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Apple: brani senza DRM ma con dati personali

In News, Opinioni il 13/01/09 @ 11:53 trackback

Aggiornamento libreria iTunes - Pollycoke :)

Offerta speciale: ricomprate i brani che avete già pagato! :)


Pare che Apple nasconda informazioni personali dei propri utenti all’interno dei file DRM-free della libreria di iTunes, per – diciamo così – in qualche modo marchiarli e permettere di rintracciarvi se non fate i bravi1. Traslato nel sempreverde esempio automobilistico, è un po’ come se nel telaio della vostra auto ci avessero stampato di nascosto il vostro indirizzo di casa…

Hanno tutti salutato con gioia la scelta di Apple di scavalcare le case discografiche e vendere musica libera dal famigerato DRM. Probabilmente a causa di questa gioia c’è gente che ha perfino pagato l’aggiornamento dei brani che aveva già comprato, a versioni svincolate da tali limiti. Ma c’è un piccolo dettaglio: sembrerebbe che iTunes segni in un altro modo i brani, e ciè con l’indirizzo email dell’utente. Mattacchioni.

Beh, solo perché non l’ha scoperto ancora nessuno, non significa che possano ricevere un simile trattamento anche documenti, email, lavoro, studi o qualsiasi altra cosa passi per un PC operato con sistemi proprietari come Windows e MacOS. È il grande paradosso dell’era digitale di cui abbiamo discusso in passato (cfr “Aaron Seigo sui formati chiusi“): possediamo e siamo in grado di consultare copie uniche di rari manoscritti risalenti a parecchi secoli fa e prodotti in epoche di instabilità e arretratezza, eppure la gran parte dei contenuti digitali degli ultimi decenni è potenzialmente andata perduta perché vincolata a formati proprietari, e già adesso alcuni di essi non sono più supportati. Ma sto divagando.

Torniamo al semplice caso degli indirizzi email nascosti dentro ogni brano DRM-free a nostra insaputa. Oltre al fatto che stiamo parlando di una inezia2 la questione non mi tange personalmente per una serie di motivi, tutti incentrati sul fatto che non possiedo niente con il marchio Apple. Però al di la di questo fatto particolare, mi chiedo come si faccia a non considerare che a qualcuno è permesso intrufolarsi nella privacy di milioni di utenti come meglio crede e senza rendere conto a nessuno del suo operato.

Come fa la gente a non considerare che supportando aziende come Apple e Microsoft, ha il semplice usufrutto del software e dei perfino contenuti per cui paga, senza però averne il controllo?

Note all'articolo:

  1. Ossia se ad esempio cedete o vendete dei brani così come si cede o vende un’infinità di beni di consumo []
  2. Alla fine c’è una certa coerenza: sono file non protetti e dunque contengono vostre informazioni personali non protette :D []

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Commenti »

1. Filo - 13/01/09 @ 12:25

[quote]
Come fa la gente a non considerare che supportando aziende come Apple e Microsoft, ha il semplice usufrutto del software e dei perfino contenuti per cui paga, senza però averne il controllo?
[/quote]

Infatti è questo il problema.

2. c1k0.blogspot.com/ - 13/01/09 @ 12:28

no dai feli’… questa e’ demagogia….

Apple ha sempre dichiarato la presenza di tali dati, e sono anche facilmente eliminabili (non e’ un vero watermark)

3. Lino - 13/01/09 @ 12:52

Premetto che amo linux ma disprezzo i punti di vista estremisti, cito dal tuo articolo: “Come fa la gente a non considerare che supportando aziende come Apple e Microsoft, ha il semplice usufrutto del software e dei perfino contenuti per cui paga, senza però averne il controllo?”

Perche` in alcuni casi non dovrebbe bastarmi il semplice usufrutto del softwware? Cosa me ne faccio della “proprieta`” (presunta…) di tutti i software che utilizzo? Chi ti dice che la gente non consideri questa situazione?

