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Il prossimo passo di Facebook: l’apertura

In News, Opinioni, pollycoke :) il 8/02/09 @ 23:44 trackback

Sembra che Facebook mi stia facendo questo favore e ricambiando la fiducia che ho riposto in questo aberrante mezzo di violazione della privacy simpatico sistema per stare in contatto con gli amici a cui mi sono iscritto e su cui ho anche creato un gruppo per pollycoke1 :)

Mi sono andato a rileggere “Usare Facebook e rimanere sani di mente [howto]2 perché ero sicuro di avere espresso in quel post il mio augurio che Facebook ci portasse in qualche modo verso il superamento dello scollamento tra vita reale e vita virtuale3, ma non è così. Adesso però apprendo una notizia molto molto interessante…

Identità sul web

Nel mio articolo sull’uso sensato di Facebook facevo riferimento allo strano e per certi versi ingiustificato impulso che ha il 99% degli utenti di Facebook, di iscriversi al servizio usando i propri nome e cognome veri, andando addirittura oltre a fornire dati anagrafici piuttosto rilevanti.

Quello che non ho scritto (o se l’ho fatto non ricordo dove) è invece il mio augurio che questo massiccio movimento delle masse disinformatizzate verso la vita digitale potrebbe essere diretto verso qualcosa di buono e di utile anche grazie a piccole rivoluzioni come quella portata da Facebook.

Se ricordate, tempo fa in questo espresso ho segnalato i penosi sviluppi del caso di un certo signor Armani (non lo stilista) a cui è stato legalmente tolto un dominio a a causa di un altro signor Armani (lo stilista) che è molto più ricco e quindi è molto più uguale (quasi cit). In quella occasione ho avuto modo di esprimere che, mi auto-cito:

Ma sono proprio i presupposti ad essere incongrui: bisogna andare verso un sistema di identificazione su internet come diritto di base per ogni cittadino

Che bella sensazione auto-citarsi, la seconda volta sembra quasi di avere più ragione :D

La visione a medio termine (ok un po’ troppo visionaria)

Possiamo finalmente ammettere che questo internet è utile? Non sarebbe poi così male se ognuno di noi, oltre a “patente, libretto, carta d’identità” (cit. pop) avesse anche per diritto inalienabile anche qualcosa di molto più utile come una identità sul web, no? Con tanto di indirizzo per poter essere raggiunto dagli altri e allo stesso tempo automaticamente dotato delle credenziali per accedere ai più svariati servizi. Non dico di trasformare internet in una immensa anagrafe, ma di fornire un servizio aggiuntivo ai cittadini del mondo.

Mi rendo conto che si tratta di una visione un po’ troppo proiettata in un mondo perfetto in cui non esiste che un governo spenda miliardi e miliardi per tirare su un cazzo di portale turistico4 , ma non ditemi che voi geek non avete mai pensato a quanto sarebbe più comodo ed economico svolgere via internet alcune noiose operazioni che normalmente richiedono visite ad uffici e utilizzo di oggetti anacronistici come penna, carta, elastici, raccoglitore, impiegato, direttore, segretaria, pausa pranzo, sgabuzzino, spogliati, fai presto… oh sì, mmmm…

Ahem scusate -.- In ogni caso, non dico di abolire la parte analogica delle nostre vite, ma certamente se la passeremmo meglio se al posto di ogni stronzissima fila in coda ad uno sportello di un qualsiasi ufficio ci fosse la possibilità di accedere con le proprie credenziali (e non parlo di username/password, prima o poi saranno pronti questi lettori di impronte digitali o meglio ancora di iridi).

La visione a breve termine

Ok, torniamo alla realtà. I cambiamenti descritti qui sopra non potranno avvenire finché non verrà stilata una carta dei diritti dei cittadini di Internet, che vedo ancora molto lontana. Lasciamo stare dunque tutti i voli pindarici che per adesso sono impraticabili e consideriamo qualcosa che ci tocca più da vicino, la fruizione di internet, in particolare per due aspetti:

  1. Poche parole: quante stramaledette password dovete tenere a mente?
  2. Sentite anche voi che la divisione tra vita in rete e vita reale sta per diventare obsoleta?

