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Ecco perché Linux fa schifo

In Opinioni, Post Imperdibili il 6/05/09 @ 19:47 trackback

Qui l’articolo su Linux Insider. Qui la presentazione in formato ODP1 .

Linux fa schifo, ma anche no ;)

Per chi non masticasse la lingua dei vecchi nuovi barbari, i punti principali sono:

Sorpresa: li condivido tutti. Linux fa dunque davvero schifo? ^^ No. Chi ha presentato il discorso ha messo bene in chiaro che questa è una discussione interna, tra gente che ama Linux e che ne apprezza velocità, stabilità, apertura eccetera. Altro distinguo: si è scelto di non parlare di Embedded Linux, server e marketing, per focalizzarsi essenzialmente sulla duplicazione di sforzi.

Soluzioni proposte

Il climax della presentazione non è infatti la critica facilona, ma le soluzioni facilone ;) Tipo: “adottiamo un unico framework audio!”, oppure: “scegliamo un unico sistema di gestione per i pacchetti!”, o ancora, e più importante: “contribuiamo (con soldi) allo sviluppo!”. Tutte soluzioni che interpreto con dovizia di punti esclamativi, come potete notare.


Oltre a questo è stato discusso il problema dei finanziamenti ai progetti open. È preso in esame il caso di Ardour, un Digital Audio Workstation libero che spicca per eccellenza tra tutti i progetti open source. L’autore di Ardour cerca di fare lo sviluppatore a tempo pieno per il suo progetto, ma vive di sole donazioni, che non superano di molto i $24.000 annuali. Pochino, considerando il valore del software che produce, e dando una rapida occhiata al preziario della concorrenza chiusa…

La mia opinione è che questa presentazione è interessante proprio perché riassume molto bene il punto di vista non tecnico, di semplici utenti. Parlate con qualsiasi sviluppatore di ALSA, PulseAudio, Gstreamer, Open Sound System, aRts, Esound, Phonon, eccetera e vi convincerà immancabilmente della assoluta necessità di quel framework ^^, confrontate però le realtà di Windows e MacOS e vi renderete conto che non esiste nemmeno una percentuale di tale duplicazione, con buona pace degli evoluzionisti2 che sostengono la necessità di provare quante più alternative possibile.

Facilone per quanto possano sembrare queste soluzioni, sotto sotto siamo tutti convinti che se le teste giuste dessero una spinta più decisa all’unificazione di framework e soluzioni parallele, avremmo presto trovato una soluzione al punto più importante di quella lista: la mancanza di applicazioni e giochi3 di terze parti.

Sfido chiunque a sostenere il contrario.

Note all'articolo:

  1. Che ormai è supportato anche da Microsoft Office, anche se in una maniera simpaticamente tutta sua -.- []
  2. Tra i quali mi metto anche io []
  3. E ci aggiungo: driver []

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Etichette: ,
  • pierissimo
    putroppo è quella il problema che sta alla base... manca compattezza.
    Anche se vedo un pò difficile la convivenza tra "compattezza" e la "libertà/vastità" che contraddistingue il mondo del pinguino.
    In fin dei conti, macos è superiore proprio per quello.
  • carlo01
    macos non e' superiore, e' semplicemente chiuso.
  • @carlo01:
    non inventare parlando per sentito dire, scaricati liberamente il core, sono anni che è reso disponibile.
    Inoltre con progetti come fink hai accesso a una quantità inimmaginabile di sw open, in gran parte in ambito scientifico.
    Se poi per chiuso intendi che si paga e quindi non puoi scaricarti i sorgenti dei framework ma solo gli headers, ti stupirà ma sappi che è un O.S a pagamento.

    @polly
    Non so se lo ricordi, ho provato a cercare nel tuo blog ma non ne ho trovato traccia.
    Un paio di anni fa ti segnalai questo thread http://forum.ubuntu-it.org/index.php/topic,7720... e ne nacque un post con tanto di discussione, mi avrebbe fatto piacere rileggere cosa si disse all'epoca, non credo siano cambiate le cose, comunque.

    Indubbiamente in questo seminario si sono dette cose giuste, ma basti vedere cosa successe all'epoca di beryl e compiz, o con le lotte intestine per Icewasel, per capire che questo è stato, è, e rimarrà assolutamente un punto debole su cui dubito si potrà mai fare niente. Frammentazione dovuta a persone che comunque lavorano sì in team, ma virtuale, la stragrande maggioranza non collabora che attraverso il computer, e non sempre si riescono ad appianare le divergenze, non lavorando fianco a fianco FISICAMENTE con una persona.
    Aggiungiamoci troppi fondamentalisti che in alcuni progetti hanno causato rallentamenti SPAVENTOSI in lungo e in largo, e direi che la ricetta è bella che fatta.

    E'un peccato, perchè così si perde tempo prezioso per il reverse engineering delle periferiche.
  • darkham
    su windows e macos non puo' esserci una situzione comparabile sul fronte audio, cosi' come sul fronte video e l'hardware, perche' dal momento che pagano per le specifiche hardware dei produttori, ed il contrario, possono e devono tranquillamente avere un solo standard.
    Finalmente nel 2009 viene fuori che molti discorsi su linux e l'open source sono aria fritta, da teenager in piazza.
    L'apertura non deve essere l'alibi per dare per scontato che QUALSIASI cosa debba formalmente avere un peso, nella maggior parte dei casi, gravoso in ogni ambito componentistico di linux.
  • Riccardo Moroni
    Naturalmente Linux non fa schifo ma ha seri problemi, questo è evidente. Non è giusto che si unifichi/appiattisca il panorama delle applicazioni per Linux ma penso che sia giusto che le distribuzioni facciano una giusta "Selezione naturale". Ognuno si prenda la responsabilità di selezionare solo i progetti che ritiene migliori, collaborando a stretto contatto con gli sviluppatori e magari (anzi soprattutto) con gli altri distributori che hanno fatto la medesima scelta.
    La diversità e bella ma va definita entro certi limiti, altrimenti ci si trova con lo stesso discorso dei gruppi sanguigni: siamo tutti uomini ma chi ha il sangue di tipo A ha qualche proble ma nelle trasfusioni.
  • smif1984
    Felipe, a proposito di donazioni, perchè non esiste (a quanto ne sò io) un "Donate Day"??
  • Il tutto si puo riassumere con la frase:
    "Divisi cadiamo".
    Mentre nel mondo OS si fanno continue lotte "tra poveri", la concorrenza chiusa potrebbe raggiungere linux e in generale l'OS nei suoi punti di forza.
    Speriamo che questa presentazione sia un primo passo contro il masochismo caratteristico della comunità del sw libero.
  • destynova
    Si deve stare attenti quando qualcuno inizia un discorso con "Ecco perché linux fa schifo", l'ultima volta fu il preludio di mono...

    Audio e video editing sono problemi derivanti dal primo punto elencato, un sistema audio e video frammentato. Il bello è che alcune soluzioni diventano, poi, il problema, vedi pulseaudio. Gstreamer, poi, come framework multimediale nasce male con una implementazione legata ad un DE e con prestazioni scarsine comparate ad altri framework.
  • YAWN
    E' EVIDENTE che Ubuntu e Debian dovrebbero passare a RPM,
    in accordo con le raccomandazioni di Linux Foundation.

    Ma gli ubuntari/debianari ti risponderanno sempre con questa frase
    "gli rpm fanno cagare e chissenefrega di Linux Foundation, sei solo un troll, spero comunque che le divisioni tra linari finiscano"
  • e ma se già ti rispondi da solo non c'è più gusto per il flame :D

    comunque sono d'accordo con quasi tutto l'articolo. penso che però le aziende incominceranno ad investire soldi solo quando comparirà una sorta di stardardizzazione delle componenti gnu/linux. ovviamente questo potrebbe comportare ad un numero minore di distribuzioni; d'altronde vale il detto "pochi ma buoni", e "sprecare" risorse (soldi, sviluppatori, tempo) è stupido.
  • Non capisco che ci azzecca Phonon con tutti gli altri (ALSA, PulseAudio, Gstreamer, Open Sound System, aRts, Esound)... È come dire che Solid non serve perché tanto c'è HAL. -.-"
  • Faccio il dentista. Uso linux da anni. Tutti i miei tentativi di usare linux al lavoro sono miseramente falliti (per lo meno sul lato client, il server linux invece riesco ad utilizzarlo più che bene con le applicazioni di cui ho bisogno). Per tanti anni ho sognato che prima o poi arrivasse il momento in cui linux sarebbe stato pronto ad accompagnarmi anche nel mio lavoro quotidiano. INVANO. Le mie ultime speranze sono riposte in Android.

    @YAWN quoto su tutta la linea il tuo commento.
  • pazuzu
    la mia premessa è la stessa di quelle fatte sinora: amo linux, l'opensource e la logica che vi sta dietro. nonché questo continuo brulicare di nuove soluzioni e proposte.
    mi fa ridere, però, quando si parla della bellezza di linux e dell'opensource perché "segue la logica evoluzionistica".
    la logica è, invece, assolutamente antievoluzionistica.
    in un sistema evoluzionistico è vero, sì, che escono fuori "diverse soluzioni", ma il tempo e "le cose del mondo" ne SELEZIONANO una e, al massimo, fanno sì che i poratori di diverse soluzioni, si uniscano e si rimescolino, migliorando la specie.
    sì, alla base della logica evoluzinistica non vi è, infatti, la creazione di nuove soluzioni, ma la selezione delle migliori.
    qui succede, invece, che al mondo vengono messe mille e una soluzione ad un problema, differendo tutte per piccole cose che risolvono piccoli sottoproblemi della questione.
    non vi è mai, però, un momento in cui tutte queste "acquisizioni di funzione" si fondono e si riassumono in un "unico individuo".
    insomma: evviva la biodiversità, ma occorre anche arrivare a fare il salto di specie.
    g
  • Riccardo Moroni
    Se il nostro sistema evolutivo funzionasse in questo modo noi avremmo branche polmoni ali ed antenne a seconda delle razze! Il discorso "evoluzionistico" prevede anche le "mutazioni", ovvero nuovi progetti che, se degni di sopravvivere possono soppiantare o integrarsi nei vecchi già collaudati.

    In natura, nella vita, in politica, in economia, solo chi sa fare i compromessi giusti vince le battaglie e sopravvive!
    Impariamo una buona volta le cose giuste dai cattivi!
  • pazuzu
    non mi sembra granché diverso da quello che ho detto.
    diversamente saremmo rimasti allo stato di cellula procariote.
    non abbiamo le branchie perché non ne abbiamo bisogno.
    in mezzo a tente mutazioni possibili e casuali, qualche individuo del genere umano sarà anche nato con la possibilità di trarre ossigeno dall'acqua ma, non essendoci stata una pressione evolutiva che gli richiedeva di vivere in acqua, non ha mantenuto tale mutazione nelle generazioni successive.
    ciò che denunciavo era appunto che: "[nel mondo del software]non vi è mai, però, un momento in cui tutte queste "acquisizioni di funzione" si fondono e si riassumono in un "unico individuo"", purtroppo.
    g
  • Xander
    Ehm, presente "Il Mondo"?
    Prendi una razza di pappagallini (Linux), ciascuna con le sue evoluzioni in dimensioni del corpo, del becco, specializzazioni nel cibo e via dicendo (riassumendo: distribuzioni). Bene, all'interno di un determinato ecosistema ve ne sarà una preponderante per determinati tipi di prede, una per altre, una più adatta ad una stagione, una ad un'altra.
    E questo restando all'interno della stessa isola (contesto, quello che non considerate mai..), figuriamoci del Mondo.

