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Due nuove modalità d’uso di Plasma

In Ergonomia, News il 10/04 @ 15:41 trackback

Se usate una copia di KDE SVN compilata molto di recente, magari seguendo la mia “KDE 4.2svn per Ubuntu Intrepid, in un paio d’ore ;)“, potete giocare con due piccole novità appena inserite in Plasma, che non mancheranno di darvi da sperimentare.

Si tratta essenzialmente di due nuove variabili nelle modalità d’uso di Plasma, o meglio: differenti spunti per nuove combinazioni nell’interazione tra Desktop (virtuali), Attività e Dashboard. La prima novità consiste nella possibilità di avere differenti attività mappate su differenti desktop, cosa che permetterà anche di impostare sfondi differenti per ogni desktop. La seconda è un tentativo di spostare la Dashboard ad un livello nascosto e non sul desktop.

Se tutto ciò vi sembra un po’ contorto… aspettate di leggere la mia recensione

I nuovi controlli

Bisogna cliccare su «Zoom Out» per accedere a queste due novità, che poi novità non sono perché Marco Martin ha rivelato che le funzionalità esistono già da KDE 4.2 sotto forma di configurazioni nascoste. Il controllo Zoom out è presente nell’odiatissimo coso denominato Cashew, che io ho disabilitato (cfr “Polemica sul «coso» di Plasma (cashew) e sulla direzione di KDE in generale, con tanto di soluzione [+ I HATE the Cashew howto]“) e che per fare questo simpatico test ho dovuto riesumare. Ecco lo Zoom out:


Niente di nuovo finora. Una volta cliccato su Zoom out, lo sfondo di KDE verrà riscalato ad un quarto; resteranno a grandezza naturale il pannello e tutti i controlli, uno sfondo quadrettato morto per tre quarti del desktop, un quarto di desktop in alto a sinistra contenente appunto lo sfondo riscalato e i nuovi controlli. L’impressione che ha l’utente è di aver sminchiato tutto KDE, invece è perfettamente normale e si tratta esattamente di quello che il team di Plasma ha studiato che accada quando si clicca Zoom out:

KDE 4 Plasma Zoom Out - Pollycoke :)

Potete vedere in alto a sinistra le due nuove opzioni, adesso ne parlo in dettaglio.

Differente attività per ogni Desktop

L’idea sarebbe nobile: da una parte permettere di avere un certo grado di indipendenza per ogni Desktop, e dunque personalizzazione rispetto agli altri: differenti sfondi, funzionalità e plasmoidi, dall’altra (e qui secondo me sta la parte davvero importante) permettere di unificare il concetto di Desktop con quello di Attività. Certo, posta come opzione non predefinita non è proprio il trionfo dell’immediatezza, e non convince troppo nemmeno l’attuale implementazione:

KDE 4 Plasma Blank Desktop - Pollycoke :)

Una volta cliccata l’opzione si ha il fisiologico crash di Plasma :) che si porta appresso nell’ignoto il pannello, comprensivo di system tray, e pure parte della configurazione, lasciando il Plasma mezzo-inutilizzabile. Se consideriamo che queste funzionalità sono nascoste in Plasma già da tempo mi sarei aspettato un po’ più di solidità, ma c’è da dire che stiamo pur sempre parlando di una qualsiasi revisione SVN in pieno sviluppo. In casi del genere, date questi comandi per azzerare la configurazione di Plasma:

$: kquitapp plasma-desktop
$: rm -rf ~/.kde4/share/config/plasma*
$: kshell4 plasma-desktop

Una volta fatto questo (ho dovuto farlo davvero) ricominciamo a sfruculiare. Torniamo a fare lo Zoom out, e torniamo a spuntare «Different activity for each desktop»: stavolta il trucco funziona e mi viene presentata questa situazione:

KDE 4 Plasma Attività mappate sui Desktop virtuali - Pollycoke :)

Peccato per l’allineamento un po’ …uhm e per gli spazi un po’ …uhm: per visualizzare i quattro quarti di desktop bisogna trascinare lo schermo. Per il resto abbiamo quattro desktop virtuali (normalmente ne uso solo due ma per l’occasione ho messo l’impostazione predefinita) ognuno con una propria identità/attività creata apposta. Possiamo personalizzare a piacimento e poi, una volta capito che si tratta di codice totalmente immaturo e preliminare (tipo la CPU al 100%), eliminare il tutto :)

Beh non è semplice: l’integrazione è (ancora?) approssimativa, per cui ogni volta che abilitiamo questa opzione tutto quello che succede è che Plasma crea tante nuove attività quanti sono i desktop virtuali. Poi però se si vuole tornare indietro bisogna prima disabilitare la spunta e dopo eliminare manualmente tutte le attività, causando ovviamente tanti fisiologici crash quanti sono i desktop virtuali e/o le attività in eccesso :D

Verdetto: mi piace! Una volta migliorata dovrebbe essere integrata con la gestione dei desktop virtuali e resa predefinita. Augh, ho detto.

Usa una Dashboard separata

Questa opzione, decisamente più immediata da capire (o no?), rende possibile avere una Dashboard separata dal Desktop, e posta in un livello nascosto. È un’opzione a lungo richiesta da molti e seppure in apparenza non così importante, basta a trasformare la dashboard da tronfio regno delle possibilità a umile e utile spazio aggiuntivo per contenere i plasmoidi, che finalmente così hanno un senso.

MacOSX - Pollycoke :)" rel="lightbox[pics4751]" href="/wp-content/uploads/2009/04/dad005.jpg">KDE 4 Dashboard su livello nascosto come in MacOSX - Pollycoke :)

Se questa fosse l’impostazione predefinita di Plasma, e se in aggiunta fosse scoraggiato l’uso di plasmoidi sul desktop, avremmo una implementazione a mio parere razionale ergonomica e funzionale… e d’altra parte avremmo anche ricopiato pari pari la Dashboard di MacOSX :D

Verdetto: mi piace! non sono certamente l’unico che fatica a giustificare questa centralità dei plasmoidi in KDE, stanno molto meglio in un livello nascosto.