Per il primo punto possiamo sperticarci in discorsi totalmente inutili per ore, il fatto è che siamo obbligati ad usarle, ad usarne diverse, e che siano complicate e sicure, ma come dice giustamente Geoff Farina:

Passwords save you, me too, and just secure our lives

Impossibile dargli torto (specialmente ascoltando Outside is the Drama). Il secondo punto è forse più soggettivo, o almeno io comincio a sentirlo distintamente: sta lentamente volgendo al termine l’oscuro periodo in cui internet era una maschera dietro cui celarsi o le attività in rete potevano essere relegate solo alla vita virtuale… Beh sta finendo ma ancora ci siamo dentro fino al collo, altrimenti non mi firmerei “felipe“.

Tramite Facebook?

È sicuramente grazie a Facebook se improvvisamente gli avatar hanno associato un nome, un cognome, molti dati personali e perfino rimpiazzati da una «foto segnaletica» che distingue indiscutibilmente una persona fisica dall’altra.

Ora, non voglio dire che Facebook dovrebbe diventare una specie di nuovo anagrafe o governo planetario5, ma certamente ad alcune condizioni potremmo anche starci ad avere un sistema univoco di identificazione esclusivamente per la visione «soft» a breve termine. Una di queste condizioni, lo percepisco chiaramente io e probabilmente anche voi ma forse non tutti, è che un database del genere dovrebbe essere basato su tecnologia aperta.

La notizia, per me molto interessante, è che sul blog del dietro le quinte di questo social network per eccellenza è stato annunciato che adesso Facebook supporta OpenID. Questo è un passo decisivo. L’adozione di OpenID significa che i dirigenti di Facebook hanno capito in pieno dove sta andando o dove potrebbe andare la rete nel prossimo futuro, e loro si trovano ormai in una posizione tale da poter cavalcare l’onda concedendosi il lusso di aprirsi alla concorrenza.

Per come la vedo io, abbracciare una tecnologia aperta e dichiarare che “il prossimo passo è l’apertura” fa una grande presa su quelli come me e anche su di voi. Dopotutto quale azienda monopolistica farebbe una mossa del genere, supportando la competizione? Solo un’azienda illuminata. Poi c’è un più terra-terra «per aumentare i profitti»: nonostante la selvaggia popolarità di Facebook, il sito non genera che una frazione dei proventi di mostri come Youtube e Myspace. Diventare anche un «concessionario di credenziali» d’accesso con Facebook Connect significa sopravvivere.

Conclusioni

Sono ancora in divenire, dal momento che non sono stati resi noti i termini con cui Facebook e OpenID gestiranno la situazione, prima di tutto perché i due utilizzano soluzioni totalmente opposte: ad esempio Facebook è un servizio centralizzato mentre chiunque può diventare un provider di OpenID. Aspetteremo di vedere come verrà gestito questo passaggio, dopo decideremo se varrà la pena utilizzare Facebook come e meglio di quanto già facciamo con il non-altrettanto-popolare OpenID per rispondere alle prime esigenze della «visione a breve termine»6 .

Per quanto riguarda la «visione a medio termine», lo so che ad alcuni fa paura7 ma credo sia inutile fare finta che internet possa restare solo uno svago o un non-luogo dove poter fare di tutto all’infinito, piuttosto prepariamoci al cambiamento che prima o poi avverrà. Io credo che se preparata bene questa visione di una vita digitale possa essere pienamente promossa al livello ufficiale.

…Lo sgabuzzino però teniamolo :D


Note all'articolo:

  1. A proposito, siamo ben oltre i mille iscritti! []
  2. Sì, rileggo spesso quello che scrivo, e certe volte mi piaccio anche :D []
  3. Scollamento che personalmente soffro sempre di più []
  4. Succede “In Italia” (cit), e senza che peraltro ci siano riusciti []
  5. E non fatemi tornare alla stessa battuta che Facebook è la CIA! []
  6. Sì, integrare Facebook Connect su Pollycoke è da tempo nella lista di cose da fare. []
  7. E non avete letto quella a lungo termine..! []

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Commenti »

1. rocco - 9/02/09 @ 0:09

mmmm, internet deve cmq rimanere un posto dove è garantita la mia anonimità!!
solo se voglio dico chi sono.. secondo me, questo è il bello di internet…
poi non so come la pensiate voi..