4. elcamilo - 13/01/09 @ 13:11

@Lino

non si parla di proprietà, il software resta dell’autore (o degli autori vari, grazie alla GPL) così come Via della Croce è una canzone di De André.
Qui il punto è la libertà di utilizzo: una volta che ho comprato La Buona Novella sarò libero o no di copiare il disco sul portatile? Oppure, in ossequio al DRM, con 200GB di hd dovrei scegliere se girare con tutti i miei cd preferiti in valigia o pagare un’altra volta per copiarli sul disco? …vedi un pò te.

5. Simone P. - 13/01/09 @ 13:14

@2
C’è gente, tipo mia sorella, che il proprio mac sa a malapena accenderlo per accedere al proprio account itunes store, figurati se sono in grado di reperire queste informazioni che non penso siano stampate grosse sulla confezione e poi “ripulire” le proprie tracce

6. peppiniello - 13/01/09 @ 13:14

@felipe :: il tuo ultimo pensiero non è altro che la risposta al perchè dell’opensource :)

7. Lino - 13/01/09 @ 13:30

@elcamilo
Appunto: ascoltare, copiare. Non si tratta pur sempre di usufrutto?

8. La domande da *porci* « RemotoAnteriore - 13/01/09 @ 13:34

[...] Riflessioni. Tags: apple, DRM, Gnu/linux, microsoft, opensource, qualcuno ci osserva trackback leggo su [...]

9. blackout - 13/01/09 @ 13:39

La questione e’ puramente filosofico-etica. Mi lancio in un “de gustibus”. Se a voi fa piacere essere tracciati, controllati, schedati ,statisticizzati come numeri od oggetti, fate pure. Nessuno ve lo vieta,

L’importante e che poi non tornate in lacrime puntanto il dito contro il cattivone. Noi vi stiamo ammonendo dei rischi che correte. Volete farvi del male, fate pure, nessuno vi trattiene.

10. peppiniello - 13/01/09 @ 13:46

un appunto.
È vero che il DRM serve a gestire forse limitare) quello che si può fare con i contenuti digitali protetti; però paradossalmente se il DRM non fosse implementato in Windows quei contenuti digitali protetti sarebbero ancor meno fruibili.

non sono parole mie ma prese da:
http://aovestdipaperino.com/archive/2007/03/23/Compiti-a-casa.aspx

Qualcosa di vero c’è però.

11. XVIIarcano - 13/01/09 @ 13:58

Attenzione commento lungo.

Premessa, convengo che il concetto di proprietà intellettuale andrebbe rivisto ma non è di questo che volgio parlare in questo commento.

Onestamente credo che non ci sia niente di sbagliato nel taggare i file con il nome di chi ha pagato per scaricarli. Il brutto del DRM era che limitava l’utente nella copia e nel backup di tali files sui SUOI supporti, ma è perfettamente ovvio che il fatto che un file sia senza DRM non legittima l’acquirente a metterlo su Emule il giorno stesso! Quindi ben venga il nome: il file è mio e ci faccio ciò che voglio, ma devo anche fare attenzione a tenermelo per me e non “regalarlo” in giro.

L’esempio della macchina è illuminante, la macchina è mia e ci vado dove mi pare a me, ma è solo giusto che attaccato alla macchina ci sia una targa che mi identifica, altro che numero di telaio, deve starsene in bella vista (e si, è solo giusto che per la polizia possa risalire da quella al mio indirizzo di casa se faccio minch… sciocchezze)!

Semmai quello che trovo effettivamente viscido è che Apple non abbia detto chiaramente “togliamo i DRM ma fate attenzione che rimane il nome dell’utente”… se poi mi dite anche che il tag si può levare senza troppi grattacapi, allora per avere problemi con questo tipo di protezione bisogna essere zucconi… oltre che ladri ovviamente.

Segretezza a parte (quello è un vizio difficile da levare), per una volta mi sembra che siamo davanti a un sistema di protezione fatto come si deve che permette di perseguire i trasgressori ma non limita gli usi legittimi…

Poi son d’accordo che non bisogna rovinare la gente perchè scarica le canzoni come fanno in America, ma se Steve va su Emule e vede che un utente iTunes shara i suoi brani e gli chiude l’account mi sembra davvero solo equo.