    O forse nel vostro universo parallelo non esistono genotipi e fenotipi, gli uomini e le donne sono tutti uguali, i gatti sono tutti uguali, i pappagallini sono tutti uguali?!
    Se così fosse vi metto in guardia: appena un virus beccherà una delle specie del vostro mondo, questa si estinguerà in massa.

    Ora riportate tutto questo in ambito Linux e capirete, forse, il perché sia opportuno avere soluzioni differenti, cosa che, con derivate, patch e programmi uguali per tutti, accade sempre più di rado.

    Semmai il problema non è la biodiversità, ma la resistenza delle varie specie ai mutamenti (ovvero una serie di progetti supportati, anche economicamente, e validi, anche se ricoprono lo stesso ambito).

    La standardizzazione è un'altra cosa: riguarda livelli più bassi, cose come .rpm vs .deb, non certo i programmi e le distro.

    Ma la soluzione a tutti questo gran vociare "manca questo, manca quello", da parte di chi sulle soluzioni open ci lucra, qual è stata? Mono.
    Wow, che soluzione.

    Linux è quello che è anche perché chi ci mangia sopra non ha interesse ad averlo diverso, altrimenti, in tutti questi anni, avrebbe investito anche in altri ambiti, tra cui il desktop.

    E non sarà certo Ubuntu a poter guidare questi investimenti, visto che Canonical ha altri obiettivi rispetto RedHat e Novell.
  • pazuzu
    condivido pienamente quello che dici, specialmente se rapportato alle distro.
    ma tornando ad alcuni dei punti di questo post, la palla rimbalza al discorso, per esempio, della gestione dell'audio.
    e proprio in questi giorni mi ci sto sbattendo.
    cazzo: è penosa.
    200 progetti che si embricano e fanno più o meno le stesse cose e nessuno di questi veramente BENE.
    è questo che contesto.
    la diversità di sitrubuzioni e di "soluzioni" mi sta bene ma, come dici tu, ci dovrebbe essere un livello, un "core" di cose, che richiede, secondo me, una visione unitaria e compatta. insomma, non si puù ridurre GNU/linux ad un kernel ed un compilatore e qualche libreria.
    tutto qui.
    g
  • rief
    Secondo me non è realistico pensare che una distro da un punto all'altro cambi il suo sistema di pacchettizzazione. Però si potrebbe fare una specie di adattamento dei vari sistemi di pacchettizzazione ad un qualche standard. Mi spiego: se le informazioni di un pacchetto, come alsa, fossero standard, per cui il nome, le locazioni dei files e via dicendo fossero uguali per ogni pacchetto costruito con i più svariati sistemi di pacchettizzazione, molto problemi cadrebbero. Ci vorrebbe uno standard nel nome e nella versione del pacchetto, non che ognuno da il suo nome. Di conseguenza, un applicativo (come entropy di sabayon) potrebbe essere in grado di gestire diversi sistemi di pacchettizzazione senza grossi problemi perchè sa che installare alsa_0.1.deb o alsa_0.1.rpm è la stessa cosa (hanno lo stesso nome, hanno le stesse dipendenze e contengono le stesse cose che si situeranno negli stessi posti nel filesystem dopo l'installazione). Come poi il sistema di pacchettizzazione si gestisce la rappresentazione interna...beh, quelli sono aspetti secondari al pacchetto. Il pacchetto standard, il sistema di pacchettizzazione quello che vuoi. Ci vorrebbe uno standard, e a quel punto creare pacchetti per le varie distribuzioni sarebbe davvero semplicissimo.
  • Facebook User
    Bisogna fare una distribuzione con 4 giga di porno di classe preinstallato con tanto di repository in che alla sera ti aggiornano i pacchetti. Git va bene, ma anche un bel po' di ppa sarebbero ben accetti.
  • Frammentazione, spreco di risorse per reinventere 1000 volte la ruota, mancanza di qualcuno che possa dare delle bastonate.... i soliti problemi.

    A parte la pacchettizazione (deb ormai è lo standard, almeno in ambiente desktop, è penso che sia impossibile cambiarlo, ubuntu ha troppo potere. In + packagekit vuole risolvere questo problema, rendendo potenzialmente compatibile qualunque pacchetto con la propria distro) grossi problemi sono audio e video. Qui mi spiace ma l'unica soluzione è una forte rottura da Intel.

    Magari Canonical con il game experience team potrebbe mettere su 10/12 sviluppatori che prendendo pulseaudio, opengl ecc crei un unico framework. A parte Canonical non vedo nessuno che possa essere interessata a una soluzione vera: Intel non ha interesse in cose che spingano troppo sul 3d visto che fa schede video di merda, AMD potrebbe anche avere un interesse maggiore ma non ha i soldi, Nvidia non svilupperebbe mai open.

    Finchè non si arriva a una soluzione per queste cose sarà un vero casino.
  • Davvero è un problema che esistano deb e rpm? Fino ad ora non ho mai vissuto questo problema, e comunque una possibile soluzione mi sembra possa essere packageKit che è già il gestore grafico predefinito in Kubuntu e dovrebbe entrare prossimamente anche in Ubuntu.
    Dal punto di vista audio effettivamente c'è molta frammentazione: ognuno fa quasi le stesse cose ma in modo un po' diverso, il problema però non mi sembra così drammatico perché io non ho mai avuto problemi di audio, nonostante usi varie applicazioni con diverse librerie. Phonon dovrebbe essere la soluzione, se venisse integrato anche nelle gtk oltre che nelle qt.
    Sulle video posso solo dire che c'è uno standard Xorg eppure sembra che questo non vada bene, di più non mi inoltro nella questione perché sono ignorante in materia.
    Comunque un po' di critiche fanno sempre bene, soprattutto queste che sono costruttive.
  • Ed anche quando provo a realizzare qualche cosa di realmente unico, dove poter lavorare tutti quanti, per uno scopo comune, per rendere quello squarcio di luce open, un cielo libero, facile, sicuro, confortevole e semplice,

    http://www.siderus.org

    ed anche in questi casi,
    la gente storce il naso e dice: MA ANCHE NO!
    Consideralo, se vuoi, come spam. io ho solo provato, come fanno gli altri, a diffondere qualche idea, ed a consolidare ciò che manca in questo mondo di codici e di pensieri futuristi.
  • magatz
    Linux �ello proprio perch�gnuno pu�re e scegliere quello che vuole.

    Il fatto �he questo mondo �bitato da gente che vuole solo roba pre-masticata, pre-digerita, e pre-defecata.

    Ma signori:

    Life is all about choices!

    Se non volete scegliere, allora i due zii Bill e Steve sono l�er voi
  • Reload
    Sono d'accordo, in fondo è sempre la solita triste storia.
  • kurtz77
    Quoto chi ha scritto: "esistono tanti progetti, le varie distribuzioni si prendano la responsabilità di adottarne uno". Un solo framework per l'audio, un solo programma di video/audio editing, un solo desktop.
    E con uno, non intendo dire che tutti debbano adottare lo stesso, ma che debbono unificare quanto più possibile la loro piattaforma di sviluppo.
    Il fatto che esistano tanti progetti per fare la stessa cosa è una ricchezza, ma non è detto che debbano confluire tutti nello stesso progetto.
    C'è stato un momento in cui la distribuzione è servita da "vetrina" per il software libero, con sistemi che erano veri e propri collage di software senza nè capo, nè coda.
    Poi è arrivata ubuntu che per prima si è impegnata a rilasciare una distribuzione con un solo desktop environment, contribuendo fattivamente alla sua maturazione.
    Adesso è il momento di arrivare ad unificare l'intera infrastruttura eliminando le ridondanze:
    Fedora vuole pulse audio e gnome, vuole gtk anzichè qt? Lo adotti e costruisca un sistema coerente attorno alle sue scelte.
    Questo significa che la suite per l'ufficio sarà gtk-based, l'editor sonoro sara gtk-based e compatibile al 100% con pulse audio e altrettanto dovrà esserlo quello video, questo significa che chi vuol sviluppare per questa distro dovrà seguire le sue guideline o rivolgersi altrove.
    Lo stesso facciano ubuntu, suse, mandriva ponderando le scelte.
    Ci renderemmo conto di 2/3 cose da non sottovalutare:
    1)le odierne distribuzioni non coprono ancora effettivamente tutte le reali esigenze dell'utente desktop;
    2)i progetti interessanti avrebbero la possibilità di crescere più in fretta;
    3)ci sarebbe effettiva varietà e competizione fra diverse distribuzioni.

    Ciao
  • Quoto al 100% la tua presa di posizione. Ubuntu ha avuto successo proprio per la sua qualità di aver escluso dalla distro uno dei due DE. Ubuntu ha fatto la sua scelta ed è entrata nel mondo dei desktop linux con un prodotto profilato, integrato e coerente.
    Aver scelto GNOME ha permesso agli sviluppatori di concentrarsi sullo sviluppo e l'integrazione di questo desktop, che guardacaso è cresciuto esponenzialmente in qualità da quando Ubuntu ha iniziato a muovere i suoi primi passi. Le distribuzioni devono fare una scelta e puntare sul proprio cavallo cercando di renderlo migliore. In questo senso alla fine si potrà avere una competizione delle distro reale.

    Una guerra tra piccole distro tutte uguali perchè puntano tutte sulle stesse scelte alla fine disorienta e fa spendere energie. Ci vogliono alternative reali tra cui scegliere.

    La libertà è una gran cosa, ma citando Baricco "non si può suonare un piano su una tastiera che non ha un inizio ed una fine", ci vogliono dei limiti per creare l'infinito all'interno di questi limiti.

    Le distribuzioni devono tirar fuori le palle e fare delle scelte, mettere in atto l'evoluzione di cui si parla tanto. Sapete perchê android avrà successo (a parte il marketing ovviamente)?
    Semplicemente perchè qualcuno avrà fatto delle scelte chiare e avrà puntato dritto in una direzione senza cambiare rotta ogni 5 minuti. Google lo può fare perchè ha una struttura gerarchica definita. Dobbiamo trovare anche noi, secondo me, una struttura gerarchica che faccia da catalizzatore dei nostri sforzi. altrimenti non arriveremo mai da nessuna parte.
  • Kottin
    non è obbligatoria una struttura gerarchica... Basta "educare" o spingere i progetti in quella direzione... Le strutture gerarchiche finirebbero per "imbrigliarci" e non diventeremmo diversi dai tanti progetti a cattedrale che ci sono in giro....
  • Hayabusa
    Mah... francamente vedo pochi problemi nel fatto che ci siano N framework per qualsiasi cosa, il problema nasce quando per far funzionare le cose devi installarne un numero variabile compreso tra 2 e N e quindi maggiore di 1.