Conclusioni e ricetta

Mi piacciono entrambe ma spero che non restino implementate a metà come sono adesso. È un po’ troppo ottimistico pensare che un utente che preme per sbaglio “Zoom Out” (che non è un vero zoom e non dovrebbe esistere, a priori) debba stare a pensare alle implicazioni filosofiche legate all’avere una Dashboard separata da possibili Attività che però possono essere più di una per accomodarsi al numero di Desktop virtuali…

Dal mio immodesto punto di vista, in questo modo si rafforza il sospetto che Dashboard, Attività e Desktop siano tre concetti totalmente slegati tra loro, e che usare Plasma sia un continuo navigare a vista. Queste due nuove opzioni sono spettacolari, ma andrebbero bene solo se fossero entrambe ben supportate, abilitate in maniera predefinita e integrate tra di loro. Poi se non si limitasse artificialmente il concetto di finto zoom ai soli plasmoidi sarebbe il massimo.

Ecco la personale ricetta del vostro affezionatissimo:

Beh, queste sono alcune delle mie idee. Potranno non convincere tutti, ma sono ragionate ed espresse in assoluta buona fede che possano servire a qualcosa: non uno stupido dare contro senza contribuire in qualche modo al processo di creazione di un’opinione diffusa. Marco e gli altri sviluppatori KDE sono persone comuni che lavorano per loro piacere e per nostra convenienza, spesso senza avere altro incentivo che un grazie!

Magari è un po’ articolato, ma questo è il mio modo di dirlo :D

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Commenti »

1. Hamcha - 10/04 @ 14:54

Il concetto di ZoomIN / OUT non mi ha mai interessato così tanto (raramente uso più di un desktop) mentre per la dashboard nascosta sono contro :/ , per fortuna è selezionabile la cosa.
Speriamo che questo concetto di ZUI porti a qualche risultati, per ora lo vedo solo un fastidioso pulsante.

2. R3DKn16h7 - 10/04 @ 15:29

Mi son sempre chiesto che senso ha avere desktop virtuali (= finestre diverse) e attività (=plasmoidi e sfondo diversi)… Per ora continuo con il buon vecchio GNOMO

3. kurtz77 - 10/04 @ 15:36

Tanto per capirci, adesso i plasmoidi possono anche essere visualizzati SOLO sulla/nella Dashboard? Vivaddio… :)

4. Sugo - 10/04 @ 15:39

Ho appena provato a usare le attività di KDE. Io son passato da KDE 3 a KDE 4 e avevo 4 desktop con una foto diversa su ogni desktop, e nelle prime versioni di KDE 4 mi mancava questa funzionalità.
Ora con le attività la cosa mi sembra ancora più funzionale. Sono più contento avere 4 desktop virtuali e attività separate, perché posso usare la stessa applicazione con diverse attività.
Facendo un esempio: se mi arriva la mamma a casa non c'ho il problema di cambiare foto sul desktop, basta cambiare attività. :)

5. Luca - 10/04 @ 15:52

A me piacerebbe molto avere la possibilità di decidere se visualizzare un singolo plasmoide solo sulla dashboard o anche sul desktop.

6. mashiro - 10/04 @ 16:40

Mi sono sempre chiesto che senso abbia avere più di un desktop se poi le stesse icone sono visibili da tutti. Mi sarebbe sempre piaciuto poter avere più di desktop “reale” dove si trovino magari wallpalìper diversi e icone diverse, non solo ospitare finestre diverse.

Se ci sono 4 scrivanie, non ha senso che voglia gli stessi fogli (e questo c'è già) e le stesse penne su tutte (e questo non capisco perché non sia lo standard), no?

7. cga - 10/04 @ 16:56

quoto e sottoscrivo /

8. cga - 10/04 @ 16:56

prova con la folder view……

(ecco magari ora il resto del mondo capirà a cosa serve XD)

9. pierissimo - 10/04 @ 16:58

beh che dire, l'idea di avere differenti desktop per differenti usi,è un concetto innovativo!!

ps.
Recentemente ho fatto la mia usuale prova di kde4, man mano che cresce il numero di versione, e devo dire che sono rimasto colpito dalla possibilità di poter inserire plasmoidi sullo screensaver, come il mini-browser!
Poi però disinstallo e torno a gnome ;-).

10. mashiro - 10/04 @ 17:10

Mi stai dicendo che posso aprire 4 folder view differenti sui 4 desktop (non 4 su tutti i desktop)?
Devo dire che non ci ho mai provato (e nel frattempo sono tornato a gnome) ma la cosa sarebbe decisamente ottima (forse solo per me)…

In generale folder view è l'unica cosa che sento mancare fortemente di kde quando uso gnome.

11. bLax - 10/04 @ 17:13

Al momento abbiamo delle non-finestre con dei non-controlli che stanno su un non-desktop….

mi sfugge un po il concetto di diverse attività per desktop: io gia uso cosi il cubo su gnome….ogni lato è un tipo di attività (ufficio, internet, social, musica…..) chiaro che devo essere io a tenere in ordine le cose….in questo caso si intende proprio un filtro che funzioni a priori per i tipi di attività che sposti sul desktop predefinito i programmi/task aviati?

12. Mercurio - 10/04 @ 17:40

Yep puoi usare una folder view come “wallpaper” diversa per ogni attività, o anche usare diversi motori di wallpaper per ogni attività, e magari metterci sopra folderview come plasmoide.

13. Mercurio - 10/04 @ 17:44

Nah, per ora in sostanza ogni attività è una differente configurazione del “wallpaper” e dei plasmoidi che ci metti sopra.