12. Gorthan - 13/01/09 @ 14:19

Felipe… io saro` cattivo, ma la notizia e` fuori da 1 anno e mezzo sul blog di Paolo Attivissimo.

http://attivissimo.blogspot.com/2007/06/apple-vende-musica-emi-senza-drm-occhio.html

O meglio, la cosa era solo per i brani EMI, ma credo sia stata estesa a tutti gli altri brani DRM-less.

13. Mercurio - 13/01/09 @ 14:19

Non ho ben capito dove sia il problema, c’è chi scrive il proprio nome sui propri libri, perché no sui propri mp3?

14. eldino - 13/01/09 @ 14:37

Questo mi sembra un post per flammare un po’ ed esaltare la frangia estremista e “passionale” dell’utenza linux italiana, che purtroppo per il mondo dell’open source rappresenta la maggioranza. Comunque, a parte che la Apple segnala preventivamente la sua politica in merito e che codesti dati sono facilmente rimuovibili (fate una ricerchina sui forums di macrumors.com o di macosxhints.com per approfondire), davvero vogliamo considerare l’indirizzo email un “dato personale” così sensibile e pericoloso per la privacy? Mi sembra un tantino eccessivo… Una casella email si fa in 3 minuti, gratis, e puoi tranquillamente intestarla a Rocco Siffredi se hai un minimo di paura per la tua privacy.

E a chi parla della sorella che a mala pena sa aprire il mac, rispondo: se sei un niubbo e lasci la porta di casa aperta, non puoi prendertela con i ladri se ti entrano in casa e ti rubano anche l’ultimo paio di mutande pulite. Come disse qualcuno tempo fa: la legge non ammette ignoranza. E neanche l’informatica, aggiungo io.

Il tutto IMHO. Saluti ;)

15. shady - 13/01/09 @ 14:45

Come al solito sono le implicazioni le cose più gravi e sconcertanti.
Gnu/linux è nato proprio per l’intento di svincolare la proprietà di qualcosa di intagibile come il software, al suo utilizzo. Ripeto: chi usa software chiuso DEVE appoggiare in pieno la causa del free-software. Fatelo per voi…

16. peppiniello - 13/01/09 @ 14:47

@ merurio :: non mi pare esattamente un paragone azzeccato :)

17. ioio - 13/01/09 @ 15:17

@ Mercurio
il nome sul libro lo scrivi tu, sull’mp3 lo scrivono loro

18. molok - 13/01/09 @ 15:23

Basta prendere lo stesso brano con due account e guardare le differenze, non mi pare così difficile da eliminare come informazione. Detto questo, ovviamente è una mossa scorretta da parte di Apple.

19. Skipper - 13/01/09 @ 15:54

Felipe il “sempreverde esempio automobilistico” fa un po’ acqua. Come già detto da XVIIarcano ogni auto ha già qualcosa di ben visibile che identifica il suo proprietario: la targa.

Allora via le targhe perché non ci permettono di girare liberamente per le strade senza sentirci “controllati” dagli autovelox?

Suvvia, siamo seri. :)

20. Xander - 13/01/09 @ 16:13

Francamente non ho ancora del tutto compreso l’utilità, da parte del consumatore, di acquistare musica su iTunes e derivati.

Già questa, imho, è una pratica discutibile, che poi il rivenditore ti piazzi una cimice nel disco venduto mi pare quantomeno coerente con l’andazzo delinquenziale di tutta la faccenda.

Una piccola parentesi su quanto voleva evitare XVIIarcano:

le major discografiche e cinematografiche rappresentano l’apice di un abuso.
La “pirateria” è, d’altra parte, la risposta estrema a quell’abuso con un abuso di “fair use”.
Sistemi come DRM o tracciamento dei dati personali non fa che acuire il divario tra aziende e consumatore.

Piuttosto che inventarsi sistemi nuovi per infilare cimici negli orifizi altrui potrebbero, più umanamente, rivedere lo scempio fatto del diritto d’autore, quantomeno per tutti quei prodotti di consumo immediato come musica e pellicole.