    "Linux" non è una cosa sola, per cui a me sta benissimo che ogni distribuzione (che sono sistemi operativi differenti) faccia le proprie scelte, purché alla fine siano coerenti.

    Quello che invece io vorrei dalla mia distribuzione, la parolina magica che vorrei sempre leggere è integrazione. Tutte le distribuzioni, alla fine, sono sempre la "solita" accozzaglia di pezzi messi insieme più o meno organicamente (più meno che più).

    In questo Win e MacOS saranno sempre superiori perché insieme organico sotto la direzione di una entità unica (project manager o chiamatelo come volete), a meno che le aziende che fanno capo alle varie distro "major" non si mettano seriamente ad investire in qualcosa in più del semplice "metto insieme il software che mi piace"
  • Ma è anche la "bellezza" di linux, il fatto che ci sia libertà e ognuno possa fare il progetto che vuole... Forse dovrebbero fare degli "standard" comuni, ma l'implementazione può essere (anzi deve essere) diversa.
    Chi decide quale sia il migliore? Ad esempio fra gnome e kde, chi ci deve obbligare quale usare?
  • LorenzoC
    A memoria d'uomo si fanno sempre gli stessi discorsi su Linux che sono anche evidentemente schizofrenici nel momento che si scrive "Linux fa schifo ma anche no". Nel "ma anche no" c'e' la ragione per cui Linux fa schifo. Infatti Linux e' cosi perche' e' un giocattolo e quelli che ci giocano si divertono con i mille mila fork inutili e a reinventare ogni giorno la ruota. Siccome non ha nessuno altro scopo VERO oltre il gioco, non importa se poi quando si tratta di usarlo per cose "serie" non regge il confronto con le alternative "commerciali" nemmeno lontanamente. E adesso aspetto il solito commento "ma come fai a dire che Linux non va bene per le cose serie visto che lo usano al CERN per l'analisi dati"...
  • fastidio (ma non pessimismo)
    Ed ecco fiondarsi su pollycoke.net il solito bipede non pensante. Ma perchè non vai a leggerti uindovs mega zinne? Mi dici che cazzio ci fai qua? Non hai una vita sociale? Esci fuori e prendi aria, è estate! E su questo pianeta, sono sicuro, che anche se cessa, brufolosa, bassa e tarchiata, con un elettroencefalogramma pressocchè piatto, esiste una donna anche per te. Ma anche no.
  • Xander
    Ma chi sei, Dovella?!

    XD
  • Effettivamente non hai tutti i torti, però trovo alquanto riduttivo ed "offensivo" definire Linux un giocattolo... perchè se ci pensi "quelli che ci giocano" sono stati in grado di tirar su le basi per quello che probabilmente diverrà in futuro il sistema operativo perfetto per qualsiasi e sottolineo QUALSIASI utilizzo. Se rifletti capisci che "giocandoci" i programmatori non fanno altro che migliorare di volta in volta ogni singolo aspetto di quello che tu definisci "giocattolo". Esistono 1000 fork? Creano 10000 programmi che alla fine servono tutti allo stesso scopo? Chissenefrega... l'importate è dimostrare di saper migliorare. Quello di cui si ha realmente bisogno come orami penso sia chiaro, è "scremare" e unificare i differenti progetti.
  • STOP DIMENTICA
    @lorenzo c

    Ti dobbiamo rispiegare tutta la solfa? Su larga scala Linux non è professionale, non è proponibile a tutti gli architetti, i dentisti i laboratori di analisi,le software house ecc ecc! Ma e sottolineo ma, visto che in alcuni campi altamente tecnologici e all'avanguardia ( non di poco conto ) linux è risultato alla pari se non superiore alla concorrenza chiusa, con razionalità leadership e molta interoperabilità linux potrebbe divenire un successo globale, linux potrebbe essere la prospettiva futura un po come le fonti rinnovabili... molto obamiano
  • OBAHMAH
    Trovo interessante il tuo post, perché anche a me ieri era venuto in mente Obama.

    Secondo me, se gli USA punteranno su energie rinnovabili e open source,
    mentre noi, grazie a Berlusconi e Brunetta, punteremo su nucleare e Microsoft,
    è la volta che recuperiamo ogni tipo di GAP nei confronti degli USA.
  • Quoto in modo totale e definitivo LorenzoC.

    Pure Truth.
  • RunAway
    Sono anni che si ripetono sempre le stesse cose, e sono anni che invece di dinunuire, le soluzioni aumentano.
    E la cosa sarebbe positiva se si avitasse di far sopravvivere anche il vecchio oltre che il nuovo.
    Si citano i framework audio. qualè il + vecchio oss? Alsa forse non lo so, ma dato che giustamente nel tempo si è cercato di farne di migliori perchè ancora esistono i vecchi?
    Perchè sono gli sviluppatori in primis a non volersi rassegnare anche di fronte all'evidenza di progetti ormai totalmenteo obsoleti.
    Prendete il recentissimo caso di khtml e webkit, credete che veramente khtml scomparirà in favore di webkit? Ecco che in quel preciso punto il meccanismo evolutivo, che sarebbe la grande forza dell'open source, si inceppa per motivi poi infantili.
  • Trottola
    Pulseaudio è moderno, ma a qualcuno dà problemi e ripiega su ALSA.
    Anche GStreamer... Prendi MPlayer o SMplayer e vedi fluidi dei filmati HD che su Totem sono scattosi.
    Altro esempio: i driver delle webcam Syntek. Il vecchio modulo stk11xx è stato rimpiazzato dal nuovo stkwebcam: bellissimo, peccato che molte cam che prima andavano, ora non vanno più e non si sa quando (né se...) riavranno supporto. Così ai possessori di quelle cam da qualche tempo tocca scaricarsi i vecchi driver, compilarseli, backlistare stkwebcam... e pregare che stk11xx non venga completamente (o che chi sviluppa il nuovo riesca a importare il supporto).

    Capisco che se una cosa è fatta coi piedi sia meglio riscrivere tutto da zero, che provarla a rattoppare creando incredibili accrocchi, ma se non ci si organizza bene, il risultato è che si perde qualcosa per strada e si arriva che: "la nuova soluzione è bella, però la vecchia faceva anche..." oppure che: "funzionava, mentre la nuova no".
  • Ecco perché passo a Mac e preferisco usare software open source su uno Unix che funziona
    http://assente.vega9.com/it/passo_mac_dopo_10_a...
  • bLax
    hai perfettamente ragione, per questo consiglio sempre: se hai $ compra un mac, senno vai su linux (M$ non lo consiglio, o uno rimane deficente a vita...)

    detto questo, la mia opinione è che se la FSF invece di rompere tanto le balle coi suoi consigli, che hanno appunto solo valore di consiglio, facesse una sua distro STANDARD, finanziando i progetti che piu riuscirebbero a legare il mondo open a quello closed (tipo, diamo una spintarella a openGL?? creare un framework univoco per audio, uno per video?), a cui poi le case produttrici di software closed (roba professional: adobe, autodesk, videogiochi in generale) possano fare riferimento...poi sta alle altre distro allinearsi, ma finche le decisioni serie vengono prese da privati.....non c'è niente da fà....
    ripeto, progetti come mono per applicazioni native linux non ne vedo il bisogno, ma come ponte per porting si, assolutamente...bisogna creare un brand univoco (come si diceva piu in su:evviva la biodiversità, ma occorre anche arrivare a fare il salto di specie.)

    peace&love
  • Xander
    Cioè se FSF fosse qualcosa che non è, anche la sua nemesi.

    Mi pare ci siano distro consigliate da FSF, perché non le sposate invece che installar Ubuntu e tutte le derivate con sw closed già disponibile?!

    Ah, perché non c'è il sw closed?!

    E FSF per cosa sta, Frega Sta Funcia (del FLOSS)?!
  • bLax
    certo, la FSF è lì per promuovere il software libero: sono pienamente d'accordo coi valori e gli ideali che la muovono!! certo è che qualcuno deve pur prendere la briga di creare uno standard riconosciuto dalla maggiornaza, piu che tra le software house open, tra il mondo open e quello closed!
    certo è meglio spingere sul software open, ma la maggioranza del mondo pensa e lavora in modalità closed-> il mondo open è un sottoinsieme di quello closed, ovvero: chi si butta nel mercato open deve anche accettare che la concorrenza copi (anzi, prelevi direttamente) il codice, questo comporta che tutti gli operatori giochino secondo regole prestabilite a monte, cosa che nel software closed non c'è(quindi è piu facile!adirittura possono distruggere le rivali se copiano!).
    fattostà che di software concorrenziale non ce ne è moltissimo: le aziende puntano dove c'è guiadagno, ma se con quello che abbiamo in mano tanti di noi non riescono neppure a lavorare per portare la pagnotta a casa, che credibilità c'è se non in ambienti di nicchia???(vedi ambito server)
    chi ha i soldi non si fa certo ammaliare da ideologia piu o meno giuste, di solito è alla ricerca di un modo per farne di più! quella dell'open source per loro è un mezzo...se vogliamo che questo mezzo porti risultati bisogna scendere a compromessi con la maggioranza.....
    finchè "god save" Stallman predicava, software open erano solo una passione per nerd brufolosi.....per me è giunta l'ora di rischiare, d'altronde la gpl permette di salvare i progressi ottenuti e di ripartire dalle ceneri....altrimenti rimarremo un piccolo club di appassionati e pace all'anima nostra (mi va bene anche questa ipotesi, io sto bene anche così....ma allra finiamola di lamentarci....)
  • Xander
    Ma come, lo standard che dovrebbe far da ponte tra open e closed non dovrebbe essere il fantasmagorico MONO?!
    Non nasce forse per portare tutti gli applicativi .Net in Linux?

    Che c'azzecca FSF col discorso che fai tu?!

    L'interoperabilità col mondo closed non è raggiungibile se non tramite prostituzione: io mi calo le braghe al tuo volere e tu, la dietro, ti diverti come vuoi.

    Poi a me 'sta fregnaccia dell'ideologia ha stancato: forse è il caso che vi andate a rileggere il significato del termine.
    L'ideologia del mondo closed si chiama profitto, e volerla imporre nel mondo FLOSS è l'ennesimo capriccio di 4 nerd brufolosi e viziati: c'è l'Open per il profitto uber alles, andate di BSD & Co. piuttosto che menar il torrone al sw Free, rilasciato sotto GPL.
    Perché, invece che vaticinare sulla prostituzione del Free, non eliminate tutto quel brutto e cattivo GPL dalle vs macchine e non installate solo sw Open?!
    Le distro ci sono, le aziende son ben contente del lavoro gratuito senza bisogno di ritorni, voi sareste ben contenti di non aver "talebani" tra le palle e noi, talebani, saremmo ben contenti di aver voi, tra le palle.