Per esempio potresti farti l'attività “desktop classico” con le classiche icone, oppure note + plasmoide posta e rss su sfondo animato di enlightment, oppure previsioni metereologiche con lo sfondo che cambia a seconda del tempo etc etc…

Insomma ragà… a dire la verità Plasma serve più che altro per costruire le interfacce grafiche che per esserlo esso stesso.

14. felipe - 10/04 @ 18:31

Esatto, ovviamente solo se si abilita l'opzione adatta

15. charon - 10/04 @ 19:40

Devo dissentire, come al solito ;)
Secondo me è giusto raggruppare le finestre attraverso i desktop virtuali come si è sempre fatto, ed è giusto raggruppare i widget attraverso le attività. In questo modo si separa chiaramente quello che è lo sfondo da quello che ci sta sopra. Trovo molto comodo la possibilità di legare un desktop ad un'attività e probabilmente potrebbe anche essere quello che farò in futuro, ma credo che sia abbastanza limitativo imporlo a tutti. E' comunque un vincolo, per esempio potrei voler usare un'attività su tutti i desktop virtuali e cambiarla a seconda di quello che sto facendo. Certo anche avere diversi folder view per ogni desktop virtuale avrebbe la sua comodità.
Per quanto riguarda la dshboard sembra che io sia l'unico non utente MacOS, se ho capito bene si tratta di mostrare i widget solo quando richiamati e non farli mai vedere sullo sfondo. Se così fosse la cosa mi troverebbe abbastanza indifferente, io voglio averli sullo sfondo ed è comodo per esempio quando ho aperto una finestra di kopete che occupa una piccola porzione dello schermo poter vedere contemporaneamente i plasmoidi.
Se la dashboard è un'altra cosa scusatemi e correggetemi.

16. Stefano Pompa - 10/04 @ 21:18

Ancora con molta confusione e indecisione ma la direzione è quella giusta:
http://stefano.sodini.com/cambiare-esperienza-u...

- Le attività che dovremmo poter predisporre in uno spazio contribuiscono allo stesso tempo a definirlo. Potrei pensare uno spazio che consente solo un numero ridotto di attività (guardare film, ascoltare musica e navigare in certi siti) ed altri che, non escludendo queste ne consentano anche altre (la shell!…)
- Sono daccordo, basta copiare, dobbiamo avere il coraggio di proporre qualcosa di veramente nuovo. Cosa è la dashboard? Concetto talmente alieno che, o la separiamo del tutto, o la integriamo davvero negli spazi (desktop?!). Preferirei quest'ultima :D
- Andiamo oltre… il concetto di plasmoide potrebbe andare… parlando anche di gruppi omogenei di plasmoidi… omogeneità dettata da coerenza stilistica e/o di metafora… oppure di gruppi di funzionalità…. Ci sono dei compiti ormai molto consueti: email, foto, musica, video, navigazione, editor testi… Perchè non creare gruppi di plasmoidi coerenti e superare il concetto di tema in qualcosa più simile ad una metafora diversa che superi quella della scrivania?
- Totalmente d'accordo con felipe sul continuare nella strada del composite che aveva davvero cominciato a provare a 'cambiare l'esperienza utente'. Certi 'effetti' sono in realtà arricchimenti che aumentano la ricchezza esperenziale e aiutano a capire l'azione creando delle affordance cognitive, degli inviti d'uso (vedi D. Norman: La caffettiera del masochista). Solo un esempio simbolico: il cubo ha finalmente fatto 'capire' meglio e venire voglia di usare 'sti 'desktop' di cui adesso si rifà un gran parlare e che prima non usava nessuno (pochi)! Poi adesso che finalmente funziona (con compiz non sono mai riuscito a farlo convivere con il video playback serio), sfruttiamolo!

Quoto, condivido e sottoscrivo totalmente la conclusione del post:
idee “ragionate ed espresse in assoluta buona fede che possano servire a qualcosa: non uno stupido dare contro senza contribuire in qualche modo al processo di creazione di un’opinione diffusa. Marco (?!? n.d.a.) e gli altri sviluppatori KDE sono persone comuni che lavorano per loro piacere e per nostra convenienza, spesso senza avere altro incentivo che un grazie!

Magari è un po’ articolato, ma questo è il mio modo di dirlo :D”

SteLe

17. david_e - 10/04 @ 21:29

Si hai visto giusto sulla dashboard OS-X.

Da __ex__ utente OS-X devo dire che non ho mai capito che senso abbia avere sti gadget se poi sono nascosti: se piazzo qualche cosa sul desktop e' per tenerla sotto controllo e averla sempre li a portata di mouse… che senso ha che sparisca?!? Mi ricordo, ad esempio, il widget per controllare iTunes: se ogni volta lo devo richiamare dall'iper-spazio della dashboard per cambiare traccia tanto vale che apra direttamente iTunes…

18. captain fucha - 10/04 @ 21:41

su osx possono rimanere sul desktop

19. hamming - 10/04 @ 22:10

Le metafore sono molto pericolose (cfr. Cooper, “About Face”), molti prodotti che estendevano il concetto di “stanza” per “ambienti di lavoro” sono semplicemente falliti perché richiedevano all'utente di interagire in modo sì naturale, ma anche in modo intrinsecamente più lento di quanto si farebbe nella realtà per ovvi limiti tecnici (ad es. mouse). [1]

Si dovrebbe poi iniziare ad andare oltre molte fisime da sviluppatore, come vedere ogni azione come conseguenza dell'implementazione, cose che non fanno altro che costringere gli utenti finali a ragionare come macchine (che però fa molto l33t, come usare il terminale).

Il plasmoide ad esempio è un concetto da informatico, è certamente molto bello che tutto il desktop sia un plasmoide, che contiene plasmoidi ecc ecc, ma a chi non sviluppa che gliene frega?

Ma ancora, non si può pretendere che noiosi studi di usabilità[2] siano condotti, e gratis, da gente che, sviluppando, occupa semplicemente il proprio tempo libero.

