosi tanto?

14. azz - 3/01 @ 4:31

@daviez

non capisci niente. ed è già tanto se perdo tempo a fartelo sapere.

15. Yuri - 3/01 @ 5:34

Wikipedia è un progetto bello per quel che è, un banner non è neanche concepibile.
Se ha bisogno di fondi vuol dire che sono necessari, e data la natura “democratica” e “comunitaria”, che responsabilizza l’utente comune, se nessuno contribuisce, anche economicamente, il progetto DEVE fallire.
Utilizzare pubblicità ed altri elementi commerciali è qualcosa di inconcepibile per chi ha colto anche lontanamente il senso dell’open source, che non è filantropia o beneficenza, ma collaborazione e passione.

Senza considerare il fascino del tutto estetico di una pagina senza elementi pubblicitari, ne vedete più di siti sobri come wikipedia.org?

E tra l’altro come è ben noto i 6 milioni di dollari sono stati raggiunti! :)

16. Anonimo - 3/01 @ 18:28

Concordo con Dz….. purtroppo e’ così

17. lephio - 7/01 @ 17:54

x i sei milioni.. credo che se si siano chiesti proprio quei soldi, probabilmente è proprio di quanto si ha bisogno. cmq.. non c’è da qualche parte il “bilancio” di wikipedia?

i contenuti di wikipedia funzionano sul volontariato e va bene così, perchè siamo talmente tante persone collegate ad internet che basta un minuto a testa all’anno per fare una quantità di tempo enorme.

il punto però è che chi sta “dietro” a wikipedia non può permettersi di fare “volontariato” no? la manutenzione ordinaria, l’acquisto di beni/servizi e la gestione amministrativa non può essere basata sul volontariato, no?

18. Nemo - 14/01 @ 17:32

Pubblicità significa interessi. Interessi significano potere. Potere significa manipolazione. Il che, infine, significa perdita di libertà. È questo il motivo per cui la pubblicità è, a mio avviso, incompatibile col progetto Wikipedia.

Ma mi rendo conto che un modo di mandare avanti questo progetto bisogna pur trovarlo.