2. felipe - 9/02/09 @ 0:16

@rocco:
Posso capire il tuo punto di vista, e infatti era questo il senso della frase

Non dico di trasformare internet in una immensa anagrafe, ma di fornire un servizio aggiuntivo ai cittadini del mondo.

D’altra parte è innegabile che non sia scritto da nessuna parte che “angoli” della nostra vita (in questo caso la presenza in rete) debbano per diritto garantire l’anonimato.

L’argomento è certamente sfaccettato, interessante e controverso, e non voglio dare l’impressione di supportare l’idea uno “stato di polizia” su internet, perché non è così :)

3. zidagar - 9/02/09 @ 0:31

Internet è in movimento sempre e comunque…però, già vedere tutta sta gente che naviga in rete mi fa uno strano effetto. Prima internet era *mia* (ovvero di chi voleva usarlo come mezzo di informazione, svago e comunicare con il resto del mondo) mentre ora è pieno di schifezze, pubblicità…un pò come la TV. Nati con uno scopo, e poi invasi dai soldi che poi generano molta schifezza inutile.
Boh, sta cosa dei social network la vedo ancora strana…pur avendo numerosi account su sti *cosi*, continuo a vederli in modo molto strano.
E comunque non capisco sta cosa di Facebook…esistono siti di social network ovunque da molto più tempo, e anche molto più belli. Ok, sto faccialibro ha molte cose carine come le loro API, ma non ha inventato nulla se non *migliorato* quello che già esisteva…
Insomma, è una cosa che fa tendenza, punto…la gente prima si lamenta della privacy e poi va a mettere foto di tutti i tipi su sti siti che possono vederli cani e porci…ma guai se poi google fa delle foto per google street e pubblica i volti..sacrilegio!
Ma va…
Libertà di scelta, ok…ma usare meglio il cervello, la bocca e le dita no?! Boh, sarò strano io…

4. net - 9/02/09 @ 0:37

Scusate, ma che senso ha iscriversi su Facebook con nome/cognome falsi? Viene meno tutto il suo senso di base, quello per cui è nato. Infatti, se non ricordo male, all’inizio era pure vietato usare nickname (=il proprio account veniva cancellato)!
Secondo me Facebook non è un luogo su cui conoscere il primo che passa (per quello ci sono le chat, per chi proprio vuole), ma per fare gruppo (=connettersi) con gli amici che già si ha nella vita reale (e che quindi sanno molto di te, e non sono quei due dati personali scritti su Facebook a fare la differenza), e persone con cui magari bisogna parlare per lavoro (e che cmq saprebbero il tuo nome/cognome, visto che intrattieni un rapporto con loro)
Certo, ovviamente bisogna avere l’accortezza e il buon senso di aggiungere tra gli amici solo persone che si conoscono veramente o cmq persone di cui ci si fida per un qualsivoglia motivo o in un qualsivoglia ambito.

Facebook è l’antitesi dell’anonimato in rete.

5. MIX - 9/02/09 @ 0:38

Consiglio questo interessante articolo su Facebook http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook con relativa traduzione in italiano http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article

6. rocco - 9/02/09 @ 0:39

@felipe
Si si è chiaro..
Ma anche avere quel “servizio aggiuntivo” dovrebbe essere una scelta..
Poi dipende da come si interpreta questo servizio aggiuntivo.

Io ad esempio lo vorrei vedere come la possibilità, come già hai detto, di poter abbattere la burocrazia,
solo che adesso, sempre secondo la mia opinione, lo vedo come una sorta di “catalogo di persone schedate” (vedi Facebook).

Cioè spero che in un futuro al neonato non venga affibbiato un profilo (alla facebook) quando si registra il nome all’anagrafe dando vita ad una sorta di battesimo virtuale.
Questo è quello che mi mette paura (tanta paura!!).

7. Gianpa - 9/02/09 @ 2:15

Mi dispiace Felipe ma Facebook è una piaga. Invade la privacy delle persone in una maniera sconvolgente (invade anche la mia, e non sono iscritto) e di certo non rappresenta il futuro di internet, anzi. Dico solo questo:

Immaginate quanto i vostri figli avranno voglia di iscriversi a Facebook sapendo che sono iscritti anche tutti i genitori.