Ecco perché con il tempo sono diventato sempre più pessimista in questo campo.

In questi giorni in KDE vedo i primi modesti tentativi di prendere spunto dal ribbon. “They're doing it wrong”.

Software is hard, let's go shopping!

[1] Oddio, con i dispositivi touch la cosa potrebbe cambiare, ma non siamo ancora a un livello tale da potervi fare affidamento.
[2] e non intendo certo solo “studiare libri”, ma soprattutto il cuore del campo dell'interaction design: ricerche su utenti, con analisi statistiche, euristiche ecc

20. hamming - 10/04 @ 22:11

con questo commento volevo rispondere a stefano

21. Stefano Pompa - 10/04 @ 22:37

Ho apprezzato il contributo e mi chiedo se con il nuovo sistema di post si possiamo ancora sottosciverci ad una 'discussione'… a proposito di usabilità… scusate la 'nota di servizio'

22. no - 10/04 @ 22:45

Alla fine del post di felipe e prima dei commenti c'è un bel Comments feed ;-)

23. Stefano Pompa - 10/04 @ 22:46

A me sembra innvovativo propio il concetto di togliere la netta distinzione sfondo/quello che sta sopra. Sono d'accordo che bisogna cercare di imporre il meno possibile (meglio niente) in generale.
Sono d'accordo sulle widget a portata di mano.

24. Mah... - 10/04 @ 22:49

Perché bisognerebbe rendere predefinito (anzi, perché si dovrebbe rendere possibile) il far corrispondere attività e desktop che sono due concetti totalmente distinti? L'uno serve a ripartire le finestre, l'altro serve a creare differenti ambienti di lavoro.

KDE 4 sta diventando un caos!
Ci sono varie attività, ognuna con in suoi plasmoidi (e fin qui ok).
Si passa dall'una all'altra facendo uno zoom, mah, magari si potrebbe studiare la cosa per renderla più razionale:
- perché la parte inferiore rimane inutilizzata?
- perché posso scorrere sul vuoto ad libitum?
- perchè i pannelli, anch'essi come le attività contenitori di widget, sono “universali” e non legati alle attività?])
Ogni attività ha vari desktop virtuali,
Ora i vari desktop virtuali possono diventare attività distinte (e vengono visualizzati in modo squallido), questo deve valere per tutte le attività? E se no, come viene visualizzato il tutto?
Poi c'è l'opzione per fare sì che una finestra sia comune a tutti i desktop o meno, ma le fineste sono comuni a tutte le attività! e dunque cosa accade ora se passo da un certo desktop che non visualizza una finestra ad un'altra attività?
Poi ogni desktop-attività può essere una dashboard ma anche una mega-folderview o altre mirabolanti cose…
Poi la dashboard diventa indipendente dal desktop…

Basta, serve un ripensamento e una semplificazione radicale dei concetti alla base di KDE4, che sono indubbiamente innovativi e importanti, ma che allo stato attuale stanno creando una confusione infinita.

25. Stefano Pompa - 10/04 @ 22:50

Non l'avevo visto! Per ora non ho un feedreader e trovavo comoda la vecchia notifica per email ma mi adeguerò.

26. r p - 10/04 @ 23:17

Cavolo! Ho finalmente capito che cosa è la dashboard e a che serve il relativo pulsante/plasmoide! XD

Cmq, mi piace molto l'idea di luca di poter scegliere, per ciascun plasmoide, se renderlo visibile o meno.

27. s-y - 11/04 @ 0:34

sara' che mi condiziona l'assuefazione all'uso di fluxbox, con cui tra l'altro (salvo non automatismo della fase di configurazione) si gestisce bastantemente (e automaticamente) bene il concetto di attivita' come desktop, e fatto salvo che l'unica (presunta?) innovazione ad ora sarebbero i plasmoidi, mi pare che l'esperienza d'uso di kde4 stia tendendo verso una certa …ipertrofia. lo dico dall'esterno, non utilizzandolo se non saltuariamente.

btw, resto convinto che la sola vera “rivoluzione” dell'esperienza d'uso sara', e chissa' forse ci sarebbe gia' se i genidelfintomarketing avessero meno potere, l'interfaccia vocale.

28. LuNa - 11/04 @ 2:47

tutto bello, tutto figo. a parole.
come dice felipe, se non si fa un'implementazione “human beings” qui c'e' da scappare, altro che gioire.

29. taralli di formica svedese - 11/04 @ 3:40

innovativo una sega, stanno scopiazzando da gnome 3..
il termine ''innovativo'' riguardo ad alcuni DE di linux e' una cosa sconosciuta, tranne gnome shell (ed e17) che se fatta bene sara' fantastica e con le gtk3 se faranno tutto quello che dicono sara'ancora meglio.
bah..
spero solo che questa cosa faccia incazzare quelli di gnome in modo che si spremino il cervello per fare le cose meglio.

ciao

30. Stefano Pompa - 11/04 @ 5:51

La metafora, più la arricchisci e più ingabbia, non va bene per tutti gli utenti per tutte le attività… sono d'accordo. Se vogliamo che l'informatica esca dai confini degli sviluppatori e dei pochi adepti un modo è tuttavia quello di consentire e facilitare l'esperienza anche in quella direzione.

Il pc, rispetto ad altri 'elettrodomestici' (ogni riferimento al Felipese è puramente voluto) consente di configurare a strati, di dividere i livelli l'esperienza utente: a me un'interfaccia molto ricca e metaforizzata starebbe stretta ma vorrei poterne pre-disporre una per mio figlio così, oppure per me quando interagisco con il telecomando, stile media center.