21. XVIIarcano - 13/01/09 @ 17:15

Qui mi sembra che si paragoni il pirata 16enne (con rispetto per i 16enni è solo un esempio) che scarica la musica per non pagare il cd, e l’indiano che faceva resistenza non violenta contro gli inglesi ai tempi di Ghandi. C’è una bella differenza!

Concordo pienamente con Xander sul fatto che il punto da rivedere sia il concetto di proprietà intellettuale, ma secondo me la grande potenzialità del software libero è proprio che rivoluziona il concetto di proprietà intellettuale rimanendo nell’alveo della legalità.
Non si tratta della massa di pirati che mette in discussione le major con il downolad dei contenuti per non pagare il balzello… è un movimento strutturato, con basi ideologiche che vanno al di la del semplice risparmio economico, e capace di creare un nuovo sistema legale di riferimento… Il dominio pubblico esiste da sempre, ma la rivoluzione è iniziata con la GPL e poi con le CC.
In buona sostanza la battaglia fondamentale mi sembra in questo caso quella per espandere il novo approccio alla proprietà intellettuale anche nell’ambito dell’industria dei contenuti. E questo non si fa negando l’impianto esistente, che è anacronistico quanto si vuole, è degenerato nel tempo, ma non è del tutto campato in aria.
Mettere un nome su un file (per giunta cancellabile!) non limita la libertà dell’untente di fare del suo file cosa meglio crede, ma garantisce semplicemente che se l’utente sgarra A POSTERIORI possa essere perseguito… e qui bisognerebbe aprire un’altra parentesi perchè IMHO c’è differenza tra “ti sego l’account iTunes” e “ti faccio causa per una cifra che non potrai mai pagare nemmano se vendi entrambi i reni e magari ti metto pure in galera”.
Un ultimo appunto tecnico, se il tag è rimovibile probabilmente è anche editabile… se il tag è editabile il suo valore come prova di un qualsivoglia reato è nullo :P

22. DanieleDM - 13/01/09 @ 17:22

Pare che per eliminare l’informazione basta convertire da AAC ad MP3
cfr. http://lifehacker.com/5130197/drm+free-itunes-tracks-still-have-user-ids-embedded

23. XVIIarcano - 13/01/09 @ 17:23

Perdonatemi, solo un distinguo prima che mi flammino (giustamente) poi la smetto che ho già parlato fin troppo. Quando parlo di possibili sanzioni sto facendo CONGETTURE. Non so quali metodi la Apple deciderà, se del caso di usare, e quando parlo di cose come la sospensione dell’account mi riferisco a miei esempi di fantasia su cosa potrebbe essere una sanzione equa, non alla prassi attuale o futura di Apple… purtroppo al contrario dal lato delle sanzioni inique la cronaca supera la fantasia ed è tutto tristemente documentato :(

24. Mercurio - 13/01/09 @ 17:47

@peppiniello e ioio
Non è tanto importante chi lo scrive, quanto chi lo legge, no?

Apple l’indirizzo email dei clienti lo conosce, e il cliente il suo indirizzo email lo conosce. Quindi l’aac firmato non diffonde alcuna informazione a terzi.

La firma di una proprietà intellettuale con i dati del destinatario è un ottima forma di DRM nel pienissimo rispetto del fair-use. Purtroppo è tecnicamente debole.

25. shi - 13/01/09 @ 18:32

Immagino si tratti di steganografia in quanto rilasciano gli mp3 un un formato leggibile da tutti i player e non solo i loro.
Per cancellare eventuali informazioni è OVVIAMENTE sufficiente convertirli in un altro formato e riconvertirli, oppure cambiarli di bitrate ecc.

26. XVIIarcano - 13/01/09 @ 18:40

Qui però si ritorna al principio di base: in un mondo perfetto dove ognuno è non solo libero ma anche responsabile non dovrebbe esserci bisogno di contromisure “tecnicamente forti”… l’esempio della macchina è di nuovo illuminante: io cittadino sono libero di andare dove mi pare, ma sono anche responsabile e quindi non prendo i sensi unici contro mano anche se non esiste nessun dispositivo che mi taglia le gomme se ci provo (o se ci sono costretto da una causa di forza maggiore!)… tutt’al più mi levano la patente se mi beccano, più che giusto.