La verità è che siamo una generazione di ignoranti e sprovveduti, le generazioni future impareranno da noi.

8. steeeve - 9/02/09 @ 3:05

ormai quasi un anno fa avevano promesso di supportare jabber per la chat…

http://developers.facebook.com/news.php?blog=1&story=110

sarebbe stato un colpaccio per noi! invece sembra solo una vana promessa… era l’occasione per mandare in soffitta msn…

9. Andrea R - 9/02/09 @ 7:24

L’identità elettronica garantita non è poi una cosa così complicata da fare.
Si fa una carta di identità con smart card
si fa un bel servizio online su cui ci si autentica con questa carta
su quel servizio ci si mette il provider di openid

Facebook ad oggi è di una chiusura totale ed assoluta ed è intrinsecamente spione.
Supportare OpenID è al più una questione di comodità, una feature, non qualcosa di rilevante eticamente.

10. zidagar - 9/02/09 @ 8:47

@felipe
Ah, giusto per la cronaca, qua in Friuli (non so se esiste anche nelle altre regioni) abbiamo la carta servizi, che ci permette di accedere a vari servizi online offerti dalla regione. Si possono fare parecchie cosette utili: http://cartaservizi.regione.fvg.it

Ah, oltretutto viene dato il supporto ufficiale per firefox e ie su windows, mac osx e varie ditro linux.
La carta si collega ad un lettore, si entra sul sito regionale e il gioco è fatto…

Mi sembra un’identità online più utile ;)

11. teddy - 9/02/09 @ 9:38

In Friuli Venezia Giulia la gestione del binomio sanità-informatica sembra sia all’avanguardia a livello nazionale, anche se non mi sembra la usino in molti la nostra carta servizi…
Piuttosto è scandaloso come abbiano buttato nel cesso e tirato l’acqua milioni dei nostri sudati euro, e il peggio è che abbiano in progetto di spenderne ancora tantiiiii:
http://www.sconfini.eu/Approfondimenti/quasi-50-milioni-i-soldi-destinati-a-italiait.html
Non so cosa fare, tanto per dirla con facebook ho aderito a un gruppo proprio lì, anche se ho dei dubbi sui risultati…
http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=49616796314

12. ma siamo impazziti???? - 9/02/09 @ 9:48

allora… 1 conto è la carta elettronica dei servizi… che ha le sue utilità

OpenID è + una cagata che ti tiene traccia di tutte le tue password… pensa che bello ti potrebbe anche tenere le password della banca!!! :-D

C’è chi si fida… io no!!!! A sto punto voglio anche 1 assicurazione su OpenID… voglio delle garanzie….
Poi pensa se ti fottono la pass di openID… uahahahahahah
non ne perdi solo 1 di servizio……
io non vedo tanti pregi… forse per gli smemorati creduloni

io la vedo come una cosa da cui stare molto lontano… spero che il buonsenso pervada la maggioranza delle persone (W illudersi)

13. aNoNiMo - 9/02/09 @ 9:52

avere un’identità per accedere a servizi online è una buona cosa. fare in modo che questa identità faccia parte di un social network della portata di facebook è una brutta cosa.
alla sola idea di vedere una nuova generazione di bimbiminkia deviati dai social network mi viene la pelle d’oca..

14. aNoNiMo - 9/02/09 @ 9:53

per le password perchè non usare kwallet? :F

15. mick84 - 9/02/09 @ 10:00

In realtà qualcosa a riguardo esiste già, e in genere chiunque abbia un’attività aperta da poco la possiede: è la firma digitale associata alla carta nazionale servizi.
Con essa è possibile “svolgere via internet alcune noiose operazioni che normalmente richiedono visite ad uffici e utilizzo di oggetti anacronistici come penna, carta, elastici, raccoglitore, impiegato, direttore, segretaria, pausa pranzo, sgabuzzino, spogliati, fai presto… oh sì, mmmm…”

Per maggiori informazioni
http://www.cns.infocamere.it/
https://www.firma.infocert.it/

16. Hyu - 9/02/09 @ 10:19

Questa immagine del futudo mi ricorda molto le persone sfatte di Wall-E, che vivevano con uno schermo ad un palmo dal naso usandolo per fare qualsiasi cosa senza mai alzarsi dalla poltrona.