Ritengo il superamento dei limiti del mouse ormai consolidato come obiettivo: anche senza andare a scenari stile 'Minority report' ho visto un pc a mediaworld con un touch screen convincente (era della HP? con Winzoz?). Strano che ancora non ci siamo!? Il problema più difficile a mio avviso è la condivisione di una 'visione' su obbiettivi e scenari di un sistema operativo o DE, specialmente nella comunità del software libero. E la traduzione di questa visione in obbiettivi e passaggi concreti da realizzare (plasmoidi?) è indispensabile, non 'pippe' da sviluppatore.

Se quegli studi (noiosi?!?), e lo scopo che si prefiggono, occupano un posto centrale nella direzione di sviluppo del software libero e aiutano a realizzare un forte grade di innovazione, chi occupa il suo tempo libero su questo scopo sente di far parte di un progetto che non ha niente da invidiare da Apple o addirittura dalla scuola di Palo alto di Xerox! (forse ho esagerato?!).

Ogniuno dà il contributo come può e sà: chi conosce il codice scrive quello, chi conosce o approfondisce gli studi di usabilità fà quelli. Chi sà entrambi… beato lui!

31. kurtz77 - 11/04 @ 8:42

Torno a scrivere e vado un po' fuori dal seminato per spendere due parole sul concetto di plasmoide e sulla sua implementazione reale in KDE4.
Quello che sta uscendo dalle mani degli sviluppatori non ha alcun senso.
Non hanno senso 30 diverse applet per le previsioni metereologiche, non hanno senso 10 lanciatori delle applicazioni, non ha senso Bball, non hanno senso 5 aggregatori di feed, 6 blocchi note, Luna, Marble (sic!) e compagnia bella.
Non ha senso l'ennesimo sensore della CPU!
Mi sarei aspettato, e continuo ad aspettare (e sperare), più microapplicazioni integrabili nello spazio desktop.
Roba semplice, senza tante pretese.
Ma dico, vi farebbe schifo un plasmoide che taglia&cuce in modo minimale, (come farebbe iMovie nudo e crudo su OSX) i vostri video facendo semplicemente drag'n drop delle clip da una folderview a caso sul vostro desktop, per esempio?
E vi farebbe schifo se trascinandoci pure l'mp3 vi fa la clip con la colonna sonora?
Abbiamo davvero bisogno, tutti i giorni, di kdenlive o avidemux?
Vi fa schifo pluggare la fotocamera o la videocamera ed essere accolti da una folderview che si apre sul desktop e riassume quelle 3 o 4 funzioni fondamentali che potrei voler fare, piuttosto che aprire digikam o kino o lo stesso kdenlive?
Magari acquisterebbe un senso anche quella linguetta al lato di ogni plasmoide. :)
Abbiamo davvero bisogno di k3/4b per masterizzare 10 foto o 2 mp3 o per guardarci un DivX in salotto (e poi buttarlo, magari), o basterebbe una dannatissima finestrella (plasmoide) in cui trascinare quello che serve e premere su un pulsantone con scritto semplicemente “Brucia”.
Basterebbe implementare script robusti e collaudati, librerie a prova di proiettile, (ffmpeg, cdrkit) in utility minimali, e spargerle (quelle sì) ai quattro desktop, magari usandole sinergicamente con quel famoso zoom sulle attività, che non sappiamo cosa farcene al momento.
Potrebbe essere l'evoluzione, in salsa plasma, degli Action Menù.
Spero che qualche sviluppatore (poco impegnato) raccolga questo accorato grido di dolore. ;P

Ciao

32. hamming - 11/04 @ 8:57

limitatamente ai mediacenter, attualmente le interfacce mi paiono sufficientemente buone, a mio parere non abbiamo bisogno di metafore più ardite in quel campo.

la “scelta” che poi tu proponi mi pare cozzi quasi con l'idea di interaction design; non è certo chi usa il software a modellare l'interfaccia (se non entro certi limiti)

ancora una volta, poi, sì, il mouse va superato, ma cosa fare *adesso*?

le evoluzioni di comunità sono *lente*. questo è semplicemente innegabile.

E ti dò ragione completamente sulla mancanza di visione e di direzione, soprattutto trasversalmente alla miriade di progetti che concorrono a costituire un desktop Linux. D'altra parte, qual è la soluzione?

Shuttlework – per dirne uno – non si arrischia, per non essere tacciato – come è già successo, per esempio quando ha osato suggerire la sincronizzazione dei rilasci – di despotismo; e Ubuntu? zOMG non contribuisce al kernel (oh, Kroah-Hartman, quante risate! ma va' va').

Le ricerche di usabilità, per un programmatore, sono un'attività noiosa, che richiede poi tra l'altro strutture adeguate per essere condotta (no, la telemetria, che è pure *più noiosa*, non basta assolutamente); come ho detto, non puoi pretendere che persone che per rilassarsi buttano giù un po' di righe di codice (eventualmente anche parecchie) si sobbarchino un tale peso GRATIS. Lo dico per esperienza.

Insomma, va bene la gloria, ma quando il carico diventa *pesante* mi rendo conto che quella non basta più; motivo per cui progetti anche validi finiscono eventualmente per capitolare: mancanza di motivazione; anche il vil denaro è motivazione, e, per quanto vile, serve.

33. Mercurio - 11/04 @ 10:19

Lo scopo di Plasma non è la “creazione di un'interfaccia”, ma di creare un motore che faciliti la creazione di interfacce. Per questo ti sembra un caos: semplicemente in questa fase si aggiungono possibilità più che scopi.

Io penso che anche alla luce dei commenti qui sopra, questa sia una strada sensata. Se avessero scelto un'interfaccia e un paradigma specifico e questo si fosse rivelato “sbagliato” o “vecchio” prima ancora di nascere?

Invece in questa fase la comunità può produrre plasmoidi a non finire, che poi potranno essere selezionati (da KDE, dai distributori, dagli utenti) per creare interfacce con uno scopo, e anche diverse interfacce per ogni scopo specifico!