    Invece no, è più facile installare Ubuntu e tutto il suo sw GPL e poi sputare sulla GPL che non una qualsiasi distro BSD rigorosamente senza sw Free.

    Guardate, c'è una distro BSD che appoggia il profitto ed è supportata, in parte, dalle aziende: si chiama Mac os, ha un po' prostituito il termine Open e profitto, facendolo diventare Closed e profitto, ma tranquilli, è solo stata pioniera rispetto le vs idee.
    Perché non usate quella?

    I talebani lasciateli al loro credo, che quelli campavano tranquilli prima di voi e, se riescono a non farsi infiltrare da qualcuno dei vs nei piani alti, continueranno tranquilli nella loro strada per molti anni ancora.
  • Xander
    LOL.

    Uso Apple semplicemente perché mi serve uno Unix supportato commercialmente, ovvero su cui siano disponibili le applicazioni che mi servono per campare.

    Certo, poi c'è una certa coerenza, una certa cura, che però han una controparte talmente vasta ed imponente che il peso sulla bilancia sarebbe profondamente negativo, se la premessa fosse disponibile anche su Linux.

    Solo un appunto: "I tab in Safari sono a sinistra quindi sono più facili da chiudere"
    ma che è 'sta roba?!
    "Apple supporta gli standard aperti, software open source e ti permette di aprire un pdf senza installare alcun software."
    Ma quando mai?! Han fatto una mini "suite" Office ed indovina quali formati supporta? Quelli Microsoft, non un accenno agli ODF.
    E questa sarebbe l'alternativa, l'azienda aperta?!
    Ma per piacere..
  • Mi riferivo in particolare a pdf, html5(webkit). Non so cosa sia la mini "suite", comunque OpenOffice per Mac c'è e funziona
  • Xander
    iWork.

    PDF non mi risulta essere sotto licenza open, anzi, mi risulta proprietario, anche se standard ISO.
    WebKit (ma ancora stiamo a menarcela con WebKit?!) mi pare abbia talmente tanti padri che sia inopportuno addentrarsi in test di paternità, facendone il vessillo dell'apertura di un'azienda..
    OpenOffice è sw Open, che non sarebbe mai potuto uscire dai laboratori Apple.

    Ergo, ripropongo la domanda: dov'è che Apple è un'azienda che supporta l'Open e/o il Free sw?!
    Ah, giusto, nelle sue versioni server zeppe di utilities open: forse è per questo che non ingrana, in quel settore, facendo pagare quello che posso avere gratuitamente.
  • Xander
    Per far chiarezza sul PDF:

    "Si pensi, come esempio, al formato pdf della società Adobe. E' un formato proprietario, in un primo periodo era chiuso. Si poteva scaricare gratis il lettore Acrobat Reader dal sito della Adobe, mentre erano a pagamento Adobe Acrobat per creare file pdf, e Acrobat Distiller per convertire da altri formati a pdf. Per un periodo, il formato era ancora chiuso e Acrobat Reader aveva una funzionalità di conversione da pdf a altri formati, i file di testo. Quando la specifica del pdf è divenuta pubblica, sono comparsi programmi gratuiti per convertire da altri formati a pdf, o realizzare contenuti e salvarli direttamente in questo formato. Questi programmi leggono solo "pdf ibridi", ossia generati in altri formati e poi convertiti in pdf. Se si sono convertiti in pdf, è possibile eliminare il pdf, ritornare al formato originale per modificarlo, e convertirli di nuovo in pdf. Questi programmi non possono aprire file che sono nativamente pdf, queli realizzati con i prodotti Adobe, per i quali serve il lettore della casa madre.
    La pubblicazione della specifica tecnica è un modo per diffondere il formato: per renderlo supportato da un maggior numero di programmi, parte dei quali possono essere più noti del lettore della casa madre, ovvero per diventare uno standard internazionale. Ad esempio, la pubblicazione è un requisito per ottenere una qualifica ISO ed essere riconosciuto come standard internazionale.
    Un formato proprietario aperto può essere diverso da un formato open-source, perché il primo può essere modificato solamente acquistando un programma proprietario, mentre i formati open-source possono essere sia letti che modificati da qualunque applicazione."
  • Pinco Pallino
    Distro Finale...

    Ma anche no...
  • Pinco Pallino
    Visto che recentemente c'è stato l'articolo intitolato "Tutte le generalizzazioni sono false" e che anche in questo articolo si continuano a fare dei paragoni tra Linux, Mac e Windows, ne approfitto per proporre una questione abbastanza fuori tema (anche se in realtà è collegabile)...
    Colgo l'occasione per fare i complimenti a Felipe e per ringraziarlo anticipatamente se in futuro (con mooolta calma) vorrà dedicare un articolo a tale questione (visto che anche lui, citando ad esempio l'articolo in cui associava le varie ditribuzioni Linux a diverse macchine ed autisti, credo che senta questo argomento in parte come proprio)...
    Date le premesse veniamo al punto: in quest'epoca di "Androidi Paranoici" (citando i Radiohead) o di "Eletti della Matrice" (per parafrasare una nota trilogia cinematografica), nemmeno i più distaccati possono negare che chiunque abbia un minimo di passione informatica tenderà, anche se involontariamente o inconsciamente, ad identificarsi con l'O.S. che di solito utilizza...
    Le domande che vorrei proporre sono: quanto capita anche a voi una cosa del genere?... Quanto influisce sulle discussioni che portano a fare dei paragoni tra i vari sistemi operativi?... e, infine, ha senso tutto ciò?...
  • Mario (quello falso!)
    Curiosamente avendo posto le medesime obiezioni ne "le generalizzazioni..." c'è chi è salito in cattedra dicendomi che dovevo "ascoltare e capire"... ;-)

    Io AMO linux, lo uso da un tempo ormai immemore il che equivale a dire che Torvalds forse era ancora sui banchetti di classe tra i ghiacci poco dopo averlo concepito e partorito sulla compianta usenet, e questo ritornello va avanti da un decennio. Questa dal mio personale punto di vist è la cosa più preoccupante... L'immobilismo ignavo pur conoscendo con precisione e concordando sui problemi...

    Ancora una volta personalmente, ho assai tempo tracciato la MADRE di tutti i problemi di linux nel/i relativo/o packet manager. Se io sono un utente medio probabilmente rpm-deb-portage-sticaz mi fa poca differenza quando ho una bella interfaccina alla synaptic. Questo è vero se io posso accontentarmi della pur vasta scelta di applicativi nei repository della mia distro.

    Tuttavia se io sono uno sviluppatore di terze parti che vuole creare un software "open/closed/la nonna in cariola licensed" la cosa in assoluta più comoda mi sarebbe probabilmente utilizzare un approccio alla "mac os x" e relativi universal binaries in cui trascino il mio robetto con tutte le sue dipendenze e stop. Ora so bene che fac-simili ci sono. Ma non vengono adottati su larga scala in linux e questo lo ritengo DA SEMPRE il vero problema.

    Se voglio fare un qualunque programmillo mio mica mi è conveniente economicamente stare a farne 700 port per le 700mila distro che ci sono in giro è tempo ergo soldi persi da un punto di vista commerciale...

    Tuttavia adottare un approccio razionalissimo come quello di mac os x risolverebbe in un sol colpo questo problama. Nessuno parli di ppa e repository di terze parti xchè se io sono un utente medio voglio scaricare, installare/trascinare in applicazioni/usare come + comodamente win e mac mi hanno viziato nel fare. Una volta raggiunto questo punto e/o una cosetta tipo il click-n-run di Linspire come "concetto", beh insomma magari l'azienda X ci pensa seriamente a sviluppare quindi utilizzare un modello di distribuzione commerciale del suo prodotto anche PER linux.

    E' poi evidente e assolutamente condivisibile asserire che il grado di frammentazione dei framework/mezze alternative e tecnologie non aiuta affatto e sostenere "l'evoluzionismo" tecnologico a tutti i costi.

    Infine sperare che tale teoria tecno-darwiniana applicata sia compatibile e propedeutica alla diffusione di un sistema operativo e -soprattutto- allo sviluppo di valide alternative da $$$ open o closed è, ad essere gentili, un'ingenuità.
  • kurtz77
    Riflettendo sul titolo del post mi sono reso conto che esiste un errore di fondo piuttosto grossolano fra gli stessi utenti del pinguino: equiparare il kernel del buon Torvalds alla distribuzione su cui gira.
    Linux fa, in effetti, il suo sporco lavoro in modo soddisfacente e piuttosto maturo (tant'è che nudo e crudo trova il suo impiego in molti ambiti), semmai è il resto dell'infrastruttura, server grafico/audio, desktop/applicazioni, di una distribuzione a non esserlo altrettanto: vuoi per estrema giovinezza o per sopraggiunta anzianità.
    Il campus tenuto dagli utenti e quindi anche il titolo di questa discussione avrebbe dovuto essere: "le distribuzioni, così come sono, fanno schifo: ripensiamole. ;D"
    Sarebbe stato già un bel passo avanti.
    Linux ha già i suoi bei problemi, per potersi accollare pure quelli degli altri...:)

    Ciao
  • Reload
    Dal momento che gnu/linux é ad ora il piu diffuso e quello di cui evidentemente si parla in questo post perdonarci/mi di non scrivere ogni volta GNU?

    Col solo kernel non ci fai troppo, non é una sottigliezza ripensare xorg, de e compagnia bella non trovi? :)
  • kurtz77
    Le parole possono imprigionare un ragionamento.
    Se il sottosistema audio è una bolgia il kernel c'entra poco.
    Se X è vecchio, il kernel continua a entrarci poco.
    Se il desktop non è all'altezza... ci siamo capiti no?
    Chiamiamo i problemi col loro nome. :)

    Ciao
  • Reload
    Penso che nessuno abbia mai dato la colpa al kernel, nonostante venisse usata la parola "linux". Ma comq ok :)
  • speedyx
    Il mio parere è che tutti dovremmo implicarci per fare del linux desktop un posto migliore dove usare i nostri computer.
    Implicarci finanziariamente è essenziale!
    Da tempo penso a un sito creato da Mr. Mark Shuttleworth tramite il quale ciascun utente possa avere una vetrina a tutto il software disponibile o supportato da ubuntu/kubuntu/xubuntu/...
    Da questa vetrina ciascuno potrebbe conoscere chi crea il software, quanti ci lavorano, in quante lingue è tradotto, su che librerie si basa ... e la possibilità di contribuire online con la carta di credito Visa/Master/...
    Non credo sia impossibile.
    Ho sperato che l'annuncio del passato fatto da Mr. Mark circa una collaborazione con CNR possa servire allo scopo, ma osservo che non se ne è mai fatto niente.
    Cosa ne pensate?
  • AProposito
    ALSA 1.0.20 OUT!
  • robitex
    @ Mario (quello falso!)
    Uno standard per pacchetti compatibile con tutte le distribuzioni potrebbe significare il via di una nuova epoca per Linux.