17. MeMEme - 9/02/09 @ 10:48

facebook è una moda temporanea e come tale è destinato al declino.
..è utile quanto un videogame.. è un passatempo e niente di più e anzi magari sentiremo anche parlare di “stress da facebook” ..

“Non sarebbe poi così male se ognuno di noi, oltre a “patente, libretto, carta d’identità” (cit. pop) avesse anche per diritto inalienabile anche qualcosa di molto più utile come una identità sul web, no?”

no grazie.. sta visione burocratica di internet la lascio ai politici.

“Ok, torniamo alla realtà. I cambiamenti descritti qui sopra non potranno avvenire finché non verrà stilata una carta dei diritti dei cittadini di Internet, che vedo ancora molto lontana.”

carta dei cittadini di internet? a che scopo?

“Sentite anche voi che la divisione tra vita in rete e vita reale sta per diventare obsoleta?”

no. la divisione esiste solo per chi la vuol vedere. ma a suo tempo i nickname han prevalso su nome e cognome per un buon motivo. solo chi ha internet da poco tempo non lo capisce secondo me..

perché non dirmi che nella vita reale tu consideri tuo amico qualcuno che poi per strada nemmeno saluti oppure che ti sogneresti di prendere il telefono e chiamare una tua amica delle superiori tanto per chiedergli come va.. e se anche lo facessi ti prenderebbe per matto. invece su facebook è normale ed è bello e tutti lo devono fare, come tutti devono essere più buoni a natale..

svegliatevi.

18. MeMEme - 9/02/09 @ 10:53

p.s.
“Usare Facebook e rimanere sani di mente [howto]”

..l’unico modo è cancellarsi da Facebook.. anzi.. non si può.. ma almeno ci si può “disattivare” :p

lettura consigliata:
http://www.geocities.com/dkjfjeifjwodekfjfiejfwoi/facebook.html (eheh)

19. uno - 9/02/09 @ 11:22

due cose…
Per piacere, riflettete prima di scrivere frasi fatte.
Non tirate in ballo il concetto di privacy invasa: nessuno ci costringe ad iscriverci e le impostazioni del profilo consentono di settare ogni minima cosa da mostrare o meno.
È invasivo della propria pivacy nella misura in cui si voglia che la propria privacy venga invasa.
Sono iscritto a FB da pochi mesi, solo per il piacere di rivedere i vecchi amici del liceo.
È come un petardo tra le mani dei bambini: se non lo adoperi con cura e attenzione, può scoppiarti facendoti molto molto male.

Noto, ahimè, che alcuni di questi miei amici, rincretiniti completamente dagli usi e costumi di massa dell’attuale internet, usano FB di merda, scrivendo cazzate su cazzate, postando vecchie foto di amici non iscritti a FB (ovviamente, senza chieder loro il permesso), foto di figli/nipoti piccolissimi (due/tre anni, addirittura neonati): una violenza enorme su queste persone che non sono in Rete o che non possono acconsentire o meno alla pubblicazione delle immagini
Sono questi i comportamenti da evitare, queste le persone da rieducare, non il mezzo in sè, non gli imprenditori che sono dietro al network

20. wonderlma - 9/02/09 @ 12:03

mah quoto rocco !!! c’e’ gia’ abbas tanza controllo su quello che facciamo/cerchiamo su internet senza bisogno di aiutare in questo compito chi ci osserva.
Tra altro per scopi economici esistono già questi sistemi di identificazione (vedi le carte di credito / conti online) il fatto e’ che non c’e’ un reale interesse economico dietro … e quindi nessuno ci investe o meglio ci possono controllare benissimo già cosi.

21. wonderland - 9/02/09 @ 12:03

mah quoto rocco !!! c’e’ gia’ abbas tanza controllo su quello che facciamo/cerchiamo su internet senza bisogno di aiutare in questo compito chi ci osserva.
Tra altro per scopi economici esistono già questi sistemi di identificazione (vedi le carte di credito / conti online) il fatto e’ che non c’e’ un reale interesse economico dietro … e quindi nessuno ci investe o meglio ci possono controllare benissimo già cosi.