Per come funziona l'opensource mi sembra una strada sensata.

Per esempio, adesso Seigo ha posto il problema della creazione di un'interfaccia per Netbook usando Plasma, che sia specifica per netbook ma in un certo modo stilisticamente riconoscibile come “KDE4″.

Se Plasma consentirà agli sviluppatori di farlo in maniera facile, allora avrà centrato il suo obiettivo ;)

34. Mercurio - 11/04 @ 10:28

Il confine tra sviluppatori e utenti è molto sottile in questa pagina, meglio ricordarsi che stiamo commentando qualcosa che Felipe ha tirato fuori dall'SVN – cioè mentre lo stanno ancora programmando!

In questa fase gli utente vedono “la novità sono i plasmoidi”, mentre gli sviluppatori vedono “la novità é che posso usare plasmoidi per costruire un'interfaccia”. Anche i pannelli e lo sfondo del desktop sono plasmoidi o contenitori di plasmoidi.

L'esperienza d'uso dell'utente dipende da quale interfaccia quelli di KDE/i distribuitori/l'utente stesso si costruirà.

Certo sarebbe bello avere già tutto bello e finito ma i tempi che ci vogliono con le risorse che si hanno sono i tempi che ci vogliono con le risorse che si hanno ^^''.

35. Stefano Pompa - 11/04 @ 10:31

A me piace, nel concetto di plasmoide, la granularità e modularità che potrebbe esprime se coordinato in insiemi coerenti. Dare la libertà all'utilizzatore di comporre il suo spazio un pò come ad esempio succede in igoogle. Avanti! Mi modello la homaepage con dei singoli pezzi, come la voglio io. Potente. Big G coordina e sostiene una cornice che contiene i contributi. L'utente ha libertà e flessibilità. La direzione è quella giusta.

In comunità le evoluzioni sono lente perchè concorrono democraticamente molte più persone a formarle e propio per questo hanno più gambe. Trovare visioni e direzioni è una sfida più difficile ma potenzialmente più promettente rispetto al modello propietario.

Una buona idea, un'applicazione riuscita, una originalità apprezzata… può venire da un'intuizione, non necessariamente da studi particolari che certo sono importanti, ma è naturale che vengano da strutture adeguate (università, centri di ricerca..). Il bello della comunità è che anche il singolo, quando indovina… viene fuori per qullo che produce e propone… 'la gloria' (e quello che ne consegue) ti può 'ripagare' di molti sacrifici.

Forse è una visione un pò idealistica, illusoria, etica, velleitaria, fuori dal mondo… non sò…forse mi piace propio per questo :D e la storia è piena di illusioni che sono diventate realtà!

36. Mercurio - 11/04 @ 10:33

Proprio perché il problema è la difficoltà di imporre una visione in un progetto opensource così ampio, secondo me la scelta di costruire Plasma, che non è un'interfaccia ma un motore per costruire interfacce, ha molto senso.

Se si dispone di un motore per creare interfacce, l'interfaccia verrà fuori per “selezione naturale” del mare prodotto dalla comunità, inoltre piccole organizzazioni come i distributori possono usarla facilmente per realizzare la propria “visione”.

37. Mercurio - 11/04 @ 10:35

Imo lo scopo non è tanto dare libertà all'utilizzatore ma dare libertà ai livelli intermedi (sviluppatori, distributori) di costruire un'interfaccia e un paradigma adatto agli scopi.

Poi certo i power-user fanno quel che vogliono. X)

38. Stefano Pompa - 11/04 @ 10:41

A me sembra che semini invece! Alcuni spunti che proponi allargano e concretizzano quello che avevo in mente e mi piacciono molto.
Avere 5 aggrgatori, 6 blocci note e 30 previsioni sarebbe ancora più una risorsa e meno confusioanrio se fossero in qualche modo sistematizzati in ambienti coerenti.. lasciamo anche stare le metafore… ma diamo dei criteri che sò, sarebbe carino se KDE4 superasse il concetto di tema allargandolo ad insiemi di plasmoidi raggrumati in spazi… le attività che questi spazi invitano/consentono di fare è una conseguenza… intanto fammi almeno decidere tre acvolo si sfondi statici diversi no!!!!!

39. Non Rivendicato - 11/04 @ 10:42

ma le immagini valgono più di mille parole:

http://img139.imageshack.us/img139/6365/activit...

40. Stefano Pompa - 11/04 @ 10:48

Concordo pienamento con questo e con gli altri tuoi interventi

41. Stefano Pompa - 11/04 @ 10:51

OoooooHHH!!! Mi piace! Felipe, ci vorrebbe il pollicino alzato come in FB. Non mi ci mandare, una chiede :D

42. Stefano Pompa - 11/04 @ 10:57

E se fossero…
- 4 stanze di un castello invece di 4 foto belle ma slegate? Se l'effetto, invece del cubo fosse una porta che si apre?
- 4 pianeti di una galassia (per trovare una più astratta) e la transizione una zoommata tipo astronave che si muove
- 4 piatti con del cibo in una tavola con transizione di cambio tra uno 'spazio' e l'altro… mangereccio, morsicareccio
- 4 ….

43. hamming - 11/04 @ 11:28

la selezione naturale non è semplicemente adatta ad ottenere software usabile;

la selezione è alternativamente

a) fatta dagli sviluppatori, ma sfortunatamente chi sviluppa non ragiona mai come un utente;

b) per accontentare gli utenti: peggio ancora, gli utenti NON sanno quello che vogliono, e ascoltare le loro lamentele nella maggioranza dei casi non produce nulla di buono. Le persone sono abitudinarie, e odiano il cambiamento, anche se è in meglio. Ecco perché in questo caso è bene ci sia una direzione imposta (ovviamente sostenuta da ricerche serie).

La “visione” per definizione non può nascere per selezione naturale. Tutto qui.