27. lucac81 - 13/01/09 @ 18:51

Bah tutto sto problema io non ce lo vedo, e fra l’altro si sapeva già da un anno, cioè da quando EMI fece il primo passo di permettere la vendita di musica senza DRM, i dati personali sono semplici metadati facilmente rimuovibili (anche facilmente con applescript su piattaforma osx) e non arrecano nessun danno, a meno che io decida di condividerli apertamente su internet tramite canali p2p o altro, e tale pratica è attualmente punita dalla legge.
Apple possiede già quei dati per il semplice fatto che compro nel suo store (come TUTTI i negozi online del resto) finchè quelle canzoni restano nelle mie mani non arrecano nessun danno.
Semmai la vera sconfitta è che per avere il drm eliminato è caduto il prezzo fisso delle canzoni, dato che iTunes era l’unico store a farlo per l’intero mercato mondiale

28. Aleritty - 13/01/09 @ 19:59

Sono d’accordo anche io con lucac81!
Il problema è stato l’aumento di prezzo e la perdita del “prezzo unico”, il fatto che nel mio file, che deve stare solo sul mio pc o sul mio lettore o sul mio autoradio ecc. ecc. ci sia il mio indirizzo mail… Beh, amen! Vuol dire che ci aggiungerò altri dati personali e da oggi userò i brani di itunes come biglietti da visita! (scherzo ovviamente, non posso nemmeno installarlo itunes…)
In ogni caso, mi sembra che per avere i brani senza drm questo non sia un problema, anzi!
Se poi beccano dei file con la tua mail in giro per il web, vuol dire che hai infranto la legge (o che ti sono entrati nel pc)

Per me va benissimo che ci siano i miei dati, anzi, meglio se fossero incancellabili così se arriva la finanza posso dimostrare incontrovertibilmente che sono miei!! Altrimenti sarebbe difficile giustificarli, si sa come vanno in Italia le cose!
Ed i brani con i dati incancellabili magari fossero venduti a meno!!
A quel punto si ascolta in streaming via youtube le canzonette, e si compra solo le cose che valgono!

29. Xander - 13/01/09 @ 20:46

Infrangere una legge iniqua non è necessariamente male.
Certo, farne un business o portare l’atto all’estremo lo diventa, ma di per sé continuo a ritenere legittimo il consumo “fair” della cultura.

Altra questione é l’uso di strumenti, ma anche qui dubito che qualcuno in passato lucrasse sul brevetto del martello.
E la Storia (perché l’umanità non apprende..) sa quanto tutto questo è stato fondamentale per avere i capolavori che ancora oggi ammiriamo.

Comunque a legger i contratti di licenza dei vari sw/prodotti mediali la maggior parte rientrano nelle categoria dei contratti capestro.
Facendo un parallelo, se il pizzaiolo mi da in licenzia la pizza perché poi non vuole occuparsi del risultato del mio intestino?
Licenzialmente quello è comunque sua proprietà, ergo dovrebbe smaltirselo lui..

30. mirko - 13/01/09 @ 23:14

Se è così facile rimuovere quei dati sarà altrettanto facile modificarli per inguaiare qualcuno. Allo stesso modo che valenza legale può avere la presenza nel file di un indirizzo mail modificabile da chiunque?

31. Giacomo - 14/01/09 @ 10:59

Io credo sia sacrosanto ciò che fa Apple.

Non mi piace che vengano marcati con l’e-mail (se è vero) perchè un id otteneva lo stesso scopo e non diffondeva dati sensibili, però ho sempre pensavo che marcare i contenuti multimediali venduti online fosse una buona idea.

Poche palle, quando acquisti un mp3/film la legge stabilisce che tu non abbia il diritto di ridistribuirlo. Inserire in un file una “targa” che permetta di rintracciare chi ha diffuso il file è assolutamente legittimo.