22. zidagar - 9/02/09 @ 12:12

@uno 18#
Hai centrato il punto cruciale della situazione…quello che dicevo io. La gente si lamenta della privacy ma poi fa abuso di questi servizi online senza rendersi conto di andare proprio contro i propri (e altrui) principi di riservatezza. Insomma, uno critica tizio che tira il sasso a caio mentre lui lancia massi enormi sulla folla :)

Il problema principale è l’uso che se ne fa…

Io vado a mettere solo le informazioni che voglio mettere…ne più ne meno. Ma evidentemente c’è gente che ha il click facile e si lascia prendere dall’euforia Facebook…
Arma a doppio taglio insomma…

Comunque, questa cosa che adotteranno OpenID resta interessante ugualmente…

23. loolee - 9/02/09 @ 12:38

e va bene… ho ceduto anche io.
sono fan di pollycoke ;-)

… vediamo quanto resisto…

24. Dom93 - 9/02/09 @ 13:26

Concordo sul fatto che si può creare un servizio di login “centralizzato”, con una propria identità ovunque, ma solo se l’utente vuole PUO’ utilizzarlo, altrimenti non deve essere costretto.
L’anonimità è una cosa importantissima.

25. Fabricio - 9/02/09 @ 17:43

io non sono d’accordo stavolta.
1- non sento per niente la differenza tra vita virtuale e vita vera stiano sparendo.
2- e se volessi rimanere anonimo? ho i miei motivi per volerlo e non percheé sia un hacker o chissa cosa.

poi sinceramente so che la pugneta della burocrazia è proprio una cosa che mi manda fuori di me. Ma la mia firma è una cosa fatta a mano che studi di calligrafia possono confermare. mentre che una firma virtuale è facilmente(o difficilmente) imitabile ma il punto è che si può falsificare.

per me pero il problema cmq sta nei concetti di virtuale e reale.

niente di personale con pollycoke, questa è una mia critica perche non sono d’accordo, penso sia costruttiva però.
ciao.

26. enjoyash - 9/02/09 @ 22:13

@ felipe: http://news.google.it/news?source=ig&hl=it&rlz=&=&q=berlusconi%20posta%20elettronica&lr=&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=wn

27. snizzo - 10/02/09 @ 22:07

io son contro… non hanno senso

28. shady - 11/02/09 @ 0:27

http://www.autistici.org/bakunin/books/google.pdf

soprattutto pagine 73-74

notare che è di circa tre anni fa…

^^

29. GDF - 14/02/09 @ 0:59

MI pare banale, openid so chi sei ovunque, con nome e cognome..non è così che funziona?

30. GDF - 14/02/09 @ 1:00

correggo, openid + facebook

31. fabrizio - 14/02/09 @ 9:48

Assolutamente contrario.
Chi stabilisce che tu sia in relatà felipe? dovresti inviare (come succede con paypal)i tuoi dati per posta e fax inclusa fotocopia carta di identità.
Chi si occupa di tutelare la tua privacy? e le multinazionali che pagheranno per accedere ai tuoi dati e usarli per i più svariati scopi? (sai quanti cretini ci sono in giro che lasciano i propri dati in giro senza preoccuparsi di non firmare la casella “acconsento al trattamento dei dati personali per scopi pubblicitari).
In sostanza tutti si credono tutelati ma non è così.
Giaà la carta di identità elettronica mi fa paura, in quanto contine un chip che si potrebbe benissimo far evolvere per contener altre informzioni (ad esempio impronte digitali).
No, non fornirei mai i miei veri dati a una banca dati immesna, con la paura i hacker e la paura di essere schedato (già lo siamo abbastanza):

32. fabrizio - 14/02/09 @ 9:52

riguardo a facebook..è una piaga. Non lo sanno usare..taggano foto a cavolo, mettono foto senza chiedere permesso. assolutamente una piaga.. non è normale tutto ciò.
Io una volta raccolti gli indirizzi msn di amici che non vedo da tempo mi cancello…assurdo quello che vedo su facebook.
Usato per gli scopi più stupidi!!