La stessa “libertà di scelta” è illusoria: se i cosiddetti “power user” sono felici, d'altra parte dare centinaia di possibili scelte è solo, per chi il software lo usa, alternativamente, una perdita di tempo o fonte di dubbi (persino timore).

44. Mah... - 11/04 @ 11:57

Boh, KDE è un DE e come tale deve fornire un'interfaccia, sta all'utente plasmarla come preferisce e adattarla ai suoi scopi, ma deve avere a sua disposizione un ventaglio chiaro di opzioni e una struttura flessibile ma semplice.
Mi pare che le novità che si stanno introducendo per accontentare tutti stiano in realtà snaturando quelli che erano i concetti di base dell'interfaccia; e questo semplicemente per “rendere tutto possibile”, anche ciò che non rientra nei paradigmi del nuovo desktop, solo perché qualcuno non li ha capiti o perché non vuole abbandonare le vecchie funzionalità di KDE3.
Molti si lamentavano di non poter dare sfondi diversi ai vari desktop non capendo quella che era la vera funzione dei desktop virtuali! Così, per accontentare queste persone (che in pratica chiedevano le già-esistenti attività) si è reso possibile mescolare desktop e attività creando un bel pasticcio perché l'uno nasconde la finestre, l'altro i plasmoidi.

Perchè gli esperti di usabilità recensiscono solo le app e non mettono mano pesantemente su plasma? Perché hanno paura che Seigo richiuda il blog?

45. dart - 11/04 @ 13:38

sarà una cosa stupida, ma diverse volte mi sarebbe servito un'opzione “copia plasmoide” (con le stesse opzioni/personalizzazioni), soprattutto se (da quello che ho capito) con quest'implementazione, aggiungere un plasmoide significa aggiungerlo su un solo desktop…

46. kurtz77 - 11/04 @ 14:54

@Stefano Pompa

Siamo semplici. Non c'è nulla che non va nel permettere all'utente finale di organizzare il proprio spazio di lavoro come meglio crede. E la sintesi raggiunta con l'attuale metafora di desktop mi pare già abbastanza soddisfacente per pensare di stravolgerla ulteriormente.
Il tuo concetto di Desktop è inutilmente barocco, oltreché poco pratico nell'uso quotidiano.
Ci troveremmo, come di fronte ad una avventura grafica, alla ricerca dell'hot spot, può andare bene quando racconti una storia e implicitamente accetti di stare al gioco, diventa un ostacolo quando il tuo scopo primario è semplicemente quello di organizzare e razionalizzare il lavoro.
Quello che realmente non funziona (a parer mio eh?) nell'attuale implementazione dei plasmoidi, è che continuano ad essere considerati una versione stilosa delle vecchie applet karamba e quindi utility sostanzialmente statiche e limitate nell'interazione con l'utente finale.
Il plasmoide è un concetto dinamico e la ragion d'essere di kde4.
Dotare un desktop di una interfaccia plasmabile a piacimento, che alla fine posso solo guardare, perchè tutto quello che c'è sulla scrivania è inutile/futile, è solo una perdita di tempo e di risorse.
Si è voluto abbattere il concetto di desktop come “luogo delle icone per lanciare i programmi” per farne cosa? Il luogo della paccottiglia informatico/metereologica?
Io voglio starci su plasma, il più possibile, mi piace, ma voglio usarlo (le applicazioni QT4 continuo a percepirle come un corpo estraneo al desktop, qualcosa che ci doveva stare, ma che non è realmente integrata col resto, aliena quanto un software scritto in gtk), voglio che diventi un pratico strumento di lavoro, lo voglio brulicante di attività che siano realmente utili, non il salotto buono da mostrare agli amici quando mi vengono a trovare, tutto bello, luccicante, ma in fondo in fondo un po' ingessato. Non ha nessun senso personalizzare una, due, dieci attività se poi non ho alcun contenuto reale per poterle riempire. A meno che non vi divertiate a piazzare orologi su ognuno di esse.
Del resto é anche questa una esplicativa metafora del mondo reale, no, quando non hai niente da dire che fai?
Parli del tempo e del terribile freddo che fa a gennaio, perchè, signora mia, mi creda, non esistono più le mezze stagioni… ;)

Ciao

47. Mercurio - 11/04 @ 15:42

Poco conta quello che è adatto o non adatto, conta quello che accade (cit di me stesso ^^').

In altre parole, l'OpenSource ha sempre funzionato così, e mi sembra che qualcuno lo usi.

Se poi qualche organizzazione che ha una visione e un target precisio di utenti vuole farci qualcosa, pronti! Ha gli strumenti per costruire la sua interfaccia gentilmente forniti da Noaltri (TM)

48. Mercurio - 11/04 @ 15:45

Per come funziona KDE ci entrano per forza le idee di tutti per accontentare tutti. De', hai visto quante idee differenti solo in questa pagina?

Che poi quando qualcosa viene rifiutata solitamente accade un incidente diplomatico…

49. Mercurio - 11/04 @ 15:50

Grandioso! La funzione era già integrata in KDE4.2 anche se non esposta, e già stanno copiando da GNOME3.0 che ancora deve uscire!

Cacchio, invece di essere programmatori sono Veggenti!!

Comunque Plasma è fatto anche per copiare velocemente le buone idee, e se riescono a copiare qualcosa prima ancora di quelli che lo stanno facendo, vuol dire che Plasma funziona come deve.

E questo meccanismo che consente anche la copia preveggente lo trovo decisamente originale X)
(oltre ad essere costato anni di programmazione)

50. hamming - 11/04 @ 16:53

traduzione: questo è, questo ti cucchi.

Esattamente IL problema di cui sopra.

51. Stefano Pompa - 12/04 @ 15:09

Il composite (compiz, beryl…) spesso viene considerato come l'esempio degli orpelli inutili. Io ritengo che in alcuni casi invece aggiunga qualcosa di prezioso e importante.