    Probabilmente sarebbe la fine dei repository ufficiali come li intendiamo oggi a favore di un unico sistema che potremo chiamare CLAN (Comprehensive Linux Archive Network), ma potrebbe essere la svolta darwiniana che tutti stiamo aspettando.

    Se non c'é da sperare in un entità unica che si occupi dei compiti di selezione naturale del codice, visto che gli utenti non lo fanno essendo suddivisi per distribuzioni, uno standard moderno per la distribuzione del software potrebbe riportare gli utenti a rapportarsi direttamente con il codice finalmente accessibile sempre e comunque.

    Se sono gli utenti quelli che rendono vivo Linux, sono essi stessi a costituire l'ambiente naturale che assegna il successo o l'estinzione di una specie di codice.

    Le informazioni necessarie per l'installazione del software (directory per esempio), potrebbero essere fornite dal sistema operativo stesso al gestore di pacchetti universali.
    Oppure, il software potrebbe essere installabile addirittura su diversi sistemi operativi.
    L'acronimo potrebbe essere PLUS: Package Linux Universal System.
    Ciao.
  • Reload
    Il problema (tecnico e non etico) é che ogni distribuzione utilizza determinate versioni di librerie. QUindi un sistema unico di pacchettizzazione dovrebbe scavalcare le librerie di sistema. E nessuno ha mai voluto fare questi "pacchettoni" che diciamocelo non sono una cosa tecnicamente difficile da realizzare (esistono gia da anni varie soluzioni)
  • robitex
    E se rendessimo i pacchetti più intelligenti?
    Anche perchè se ogni sistema necessita di diverse librerie la complessità dello sviluppo e della gestione del software lato utente è inefficiente.

    Nella mia esperienza di utente Linux ho già incontrato problemi di dipendenze imposte dai mainteneir ma in realtà non obbligatorie.
    Ho perfino pensato di passare ai sistemi BSD che utilizzano il concetto di port.
    Credo quindi che il problema tecnico sia risolvibile e spero anche brillantemente, ma così brillantemente da costruire uno standard di pacchettizzazione che renda possibile l'automatica installazione di un software desktop anche su diverse piattaforme.

    Spostare l'attenzione sul software aplicativo e meno sul sistema operativo (o la distribuzione Linux per esempio) potrebbe paradossalmente portare ad una maggiore diffusione proprio i sistemi aperti come il pinguino.

    Senza un vasto e facilmente accessibile habitat le forme di "vita" software non possono evolvere per selezione naturale.
  • NickM
    In parte la vedo come Lorenzo C.

    Se dopo tanti anni (e innegabili miglioramenti) si discute ancora delle stesse cose, significa che "sotto sotto" alla comunità di sviluppatori sta bene così. E' vero, c'è frammentazione e dispersione di risorse; questo comporta che molti progetti avanzino poco, altri si fermino, etc... però consente anche, a quelli bravi = ai progetti migliori, di mettersi in luce. Se tutti gli sviluppatori fossero in riga allineati e coperti, probabilmente diversi programmi/progetti non sarebbero venuti a galla.

    In altre parole, mi sembra che il problema di base sia: "qual è il motivo per cui sviluppiamo per Linux?"

    Se la risposta è "vogliamo creare il S.O. perfetto, buono per tutti e per tutte le stagioni", allora sì, occorre prendere la strada della centralizzazione. Se invece gli sviluppatori considerano Linux e tutto ciò che lo riguarda un meraviglioso banco di prova, di sviluppo, di ricerca... allora si continuerà in questo modo per tanto tempo. E magari non più con Linux, ma con qualche altra piattaforma (open) che avrà visto la luce.
  • LorenzoC
    A me sembra relativamente semplice. Il programmatore che lavora per una azienda di solito e' pagato per fare cose che non gli piace fare, che sono solo pezzi/parti di un prodotto che probabilmente gli sembra una boiata e lui occupa solo una casella in una struttura articolata.

    Adesso prendiamo lo stesso programmatore e diamogli l'alternativa tra essere una casellina in un progetto diretto da altri dove deve fare solo la sua parte, oppure creare un progetto tutto suo dove fa, disfa, decide e magari guadagna anche un po' di popolarita' tra i suoi pari.

    Opla' ecco spiegata la ragione di tutti questi progetti paralleli, dei fork e del reinventare continuamente la ruota.

    Se io dico che Linux e' un "giocattolo", intendo che alla fine chi crea questi progetti non ha nessuna visione strategica, ne' la vuole avere. Vuole solo coltivare un hobby che lo diverte e/o che gli da soddisfazione.

    Le entita' che contribuiscono con gente stipendiata o con tecnologie o non hanno interesse alla unificazione delle forze (le distribuzioni) oppure vedono l'open source come una nicchia dove parcheggiare le tecnologie che non hanno piu' nessuna opzione "commerciale" e quindi, essendo morte o moribonde, difficilmente possono evolvere in futuro (aziende tipo Sun, IBM, ecc).

    Quindi trovo abbastanza assurdo ripetere con cadenza ciclica che Linux ha questi e questi altri difetti, ma... Ma niente, Linux e' come deve essere. Fosse una cosa piu' "seria" dal lato dell'utente, non sarebbe divertente per la maggior parte degli sviluppatori che lo vedono come un "giocattolo/hobby".
  • infastidito
    E riecco il paladino della microsoft in azione.. ma la C sta per Cesso? E' per questo che passi le tue giornate davanti al pc? Non esci perchè sei brufoloso, e con gli occhiali a fondo di bottiglia?
  • Vabbè, ma è risaputo da tempo che il problema di Linux e dell'open source in generale è ciò che allo stesso tempo lo rende affascinante e bello. Due lati della stessa medaglia. Se mira alla standardizzazione, vieni accusato di ledere la libertà. Se lotti per l'assoluta libertà, ti puntano il dito perché contribuisci al caos e al "non-decollo" di Linux.

    A mio avviso l'intera comunità open source ha perso di vista moltissimo tempo fa un punto fondamentale (almeno per come la vedo io e molti altri come me): la libertà è sì importante, ma l'obiettivo primario di chi "produce" tecnologia resta e resterà sempre quello di produrre strumenti usabili dall'utenza normale al fine di migliorare l'esecuzione di determinati compiti che tali utenti svolgono normalmente nella vita.

    Col software open source non è così e spesso chi disegna software open source non solo non lo fa tenendo in mente il punto di vista utente, ma a volte non è nemmeno capace.

    La tecnologia deve funzionare ed essere usabile. E sebbene il "come" possa e debba interessare "gli addetti ai lavori", bisogna ricordare che esso non interessa minimamente all'utenza finale, che sono i principali destinari.
  • LorenzoC
    Io lavoravo con un programmatore che faceva programmi che funzionavano solo da riga di comando, ovviamente con mille parametri "esoterici". Se gli chiedevi "ma perche' non fai una interfaccia con due bottoni" ti rispondeva "perche' fare le interfacce coi bottoni e' un lavoro palloso". Questo spiega perche' Linux puo' essere adoperato al CERN ma poi se lo vuoi adoperare per il desktop "di tutti i giorni" scopri che manca l'80% delle feature (o ci sono ma fanno schifo, appunto).
  • infastidito
    Cesso in action
  • Ottaviano
    Fa bene parlare dell’acqua calda di quando in quando... peccato che a nessuno gliene freghi veramente una Eva e tutti vanno per la loro strada.

    Sono tutti Linus-ego-maniaci, altro che comunità open :D
  • NARDO86
    Condivido LorenzoC uso linux perchè è il mio giocattolo!!! Posso curiosare, modificare, scegliere come assemblarlo, bullarmene con gli amici, distruggerlo e ricostruirlo in 20 minuti con un minimo sforzo!!!! Ho tenuto Mac per 1 mese e l'ho distrutto in quel lasso di tempo facendo moooolta fatica a recuperare i dati... Winzozz ormai lo rivolto come mi pare, lo riduco ad uno scheletro da <100MB di ram sulle macchine virtuali o ci installo tutta la modezza del mondo...
    PS non commento l'articolo tanto si sa che uno standard ci rafforzerebbe, ma perderemmo programmatori e idee che ora nacono grazie al fatto che ognuno è libero di scegliere e migliorare (a modo suo) ciò che vuole
  • LorenzoC
    Si e' comprensibile ma peccato che poi c'e' un sacco di gente, me incluso, che ha superato da lunga pezza la fase in cui si "divertiva" a giocare e adesso vuole una cosa che funzioni e che permetta di fare le cose nel modo meno faticoso possibile. Oltre ovviamente tutta la gente che non e' minimamente interessata a giocare col computer tranne le solite cose tipo tette, culi e suonerie.
    Da cui consegue che Linux (inteso in senso lato) e' sempre stato e sempre sara' una cosa che va bene per una nicchia ristretta di utenti e per quei "tecnici" che ne fanno un hobby o uno strumento didattico.
  • infastidito
    Ma lo sai che il tuo nome fa schifo? E' fatto male, sembra più un giocattolo che altro. "Divertiti anche tu a trovare 2000 sensi a quella C".
    Comincio io C come..... candidamente cretino?
  • dan73
    leggevo incuriosito ma questo infastidito mi a rotto veramente le palle .
    Adesso offendo io , la vostra comunità di stronzi ha fattoandare al macero
    milioni di pc inquinando il pianeta perchè non si è mai progettato una
    distibuzione seria per pc obsoleti . Vergogna !
  • Daniele87
    Porca miseria Felipe è da quando mi sono avvicinato a linux che dico queste cose... se ti ricordi ti scrissi quella mail dove tu gentilmente mi risposi per l'audio editing con linux...
    anche per la grafica.. su ubuntu Brainstorm qualche mese fa (purtroppo sono sempre molto impegnato e non riesco a seguire gran che) proposi una specie di "Standard".
    Mi spiego meglio.
    Gimp è eccezionale se valutiamo il fatto che è gratuito.
    Inkscape anche (a parte qualche pecca come i pennelli stile-AdobeIllustrator).
    Se solo ci fosse una "collaborazione", un Macro progetto che va ad unire le 2 cose con standard per il passaggio da inkscape->gimp e viceversa, la possibilià di usare i pennelli di gimp in inkscape ecc ecc.. a quest'ora avremo una potentissima suite grafica!
    La stessa cosa vale per l'audio (argomento al quale tengo molto).