32. peppiniello - 14/01/09 @ 11:39

@ giacamo :: ma va là..
falsi moralismi. Nessuno e dico nessuno ha il diritto di Controllare qualcun altro. Non capisco dove vedi questa “sacrosantità” di cui parli.

33. XVIIarcano - 14/01/09 @ 12:18

Falsi moralismi non direi. Per come la vedo io

a) la mail nell’indirizzo non è una forma di controllo a meno che l’utente non ridistribuisca la sua musica, cosa che non è intitolato a fare. A parte quello, l’utente può fare della musica ciò che vuole quindi quella non si qualifica come una forma di controllo.

b) il fatto che Apple sappia chi ha comprato cosa è solo normale, io lavoro in una ditta di autoricambbi e non solo so a chi ho venduto cosa ma sono OBBLIGATO a saperlo per legge. E del tutto normale dal momento che per comprare su internet bisogna avere un account (esttamente come per comprare nel modo reale bisogna avere una partita IVA)… sempre che giacamo non stia suggerendo che il commercio on-line dovrebbe essere anonimo come il commercio al dettaglio e non voglio nemmeno entrare nel discorso del perchè questo è tecnicamente infattibile prima ancora che insicuro.

c) il falso moralismo è quello di chi non realizza che se uno vuol fare il criminale deve implicitamente accettare che dovrà giocgiocare un po’ a guardie e ladri. E come dire che i produttori di software per windows sono dei maledetti perchè se usi un loro gioco piratato ti devi sbattere a trovare il crack e non puoi giocarci come vuoi su internet! Maddai…

Ribadisco, sono d’accordo che le regole sulla proprietà intellettuale vanno riviste ma i “falsi moralismi” sono semmai quelli di chi usa il paravento della lotta contro le case discografiche cattive per nascondere il fatto che si rifiuta di pagare i contenuti per quello che meritano… Sul quanto valgono i contenuti e chi e come dovrebbe essere remunerato ammetto che ci sarebbero parole da spendere ma converrete che non è questa la sede.

34. david_e - 14/01/09 @ 13:06

Non so perché, ma ho l’impressione che se a fare una cosa del genere fosse stata la Microsoft non avremmo avuto nessuno disposto a giustificarne l’operato… :D

Detto questo l’attività investigativa e di repressione dei crimini spetta in Italia, per legge, agli enti di polizia e, limitatamente all’attivita investigativa, a società con licenza investigativa. Non alla Apple, ne alla EMI. Quindi bisognerebbe capire quanto valore legale possa avere una cosa del genere in Italia.

Per quanto riguarda il lato tecnico spero vivamente che:

1. la Apple faccia ben presente ai suoi clienti che i file musicali contengono queste segnature;
2. le segnature siano coadiuvate da una firma crittografica (con una signora chiave privata in mano alla Apple e una chiave pubblica liberamente scaricabile da iTunes), in modo da rendere possibile il check dell’autenticità di tali dati (altrimenti chiunque può riempire emule di file con ID [email protected]! :D).

Detto questo la soluzione Apple è già molto meglio di quella con DRM, resta il fatto che sarebbe ancora meglio avere un sistema di segnature gestito da enti pubblici (che almeno in linea di principio dovrebbero essere più trasparenti): esattamente come le targe delle auto, che mica le mette e controlla FIAT…

35. XVIIarcano - 14/01/09 @ 13:41

Sono d’accordo con david_e, in fatti la cosa che mi piace di questo sistema Apple è prprio che non viene fatto (sembra) alcun controllo a monte, i file sono semplicemente taggati, sarà la polizia postale o chi di dovere ad agire se riscontrerà una violazione e riuscirà in questo modo a risalire a un utente. Mi sembra molto meglio che castrare a priori i diritti della gente onesta.

Poi molto dipende da quale seguito verrà dato alla cosa. Volgio dire, dipenderà da chi ci vigila e cosa fa, se apple dovesse agire unilateralmente o rimettersi alle autorità giudiziarie il discorso cambia. Certo è che il sistema è davvero blando quindi come prova varrebbe poco, e di buono c’è che è un sistema passivo… ci vorrebbe un po’ di uomini-mela a tenere d’occhio come sono taggati i file che passano sui circuiti p2p, perchè gli mp3 non si denunciano da soli (cosa che mi sembra le versioni più inquietanti di DRM fossero tranquillamente capaci di fare almeno potenzialmente).