Prendiamo un esempio concreto, tre operazioni banali fatte con una scorciatoia da tastiera: chiudere una finestra, minimizzarla e cambiare 'desktop'. In alcuni casi, senza alcuni effetti attivi, tutte e tre queste operazioni hanno un effetto pressochè identico: la scomparsa dell'unica finestra aperta. La differenza concettuale delle tre operazioni stà tutta nella testa dell'utente che le effettua. Solo nel caso in cui queste conoscenze esistano in questa testa. Altrimenti rimane un senso di smarrimento, confusione, incertezza che certo non possiamo definire una 'esperienza piacevole'. In tutti i casi si tratta di un lavoro congnitivo, interno, nella testa dell'utente.

Con gli opportuni effetti attivi quando minimizzo vedo la finestra che si distorce, si rippiccolisce per infilarsi in una barra in fondo con un movimento che richiama l'entrata di un 'genio su una lampada'; quando chiudo vedo una finestra che brucia; quando cambio 'Desktop' vedo il mitico, famoso a ragione, cubo rotante che concretizza e rende familiare, intelleggibile un concetto che altrimenti rimarrebbe astratto. In altre parole, la conoscenza che (se c'era) rimaneva nella nostra testa, adesso viene… esternalizzata… rappresentata… metaforizzata… Non deve stare nella mia testa per esssere compresa è più semplice da capire…

Tutto questo è barocco? W il barocco! Stò dicendo che è meglio il barocco? No! Personalmente ho a disposizione diversi programmi grafici per gestire i pacchetti della mia distro, ma preferisco usare quotidianamente la shell per quel compito. In lavori a me molto familiari e ripetitivi, certi effetti mi danno fastidio. Quando conosco esattamente il percorso di un file o cartella e lo apro per l'ennesima volta mi sentirei 'ingessato' a dover navigare tra icone e cartelle.. conosco il nome!
Dico solo che vorrei poter scegliere: minimalista e libero per quel compito/utente, barocco e ingessato per quell'altro, cementato e roccocò per questo, dadaista per quello, surreale per quest'altro….

Del resto, se volevo un'esperienza piatta, ad un livello solo, che va bene così com'è… per tutti e sempre uguale… non passavo il tempo sul mio pc… ma accendevo la TV!

52. kurtz77 - 12/04 @ 15:38

Se conosci già il file, sia esso il nome, il tag, il genere, l'autore o tutto quello che vuoi (a patto che stai al gioco, ovvero ti sei preso la briga di catalogarlo) basta lanciare ALT+F2 e digitarlo nello spazio esiguo di krunner.
E' una magia anche quella, senza bisogno di castelli, scrivanie, biblioteche.
Senza bisogno di esempi. Basta la parola. ;)

Ciao e Buona pasqua

53. Vide - 12/04 @ 23:53

Se l'attività è per i plasmoidi e il desktop virtuale per le finestre, se io sto lavorando con le mie cose e voglio cambiare di “spazio” a rigor di logica cosa vorrò? Le finestre che svolgono la funzione X *e* i plasmoidi che coadiuvano/svolgono la funzione X. no?

54. Vide - 13/04 @ 0:03

Rispondo qui ma in realtà voglio rispondere a hamming (sto sistema di commenti nuovo fa kakà).
Hamming: tu stai semplicemente rientrando nel trito e ritrito discorso del bazaar vs la cattedrale. Per lo sviluppo del software il sistema bazaar ha dato il la a i vari metodi “agili” che è ormai provato funzionino meglio dei sistemi classici. Ma qui siamo ancora in ambito team controllati… se portiamo il discorso a livello di coordinazione l'opensource non è (quasi) mai stato un “design by commitee” ma anzi un sporchiamoci le mani col lavoro… e i guru (o team di guru) con visione ci sono sempre stati. Tu giudichi tutto questo come un caos? ê possibile sì, ma come dice giustamente mercurio è la selezione naturale allo stato puro. Se certi progetti sopravvivono è perchè c'è una massa critica sufficientemente grande perchè sopravvivano. In ogni caso basta guardare al mondo desktop Linux come se fosse o peggio ancora DOVESSE essere uno unico. Sono *almeno* due e anche se il kernel è lo stesso per l'utente semplice è come se fossero due sistemi operativi differenti.
(ok mi sa che ho perso un po' il filo del discorso :P )

55. hamming - 13/04 @ 8:29

vide, parlo di coordinare in modo trasversale. finché i progetti rimangono tutti totalmente indipendenti e c'è sempre qualcuno che può sfanculare un layer, non si va da nessuna parte

Tra l'altro, supponendo che ogni layer *serva* e non si possano operare semplificazioni (cosa non vera, vedi Wayland)

56. reia - 14/04 @ 15:57

Mi accontenterei di riavere il mio “click tasto destro-menu aplicazioni”…
non so, rimango dell'idea che prima bisognerebbe livellare tutte
le lacune e poi cominciare a costruire le torri.

57. felipe - 14/04 @ 18:12

Vide: perché fa kakà? Ho limitato io il nesting: non posso certo lasciare che ci si indenti all'infinito!

O ci sono altri problemi con disqus? A me sembra che funzioni piuttosto bene…

58. felipe - 14/04 @ 18:14

Beh se ti registri a Disqus puoi cliccare su “Lke”, non c'è il carinissimo pollicino alzato di FB ma si capisce lo stesso ^^

59. Stefano Pompa - 14/04 @ 21:51

Scusa, l'ho visto subito dopo aver scritto il post!

60. Stefano Pompa - 15/04 @ 19:19

Siamo molto all'inizio… qui si vedono solo orologi… ma il wallpaper dinamico potrebbe partire da questo:
http://www.vladstudio.com/it/wallpaperclock/bro...
Qui le istruzioni per metterlo su Ubuntu
http://ukuntu.blogspot.com/2009/04/wallpaper-di...