    Non so.. sembra che non ci sia la voglia di questa "sinergia"... speriamo..
    Ciao felì!
  • luKash
    oggi ho voglia di fare lo spocchioso, e vi diro' che sono molto felice di leggere cose che io dicevo e pensavo gia' 5/6 anni fa, e non per niente sono circa 5/6 anni che mi limito a usare linux solo sui server (e ovviamente funziona benissimo).

    quanto al lato desktop, oltr a notare che ogni giorno escono almeno 4 nuovissimi fiammanti mp3+video player che non servono assolutamente a nulla, l'ultima volta che ho provato a fare una configurazione audio su una ubuntu sono a dir poco impazzito: sul portatile ho l'uscita audio integrata piu' la mia scheda audio usb esterna.

    bene.

    installo skype e... per CAPIRE, e mi limito al solo capire, perche' mai nelle proprieta' audio devo capire quale dei 5 (!!) canali della scheda audio integrata deve usare skype e' stato a dir poco un macello.

    ma santa polenta.... ma chi scrive codice per linux, non lo capisce che la scheda audio integrata, a livello FISICO, ha solo IN e OUT e devo capire quale e' il chan-in da settare su skype e quale il chan-out ?
    ma ci vuole molto ?
    ma perche' questi persunti hackerozzi del codice devono sempre complicare tutto ?

    ma perche' linux, agli applicativi tipo skype, deve presentare 5 canali (quando in realta' devi solo capire qual'e' IN e quale OUT) con nomi molto simili tra loro, e io devo perdere 30 minuti a fare tutte le prove per vedere se l'audio funge, mica funge, se e' il chan giusto.... senza considerare che poi le configurazioni se le perde pure !
    in paragone, a me interessa che la mia automobile si accenda e che vada, non me ne frega nulla di sapere esattamente come funziona il motore o di doverci per forza fare tuning per riuscire ad arrivare al funzionamento normale.

    linux desktop per me e' morto da tempo, e non ne sento la mancanza.
  • haxxor
    caro amico, hai scelto l'esempio sbagliato:

    1. lamentati con chi ha scritto skype..
    2. non per niente per la nuova versione hanno cercato nuove collaborazioni perché di audio ci capiscono poco e nulla. (vedi skype linux blog)
  • luKash
    caro haxxor,
    no, l'esempio non e' sbagliato, e vale per skype e per qualsiasi altro app che debba settare l'audio.
    se poi OSI ADDIRITTURA avere due schede (una integrata e una usb esterna) AHHHH BEEEEEHH, mica e' semplice come sotto il mac o come sotto win...
    NOOOOOOO, e' LINUX, quindi e' OBBLIGATORIO COMPLICARE TUTTO.

    nello specifico:
    una scheda audio integrata, stereo, ha due canali fisici: ingresso e uscita, e con quelli l'utente deve fare i conti, e non capisco perche' linux mi debba far vedere tutti i canali logici disponibili sulla scheda.
    non me ne frega niente, non ho voglia di stare a fare le prove, voglio che funzioni al volo.
    qui linux perde (e le prende) da qualsiasi altro s.o. sul mercato, e continuera' a perdere a lungo se non mette a posto queste piccole str0nzate da pseudo-hacker che devono sempre complicare le cose semplici, peraltro pretendendo che tutti le usino come se fossero le cose piu' facili del mondo.

    audio IN
    audio OUT.
    cosi' e' semplice.

    5 canali logici su una scheda a due canali fisici non e' semplice: e' una rottura di palle, e' gente che si rivolge altrove ad altri s.o., e' gente come me che dopo aver smanettato per 10 anni sotto linux ha tirato una grossa riga e ha detto arrivederci.
  • mandingo
    forse non hai letto il punto 2.

    il problema di skype è colpa di skype, non di linus torvalds.

    se non sei capace/non hai voglia, usa windows nessuno te lo vieta, i torrent sono a disposizione
  • gp
    Ancora con questo discorso di molti progetti mentre su Windows ed OSX no...forse nessuno si pone un quesito fondamentale...Linux non è una azienda, Microsoft ed OSX si. Come può Linux impedire che un programmatore si svegli la mattina e decide di produrre codice? Le scelte su cosa usare o meno li fanno quelli che impacchettano la distribuzione. I vari innumerevoli progetti hanno la loro logicità di esistere ed esisteranno sempre e comunque perché parliamo di OpenSource...mi spiego, se io domani decido di creare un nuovo server grafico, qualcuno dovrebbe impedirmelo? E perchè? Se io non creassi questo server grafico dove sta scritto che collaborerei con, ad esempio, Xorg? Sono un dipendente Xorg\Linux\qualchealtracosa?
    Secondo me la questione spesso è posta e commentata con molto superficialità ed ignoranza in materia. Il problema non sono i tanti progetti ma la mancanza di impegno e di fondi da parte di certe aziende che non sovvenzionano determinati progetti. Non a caso dove questi finanziamenti ed interessi sono arrivati si sono avuto risultati strepitosi.
    L'OpenSource, ripeto, non è una azienda, un posto dove c'è un capo che dice "tu fai questo e tu fai quell'altro", altrimenti non sarebbe mai esistito...l'OpenSource è la possibilità, se hai le capacità, di creare o portare avanti un progetto indipendentemente se lavori per una azienda, se sei uno studente, un appassionato o quel che diamine vuoi...se avrai le capacità il tuo progetto avrà successo, altrimenti ci hai provato...
    I doppioni, i progetti inutili, DEVONO esistere o non esisterebbe più Linux, OpenSource e compagnia bella...sta poi a chi confeziona un prodotto fare le sue scelte e puntare su una direzione, migliorandolo e sovvenzionandolo economicamente...insomma, un pò come sta incominciando ad accadere ora...
    Insomma, smettiamola con questa storia della frammentarietà...l'unica cosa in cui bisogna essere più coesi è solo quella di lavorare in comune su degli standard, ma giusto per uniformità...e lo si sta cercando di fare.

    gp
  • RunAway
    Però i fatti dicono che state a malapena all'1% di diffusione (in ambito desktop).
    Sarà mica ora di mettere un attimo in discussione questi "solidi" dogmi ideologici e cercare di affrontare la cosa con un po di senso pratico?
    Voglio dire è ovvio che non è un'azienda, ma ciò non toglie che un bel po di organizzazione, standardizzazione e omogeneizzazione può essere fatta.
    Altrimenti secondo il tuo ragionamento non sarebbe potuta esistere nemmeno la Linux Standard Base...che invece esiste e qualcosa ha fatto.
    Perchè non si può standardizzare e unificare anche ad un livello più ampio? A livello di framework audio per esempio (più volte citati anche durante la conferenza nel video linkato)? Perchè non farlo anche con i sistemi di pacchettizzazione?
    Cioè in altre parole credi che Ubuntu e Mandriva, per esempio, non possano mantenere le loro peculiarità pur usando lo stesso framework audio e lo stesso sistema di pacchettizzazione/installazione delle applicazioni?
  • luKash
    @runaway:
    la gente che ha solidi dogmi ideologici non sbaglia mai, perche' ovviamente "sono gli altri che non capiscono".
    il risultato ? 1 perceehehehehento, pero' molto solido.
  • gp
    Non credo che io stia parlando di dogmi ideologici...di ideologico nel mio ragionamento non c'è nulla. Il mio è un ragionamento molto pragmatico. Come puoi impedire che un programmatore non scriva qualcosa di suo o che qualcuno lo adotti? Come puoi impedire che esistano 60 programmi per masterizzare? Questo avviene anche nel mondo ClosedSource, quanti programmi per masterizzare esistono? Ma pochi eccellono...e così succede anche nell'Open. Poi se leggi bene quanto ho scritto noterai che non la pensiamo in maniera così differente. Cioè, una cosa è avere tanti progetti un'altra è avere degli standard e linee guide cui far riferimento...ed è proprio su questo che bisogna puntare...dare delle direttive per far parte, per così dire, di un club ma non impedendo che nascano nuovi progetti...come potresti impedire una cosa simile?
    Non si può paragonare Windows, OSX e l'ecosistema Linux in generale ma bisogna paragonare ogni distro individualmente con i rispettivi Windows ed OSX...questo perché paragonando ad esempio Ubuntu con Windows hai un paragone tra aziende...quindi la discriminante in questo caso lo fa l'investimento economico.
    Vedi la Dell con i Netbook con Ubuntu installati non rimandati indietro a favore di Windows...è l'unica in controtendenza con la concorrenza per il semplice fatto che ha investito denaro e tempo nell'ottimizzarla per il proprio sistema e non ha usato Linux come mero software per far pagare meno l'hardware.

    gp
  • Facebook User
    Bravo
  • RupertVECCHIO CONIO Sciamenna
    la frammentazione non si può evitare però credo che fra le cose da migliorare assolutamente ci debba essere xorg...
  • Faith
    Ommamma!

    Felipe, bel post... =)
    Vorrei anche io aggiungere il mio piccolo commento a quanto già detto. Parte delle cose che ho letto le condivido e altrettante no, anche se, secondo me, il discorso è inizialmente da dividere in due parti. Parlare di “Linux” non dice nulla e crea solo un sacco di confusione.
    Io suggerirei di dividere tra “GNU/Linux” e “sistemi desktop basati su kernel Linux”.

    La prima categoria è da fargli tanto di cappello. A livello di server e applicazioni che generalmente lavorano da linea di comando nessuno credo possa lamentarsi delle prestazioni dei pinguinotti, nessuno li batte e hanno conquistato il mondo.

    Di contro, esportati in video, i pinguini non fanno una bella figura... sono alquanto goffi e sgraziati, buoni per delle foto quando stanno fermi. Appena provi a muoverti un po’, patatrac.

    Se vogliamo parlare di teorie tecno-darwiniane, abbiamo l’esempio perfetto ma dobbiamo guardare a tutta la popolazione, non solo alla nostra specie di elezione. Sarebbe come parlare delle percentuali di sottorazze dei pisquani della Patagonia (i vari software prodotti) dimenticandoci che il 99% (adesso un po’ meno dato che sembra si sia sopra l’1%) del mondo è diverso da noi! Nel mondo server GNU/Linux è vincente, nel desktop no.
    Quindi concordo che la frase giusta sarebbe “Linux Desktop: Sucks!”

    Perchè? Togliamo i fondamentalismi per un momento e le battute facili, ma mettiamoci nella posizione dell’utente medio: ma windows fa poi così schifo? Sicuramente ha i suoi problemi ma se uno è un minimo smaliziato ce ne vuole parecchio per introiarlo. Io uso GNU/Linux a casa e Windows a lavoro e fino a quando non sono passato a Ubuntu da Gentoo erano più i giorni che passavo a rimettere a posto il PC di casa che quelli che lo potevo utilizzare. Ogni aggiornamento di X.org era un pianto! In ufficio ho un portatile nemmeno troppo performante e non ricordo di aver avuto problemi grossi da quando lo utilizzo.
    Chiaramente se prendiamo qualcuno che non capisce un tubo di PC è ovvio che nel giro di poco manda tutto a donnine, fortunatamente questa gente non si avventa su GNU/Linux... altrimenti vorrei vedere! Un piccolo assaggio l’abbiamo avuto con i netbook... inizialmente avevano quasi tutti Linux... quanto sono durati? Quanti ne troviamo adesso? Ci sarà un motivo!