Sul fatto che se l’avesse fatto la microsoft la gente avrebbe sparato di più non saprei, mi sa che il DRM è sempre stato uno di quei campi su cui anche gli Apple fanboys hanno sempre avuto la bontà di non ribattere. Ho sentito dire che “Apple è meglio per molti motivi” ma mai “perchè usa DRM migliori”… grazie al cielo, ma magari gente che frequenta più forum di me ha una visione più completa.

36. peppiniello - 14/01/09 @ 14:31

@ xvllarcano :: perchè te vedi solo l’inchiappettata post smercio di mp3 scaricati come possibile utilizzao di questa stregoneria di apple?

a monte ragazzi .. a monte..

37. XVIIarcano - 14/01/09 @ 14:51

Boh, sarà che sono un’ anima candida ma non vedo altre fregature… posto che i miei dati personali sono i miei e quindi io già li conosco, li ho dati alla apple quando ho fatto l’account assieme al mio numero di carta di credito, quindi anche loro già mi conoscono… Posto che come ho già detto non ritengo un male che apple ricordi cosa mi ha venduto, se non è l’utente stesso a far girare quei file i dati personali rimangono, per l’appunto personali.

Però ora sono curioso, quli altri pericoli ci sono che io non vedo? O “a monte” sta per “a monte c’è un’intero sistema/mentalità che andrebbe messo in discussione”? nel qualcaso sono d’accordo ma è pur sempre un po’ vago.

38. Giacomo - 14/01/09 @ 14:55

@peppiniello
il falso moralismo è il vostro che criticate questa iniziativa di apple appellandovi a chi sa quali buoni propositi, ma sotto sotto volete coprire un comportamento illegale.
E parliamoci chiaro, la musica da internet la scarico anche io (così come compro i cd che mi piacciono) e sono tra i primi a dire che l’attuale sistema sia vecchio e vada riveduto.
Ciò non toglie che tu acquisti queli mp3 a delle condizioni ben precise (dettate dalla LEGGE, non da apple) e finchè rispetti questa legge non ti cambia nulla se gli mp3 son taggati con un ID. Suonano peggio? no. Son più pesanti? no. Hanno controindicazioni? Non nell’utilizzo legale. Sono una violazione della privacy? La taggatura no (l’utilizzo dell’e-mail come tag si).

Fino a quando queste informazioni sono semplicemente a disposizione della polizia (e apple non cerca di sostituirsi ad essa) non ci vedo nulla di male.

39. peppiniello - 14/01/09 @ 15:05

@ Giacomo :: bravo hai centrato il punto :)
Apple si è buttata nel campo della beneficienza e aiuta le forze armate? sono commosso -.-’

SCRIVI:
“Sono una violazione della privacy? La taggatura no (l’utilizzo dell’e-mail come tag si).”

Adesso, mi spieghi per osa taggare se non per un uso non etico?

40. XVIIarcano - 14/01/09 @ 15:11

Per responsabilizzare l’utente e per distinguere cosa è di chi sul media server domesico nel moderno lifestyle-habitat dell’giovane e dinamico uomo-mela che vive con famiglia/amici… Ok, la pianto, sono d’accordo che la taggatura non sembra avere una motivazione “forte”, sono d’accordo anche che la fedina penale di Aplle non è candida come la neve quando si parla di fiducia per l’utente… ma davvero nessuno è ancora roiscito a dimostrarmi che è tutto un complotto per vessare gli utenti onesti in modi che non immagino. Quindi nonostante io condivida certe antipatie pregresse per Steve & Co. questa volta mi riservo di vedere come prosegue la cosa prima di gridare al complotto.