    Ma perchè questa differenza tra server e desktop? Un desktop moderno non è una collezione di programmi da linea di comando, fare l’interfaccia spesso richiede più lavoro che tutto il resto, richiede studiarne l’ergonomia, l’usabilità (vedi Gimp vs. Photoshop) e l’estetica. Tutte attività che richiedono skill non da programmatore (sarà un caso che tutti i nostri progetti scimmiottano un po’ troppo le varie interfaccie Win e OsX?). Inoltre è una questione di risorse. Testare un software a riga di comando è facile e tutto sommato automatizzabile con qualche bello scriptino, ma debuggare un sistema grafico richiede tempo e quindi soldi. Giustamente se uno è pagato da MS o Apple può spendere anche ore a fare cose che ritiene boiate, tanto con quei soldi ci mangia. Per uno che lo fa gratis, ovviamente è il divertimento che conta. In questo concordo con l’idea “giocattolosa” del risultato e mi spiego la mostruosa frammentazione.

    Per concludere, il famoso libro “La cattedrale e il bazaar” credo che abbia sbagliato l’impostazione del titolo, avrebbe dovuto essere “Il supermercato e il bazaar” (più attinente, pere con pere, ricordate la maestra?). Il secondo può nascondere cose più interessanti e preziose ma il primo fornisce un prodotto pronto e più raggiungibile. Non importa quello che si pensa dal punto di vista filosofico, ma il banchetto del bazaar non diventerà mai l’IKEA a meno che non perda tutte le sue caratteristiche per prendere quelle di un supermercato. Cosa è meglio? Dipende dagli scopi.

    Voi per cosa usate GNU/Linux?
  • Xander
    LOL.
    L'Ikea non è il supermercato, l'Ikea non è Windows o Mac os.
    L'Ikea, semmai, potrebbe essere un'eventuale evoluzione Linux, ma abbiamo già visto che non funziona, nel mondo Open, l'idea che "io do qualcosa a te, tu dai qualcosa a me" nel contesto del Mercato.

    Le aziende usano sw open, lo chiudono, lo rivendono come fosse loro.
    Le modifiche apportate per migliorarlo diventano proprietarie e quindi non rendono un centesimo a chi quel sw l'ha scritto, né tantomeno alla comunità che non può servirsi delle patches, proprietarie.

    Ma se il Mercato non vuole il sw Open e Free, se non per sfruttarlo come un bambino cambogiano che cuce palloni e sneakers, perché gli utenti sono tanto disposti a prostituirsi gratis?!

    Linux (Free) è altro: quando chi ci lucra troverà vantaggioso supportare determinati sw ed implementazioni di tipo desktop allora potremo discuterne. Fino ad allora Linux resterà quello che è, perché è così che fa lucrare chi ci investe.

    Per tutti gli altri (Open): basta rivolgersi alle varie aziende a cui viene elargito codice gratis, per la pura idea che è meglio che usino sw open e lo rivendano, pur differente, piuttosto che sw closed (che cambia? Se una patch non è compatibile con la versione open il risultato sarà lo stesso che se fosse closed).
    Alzate la voce con le aziende per cui vi prostituite, piuttosto che con chi fa altro e lo scrive all'ingresso.
  • Tratto dal mio bashrc:
    alias proiettore_on='xset -dpms;xset s off;xrandr --output VGA --mode 1024x768 --rate 60 --pos 0x25'
    alias proiettore_off='xset +dpms;xset s on; xrandr --output VGA --off;xrandr --output LVDS --mode 1440x900'

    e figure di merda col proiettore non le faccio mai...
  • RunAway
    Eh si è normalissimo nel 2009 (ma nemmeno 5 anni fa per dire) avere una cosa del genere per far funzionare un proiettore...
  • Sentenza
    La task force pagata profumatamente (dai microsoftmaniaci) per denigrare GNU/Linux e il SW free si serve pure di questi soggetti che uploadano cazzate su YT... sono cosi disperati che arrivano a questo!perche sentono che il cambiamento di una sicurezza che hanno avuto per decenni sta per ribaltarsi! quanti spocchiosi informatici,sistemisti,progammatori,sviluppatori,webmaster cresciuti con Microsoft vedono la loro fonte di guadagno rischiare da un momento ad altro! forse regneranno ancora per un decennio, ma sono condannati prima o poi a cedere il passo...nulla dura in eterno!
    Scommetto al 100% che ogni denigratore di GNU/Linux non mai provato una distro non arrivando pure masterizarsi una iso solo per pura curiosità...ma denigra per sentito dire.
    La mia saggia buoanima di mia nonna diceva. quando non mi piaceva una pietanza a tavola "come fai a dire che non ti piace se non provi ad assaggiarla?"
    C'e molta gente che campa con Microsoft dal proggammatore al rivenditore fino hai negozi di riparazione PC pronti a spellare i polli di turno che portano i loro pc infettati per farsi togliere il virus c'e' addirittura chi chiede 100 euro per eliminazione di virus+formattazione.
  • cavolo ... alla fine le soluzioni ci sono già ... parlo di installer di tipo .sh o .bin ... manco ci volesse tanto a farne uno "standard" anche perché sono compatibili con tutte le distro ... poi secondo me anche per quanto riguarda il lavoro d'ufficio ci sono problemi ... openoffice per esempio è decente ma datato per quanto riguarda l'aspetto software. Per quanto riguarda l'editing video/audio c'è da piangere :(
  • Xander
    Cos'è l'aspetto software?
  • Mattia
    Le attuali donazioni ammontano al 33% di quanto desiderato. Siamo ad 1/3 dell'anno, quindi direi che siamo in linea.
    Forse c'è da aggiungere che prima il progetto era sponsorizzato da un'azienda, e quindi chi usava il programma era anche poco motivato a contribuire di tasca propria. Io non lo uso, eppure la mia piccola donazione l'ho fatta comunque.
    Però penso che una maggiore sensibilizzazione sul ritorno economico legato ai progetti open source sia opportuna. Francamente penso non sarebbe male che Ubuntu (ed altre distribuzioni) mettesse a disposizione un fondo dove raccogliere donazioni, da ridistribuire ai vari progretti in proporzione (ponderata) alla diffusione dei relativi software (del resto questa statistica viene già fatta).
  • M.M.
    @Faith
    si dice riga di comando e non linea di comando, perché il comando lo scrivi su una riga (a volte anche su più righe) e non su una linea, hai mai visto nel terminale una linea retta o una linea curva? ;-)
  • Pinco Pallino
    P.S. alla mia proposta fuori tema (vedi sopra): ho dato un'occhiata all'articolo "I'm myself, thanks!". Per quanto possa essere condivisibile come risposta alla campagna pubblicitaria Apple "I'm a PC / I'm a Mac...", ossia "I'm myself" perché utilizzo GNU/Linux, Open Source, etc. e, quindi, sono meno vincolato, etichettabile, etc.... tuttavia ritengo che il tema da me proposto non sia esaurito... infatti sembra che non sia emersa una considerazione fondamentale e, per così dire, "super partes": e cioè che, nonostante tutto, "I'M A COMPUTER"!!!... lo dico senza alcun tono polemico e, come ho già detto, forse non c'entra con questa discussione... insomma lo dico solo perché mi piacerebbe che questa questione, forse più filosofica che informatica, fosse presa in considerazione per un ipotetico articolo futuro...
    grazie ancora, ciao a tutti...
  • andate_a_cagare
    Linux fa talmente schifo che il 60% dei server mondiali usa Linux, fa talmente schifo che il 90% dei supercomputer del mondo usano Linux(tra cui il più veloce). Linux fa talmente schifo che tutti i sistemi militari(aerei), i satelliti eccetera usano Linux/freebsd ecc.

    Insomma, Linux fa schifo.

    Ma andata a cagare tutti quanti massa di ignoranti e pecoroni. Usate Windows e Mac e statevi zitti.
  • luKash
    ciao,
    ci sei ? sei connesso ? (cit.)
    si parlava di linux desktop.
    aria de sveja, eh.
  • Raffaele
    Perchè negli aerei non ci devi usare i proiettori... ;)
  • Pepello
    Proprio perché ubuntu che ha avuto successo per aver scelto un solo DM (quoto totalmente!), tutti dovrebbero muoversi verso un unico standard. E poi, oh, ok: voglio anche avere 10 browser e 40 messenger da provare, ma la cosa importante è il sistema sottostante: sono le specifiche dei sistemi audio e video che devono essere unificate e chiare. Poi, visto che siamo open, mi sta bene avere diversi DM fra cui scegliere, è la nostra libertà. Certo è che abbiamo migliaia di distro, come dire migliaia di windows, non mi sembra la situazione ottimale per giungere a conclusioni condivise. E la pacchettizzazione mi sembra uno degli ultimi problemi: ok, ho deb e rpm, ma se dovessi pacchettizzare solo UN backend sonoro, solo UN driver-che-ca**o-ne-so, allora la cosa sarebbe già di per sè più semplice. Arrivare ad uno standard totale-globale è un sogno, renderebbe competitivo linux, anzi, ancora più competitivo, ma non mi sembra che le compagnie stiano andando in quel senso. La domanda è: noi, in quanto utenti, cosa possiamo fare per decidere dove far andare linux? O stiamo assistendo (abbiamo assistito?) al passaggio del potere decisionale da una base utente alle aziende che ci cucinano le distro? E noi che ruolo abbiamo? In soldoni: quelli hanno fatto un incontro su linux che fa schifo e bla bla bla, noi sul sito di polly praticamente stiamo confermando le loro conclusioni; come faccio a far capire allo sviluppatore che la deve smettere di frammentare e iniziare a fornire una base comune (che non può essere semplicemente il kernel, grazie, allora so' tutti linux e il problema non si pone)?
  • Reload
    Bravo, hai centrato il punto. Non é questione di avere 10 o 100 client di messaggistica, e manco di avere piú sistemi di pacchettizzazione. Mancano basi solide per:
    Audio (e nonostante il gran parlare secondo me é dove stiamo messi meglio)
    Video (ogni driver funziona come diavolo gli pare, xorg disegna le finestre peggio che a mano)
    Noi non abbiamo nessun ruolo, questo é poco ma sicuro... Non possiamo obbligare gli sviluppatori a lavorare per giorni su quella rognosissima e noiosa feature che magari é il 10% del progetto ma che fa la differenza tra qualcosa di funzionate e qualcosa di funzionante e produttivo.
    E non possiamo manco obbligare i produttori a sviluppare driver...
    Non possiamo fare niente... l'unica é qualcuno che decida di fare una distribuzione cosí e cosá e riesce a trovare sviluppatore da PAGARE per fare cose che NON FAREBBERO MAI.
  • Il vero colpevole
    Ormai tutti abbiamo capito che, in ambito desktop, gnu/linux è una feccia.
    Tuttavia, questo non basta a spiegarne la mediocrissima diffusione.

    Se Linux sta ancora all'1%, esiste un colpevole piu' colpevole di altri:
    MOZILLA CORPORATION.

    Se Mozilla Corporation non avesse salvato le chiappe a Windows,
    con Firefox per Windows,
    sono sicuro che Linux sarebbe almeno al 2% (per non dire venti).
    Provate a immaginare Windows senza Firefox.

    IMHO gli sviluppatori opensource devono finirla di autodarsi calci sulle palle
    sviluppando per sistemi closed.
  • LuigiD
    andate_a_cagare:

    prima di tutto vai tu a cagare, non hai letto nulla di ciò che è stato scritto, e il caprone ignorante sei tu. Usa pure Linux perchè ti fa sentire figo e così puoi dare dell'ignorante a tutti, noi lo usiamo semplicemente perchè ci piace e ne apprezziamo la filosofia.

    Di gente come te a renderci ridicoli davanti ad utenti di altri sistemi non ne abbiamo proprio bisogno grazie. Stattene nel tuo mondo chiuso e squadrato facendoci il piacere di startene zitto e non romperci le palle.




    Sistemato questo, vorrei dire una cosa che solo uno di noi ha rimarcato: i formati universali esistono già (.bin, .sh), quindi il problema non è assolutamente questo.
    Il problema ha origine commerciali per la quale gli sviluppatori sviluppano dove possono guadagnare di più, e ciò è assolutamente condivisibile.
    Io amo l'opensource ma facendo il programmatore in proprio di mestiere preferisco di gran lunga programmare software closed per le piccole aziende, ci guadagno infinitamente di più che non regalando un software vendendo l'assistenza.

    E finora mi sono capitate pochissime aziende che mi hanno richiesto di programmare software per linux, ed in tutti i casi erano applicazioni da far girare sui server.

    Inutile star lì, la gente usa Windows da sempre e fargli cambiare piattaforma significa ore ed ore di addestramento e decremento verticale della produttività.

    Vai poi a dire ad un grafico di usare Gimp al posto di Photoshop che usa da 10 anni. La prima cosa che ti risponde è: ma non c'è Photoshop per Linux?

    Un mio ex-collega ha lavorato, in una piccola-media azienda, al passaggio totale a GNU/Linux. 4 mesi dopo, l'azienda ha rimesso Windows XP su TUTTI I PC!!! Costo del passaggio a Linux: buttato via. Costo del nuovo contratto: alto. Costo della formazione dei dipendenti: buttato via. Decremento produttivo del 60%. Dopo 6 mesi ha venduto l'azienda.

    Quindi non nascondiamoci dietro a un dito. Linux sarà supportato meglio quanto più verrà utilizzato. Ora non è pronto. Non è una questione di standard, è una questione di abitudini della gente.
  • Xander
    Uno deve essere moderatamente rincojonito per andar da un professionista e dirgli: "Sai che c'è, da domani quello strumento che usi per procurarti la pagnotta te lo levo e dovrai adeguarti a quello che ti do".

    E con moderatamente son stato anche gentile.
    Allora, visto che uno scultore senza scalpelli non è che scolpisce la pietra coi denti, forse la questione (devo ammetterlo, GIMP è un mio punto debole: tutti a denigrarlo ed intanto sta là, al secondo posto dietro PS, davanti a tutto il resto dei sw commerciali) è un tantino mal posta: il professionista, eventualmente stanco di determinate pecche dello strumento che utilizza, si guarda in torno e ne prova altri, che ovviamente potranno funzionar meglio per alcuni aspetti e peggio per altri.

    Ora, chi è quel cretino che impone al grafico di lavorare con GIMP senza avergli neanche dato il tempo dello switch?
    È forse lo stesso cretino che per far del fotoritocco amatoriale si va a scaricare PS craccato e poi lo vuol far girare su Windows o, peggio che peggio, su Linux con Wine?!

    Il tuo ex-collega e chi per lui han fatto una troiata che neanche due pivelli: i costi e le previsioni, negative, si fanno prima di rischiar l'azienda, non dopo.

    Linux sul desktop resterà com'è finché RedHat, Novell ed affini non avranno interesse a svilupparlo per quest'ambito, con buona pace di Canonical.

    P.S.: state a far le pulci a Linux, a GIMP, a chissà cos'altro, ma BSD, Corel, dove stanno?!
    Eppure BSD non ha quell' "ideologia sporca e cattiva comunista" rappresentata dalla GPL; eppure Corel è un'azienda storica che sviluppa closed.

    Facile incolpare la GPL e l'interfaccia GIMP (che, per chi non lo sapesse, è la stessa di PS su Mac, fino a qualche anno fa)..
  • LorenzoC
    @Il vero colpevole:
    Se tu dovessi creare un software in modo che abbia largo successo e finisca sul computer del maggiore numero di utenti possibile, svilupperesti per Linux col suo 1% o per BSD con lo zerovirgola, oppure per Windows?
    Mozilla ha fatto l'unica cosa che poteva fare, se voleva fare la differenza.
    Tra l'altro vedi bene anche anche Google ha rilasciato Chrome innanzitutto per Windows.
    Se avesse sviluppato per Linux NESSUNO se ne sarebbe accorto e Windows sarebbe esattamente dov'e' perche' Linux non gli fa certo concorrenza.
    Tranne che nelle menti malate dei fanboys.
  • LorenzoC
    @ LuigiD:
    Secondo me il problema e' che non esiste un business model veramente funzionante per l'Open Source, come dimostri coi tuoi esempi. Questo significa che gli sviluppatori lavorano o per le distribuzioni o per hobby.
    Nel primo caso ovviamente le distribuzioni non hanno NESSUN interesse alla unificazione dato che esistono in funzione del concetto opposto.
    Nel secondo caso lo sviluppatore fa le cose che lo diverte fare e se ne frega del destino di Linux o dell'umanita'.
  • LuigiD
    @LorenzoC

    attenzione, non è vero che non esiste un business model veramente funzionante per l'opensource. Su questo sono in completo disaccordo.

    Gli ambiti in cui Linux va forte si conoscono, server ed embedded.
    Un ambito in cui Linux deve investire assolutamente è il mobile (cellulari e palmari), ambito in cui Microsoft ha già messo le mani e Apple pure, ma in cui le supremazie sono ancora instabili e vige la regola del giocattolo più nuovo.

    Ambito desktop, un disastro su tutta la linea. Non perchè faccia davvero schifo.
    Ma perchè è tutto tremendamente confuso, e qui è il punto, ognuno pensa di avere ragione e che gli altri siano dei poveri mentecatti che non capiscono niente e via di fork, fork di fork, join, fork di join di fork ecc ecc. Se tutti gli italiani sono allenatori di serie A, tutti gli informatici sono a capo di team di decisioni su come programmare molto meglio Linux.

    Il punto focale è: ciò che piace a me può non piacere a te, ciò che piace a me può non piacere a te.

    Windows e Mac Os non hanno questo problema. Uno è, se non ti piace ti attacchi.
    Mai capitato di trovarti in un negozio dove ci sono troppi articoli e non sai cosa comprare e finisci per non comprare nulla?
  • LorenzoC
    Ok, vorra' dire che, nonostante l'argomento di questo thread sia Linux-il-desktop, come scritto da Felipe in testa, OGNI volta dovremo specificare che Linux sui server e embedded bla bla. Scusa ma che noia...

    Comunque, mi sembra ovvio che il problema e' che Linux-il-desktop e' un accozzaglia di aggeggi nati piu' o meno per caso secondo l'estro degli sviluppatori-hobbisti.

    Non sono tanto d'accordo che sia questione di "piace a me e non piace a te", perche' certe cose sono o dovrebbero essere relativamente "oggettive". La litigiosita' interna all'universo Open Source da un lato e' parte dell'animo umano ma dall'altra e' fortemente influenzata dal fatto che i programmatori in generale sono AUTISTICI o hanno comunque delle difficolta' a relazionarsi coi propri simili, da cui e' quasi impossibile che collaborino spontaneamente senza che ci sia una entita' superiore a distribuire bastonate sulle loro gobbe.
  • fastidio (ma non pessimismo)
    Scegli un significato per quella C n.2
    C come...... crap
  • Muftis
    mi ha fatto molto ridere l'evoluzionismo nell'articolo, in effetti sembra funzionare molto meglio con il soft open che con la vita "reale". guardate questo filmato su noevolution.org, e' molto importante mettere da parte i pregiudizi, se ci riuscite dategli torto. poi confrontate quel che rimane delle vostre convinzioni con quello che accade nella selezione del soft per linux e ditemi a che punto di crisi esistenziale siete arrivati :)
    se siete proprio masochisti cercate "la mente e' piu' forte dei geni" su youtube e confrontateci sempre lo sviluppo di linux, magari di quello piu' umano, ubuntu. buona paranoia, ciao.
  • Siete braccia rubate all'agricoltura, altro che la colpa è della Microsoft
  • Michele
    mi pare che i punti chiave possano essere:
    a) studio sulla ergonomia del sistema e sulle applicazioni in esso presenti, con selezione naturale o artificiale delle più complete, veloci, meglio programmate e sviluppate, cosa che peraltro è già stata fatta, non sempre con risultati buoni (il caso xmms);
    b) linux fa "schifo" in quanto è libero, pochissime restrizioni e nessuna politica preordinata da una sorta di Ente Supremo: da questo caos nasce il problema delle regressioni, malfunzionamenti, e sofferenze per hardware di cui peraltro a monte non vengono rilasciate le specifiche (responsabilità delle case produttrici);
    c) molti formati, nessun controllo sulle specifiche, mancanza di installer universali anche se questo significa d'altro canto la maggiore flessibilità e la presenza di convertitori per praticamente tutto;
    d) è un sistema in perenne sviluppo, con una miriade di versioni personalizzate o personalizzabili dello stesso software;
    insomma: la sua potenza e flessibilità sono anche la causa del suo lento progredire e della sua problematicità, e la miriade di persone che collaborano per questo progetto, spesso con fini divergenti non fanno altro che aumentare l'incasinamento.
    ci sarebbero anche altri punti da trattare, ma penso che questi bastino per ora ad assicurarmi le ire funeste dei puristi del menga che siccome loro hanno iniziato con la riga di comando, anche quelli che iniziano ora la riga di comando, e l'interfaccia grafica solo dopo che sarai calvo, grasso, e con evidenti problemi di stabilità mentale.
    Fanculo, signori, ho 37 anni e ho lavorato con windows da quando ne avevo circa 18, e l'unica cosa che manca davvero a gnu-linux è la sfacciata politica di "assorbi i concorrenti-compra, integra e rimarchia-cita in giudizio, rovina o neutralizza l'opposizione-infiltra il prodotto ovunque-rendi chiunque dipendente a vita dalle tue patches-rendi possibile il controllo" della microsoft.