41. Mattia - 14/01/09 @ 18:07

@ 32. peppiniello – 14/01/09 @ 11:39

“…Nessuno e dico nessuno ha il diritto di Controllare qualcun altro…”

@ 39. peppiniello – 14/01/09 @ 15:05

“…Apple si è buttata nel campo della beneficienza e aiuta le forze armate? sono commosso -.-’…”

Peppiniello, ma quanti anni hai????
Dove vivi??? In quella che si suppone essere una società civile o in mezzo alle mangrovie???

Metti piede in banca o in aeroporto e ti sembra sbagliato che ti controllino per esser sicuri che non abbia una pistola addosso?
Porti tuo figlio all’asilo e ti sembra sbagliato che lo controllino per evitare che si faccia male o che uno sconosciuto lo avvicini?
Vieni a pagarmi con carta di credito e ti sembra sbagliato che io voglia controllarti per essere sicuro di chi tu sia?

Apple non aiuta le forze dell’ordine: si para LEGITTIMAMENTE il c**o, esattamente come DEVONO fare tutti, esattamente come fa (ad esempio) YouTube, quando controlla che i tuoi video pubblicati non contengano materiale pedopornografico. O forse un controllo del genere è sbagliato?
Chi pensi che sia responsabile di quello che passa su YouTube? L’utente??

O sei un bambino, o sei un ipocrita. Altro che “falsi moralismi”…

42. peppiniello - 14/01/09 @ 19:42

vabbè…. continua a pensarla come vuoi. Continuate soprattutto a fare paragoni del caiser : hai vinto!

43. Skipper - 14/01/09 @ 22:32

Peppiniello a me sembra che siano tutti ben disposti al dialogo, ma tu non spiccichi uno straccio di argomentazione in risposta, ti limiti a frecciate un po’ confuse del tipo “la so lunga io”.

Spiegati e permettici di “saperla lunga” come te.

Altrimenti diventa legittimo dubitare dei tuoi interventi.

44. XVIIarcano - 14/01/09 @ 22:41

Peppiniello, non ti offendere ma qui sei tu che butti li le mezze frasi e non elabori sulle cose che dici, che magari la gente le condividerebbe di più se ti spiegassi meglio… poi sicuramente io sono l’estremo opposto e sono logorroico ma è un fatto che lo spazio sia gentilmente offerto da Felipe gratis quindi perchè non usare due parole in più visto che l’argomento è già complesso e controverso di suo?

45. XVIIarcano - 14/01/09 @ 22:44

Sorry sorry, skipper è stato più veloce di me, è stata una sovrapposozione involontaria, non volevo infierire.

46. Giacomo - 15/01/09 @ 11:33

@peppiniello

Uso non ETICO? E’ una barzelletta?

Apple tagga i prodotti in modo che dal prodotto sia sempre possibile risalire al compratore. Fino a quando si limita a passare queste informazioni agli enti competenti (e NON si mette a ricattare e minacciare i clienti contattandoli privatamente) non ci vedo nulla di non etico.

47. peppiniello - 16/01/09 @ 11:24

@skipper :: io non sto dicendo che non siete aperti al dialogo anzi :)

@tutti ::le mie motivazioni sono riconducibili solo ad un mio modo di vedere la cosa. A me non garba essere potenzialmente controllabile da qualcuno (e non mi tirate di nuovo fuori la menata delle telecamere in banca, dei vigili al semaforo etc). Qui si tratta di mezzi usati da terzi per continuare ad avere possesso della macchina anche dopo che questa sia stata venduta. Dove sta il diritto di proprietà? Io non parlo perché, come magari qualcuno di voi pensa, ho il carbone bagnato.
-Non scarico mp3 con quale assiduità, sono piu interessato agli album. Magari ascolto qualche canzone in mp3 e se poi mi piace vado a comprare l’album da ricordi.
-Non scarico film. Amo troppo la qualità, soprattutto del suono. Preferisco affittare un dvd.
-Non commetto reati on line per i quali dovrei preoccuparmi di essere controllata/controlllabile

Il mio è solo un pensiero. Una considerazione su quello di cui stiamo parlando. quello che mi viene venduto (a caro prezzo) deve essere mio. Devo solo avere io ilcontrollo sul mezzo e su quello che ci finisce dentro.

ok.. adesso sparate pure :)