jump to navigation

Attenzione:
Questa guida non viene più aggiornata!

GNOME 3 Shell per Ubuntu, in mezz’ora ;)

GNOME 3 Shell - Pollycoke :)" rel="lightbox[pics4459]" href="/wp-content/uploads/2009/03/gnome-shell-001.jpg">GNOME 3 Shell - Pollycoke :)

[toc]

In attesa della data prevista per il rilascio (cfr “GNOME 3.0 uscirà nel 2010“) – ecco le semplici istruzioni per  compilare GNOME Shell, ossia il nucleo di GNOME 3.

NB: Vi avviso che si tratta di software ancora piuttosto instabile!

GNOME Shell al momento non è altro che un rimpiazzo per gnome-panel e metacity, ossia niente di travolgente. Dal momento che installeremo solo un’applicazione non dovreste incorrere in alcun tipo di problema, anche perché il tutto non verrà veramente installato, ma solo copiato in una directory nella propria home. Insomma, pur con la liberatoria d’ordinanza vi incoraggio a sperimentare ;)

Prerequisiti

Se ogni tanto vi capita di compilare applicazioni GTK+ dovreste essere al sicuro con i requisiti, visto anche che non stiamo compilando chissà quali librerie sperimentali. Questo comando è consigliato dallo stesso script che si occuperà di compilare GNOME Shell, e installerà tutto l’occorrente:

$: sudo apt-get install libgstreamer0.10-dev libxss-dev xserver-xephyr 
xulrunner-dev libreadline5-dev python-dev mesa-common-dev libgl1-mesa-dev 
libwnck-dev librsvg2-dev libgnomeui-dev libgnome-menu-dev libffi-dev 
libgtk2.0-dev libgconf2-dev libdbus-glib-1-dev gtk-doc-tools gnome-common 
git-core flex bison automake curl build-essential libgnome-desktop-dev

Ben pensata questa caratteristica dello script che useremo: in grado di rilevare eventuali pacchetti mancanti e suggerirci il comando per installarli! :)

Compilazione di GNOME 3 Shell

Compilare GNOME Shell (più alcune necessarie librerie altrimenti non installabili) è un unico processo automatizzato, a carico di uno script preparato appositamente dagli sviluppatori. Riporto i comandi indicati nella guida ufficiale per compilare GNOME Shell:

$: wget http://git.gnome.org/cgit/gnome-shell/plain/tools/build/gnome-shell-build-setup.sh
$: bash gnome-shell-build-setup.sh

Questo crea l’ambiente di lavoro che potreste voler personalizzare modificando il file ~/.jhbuildrc-custom, ad esempio per installare in /opt invece che nella home utente (ma in questa guida assumo che non lo facciate). Continuiamo con l’ultimo comando:

$: jhbuild build

Questo scarica/configura/compila/installa i sei moduli necessari. Potete seguirne i progressi con una comoda icona animata che apparirà nell’area di notifica:

GNOME 3 Shell Builder - Pollycoke :)


Nel giro di una mezz’ora al massimo1 avrete tutto installato e pronto all’uso. Successivamente basterà ridare lo stesso comando per aggiornare il tutto. Facile, no?

Avvio e utilizzo di GNOME 3 Shell

Per avviare GNOME Shell bisogna ovviamente loggarsi in GNOME (beh in realtà non è detto…) e, lanciato un terminale, dare questi due comandi (assumo che non abbiate modificato le impostazioni predefinite):

$: cd ~/gnome-shell/source/gnome-shell/src
$: ./gnome-shell --replace

Per chiudere dovrebbe bastare un energico colpo di “Ctrl C”. Al momento non viene consigliato alcun metodo per avviare GNOME Shell in automatico all’avvio di GNOME, anzi credo che sia giusto scoraggiare l’idea che qualcuno possa farne un uso stabile ;)

Primissime impressioni (entusiastiche)

Beh ecco quel che vedrete una volta avviato GNOME Shell:

GNOME 3 Shell - Pollycoke :)

Noterete un classico desktop GNOME con due classici pannelli, uno classico inferiore contenente la classica lista delle finestre e uno altrettanto classico superiore contenente in alto a destra qualche classica applet e la classica area di notifica:

GNOME 3 Shell - Pollycoke :)
Fin qui tutto molto… come dire… classico
.

Eppure vi basterà cliccare in alto a sinistra su «Activities» per vedere qualcosa di simile alla schermata con la barra laterale che vedete in apertura e che ormai, dopo averla vista in varie schermate, identifichiamo (semplificando) con GNOME 3:

GNOME 3 Shell - Pollycoke :)

Questa è la barra delle attività, per così dire, e al momento contiene solo un campo di ricerca (ma per adesso niente a che vedere con Tracker, speriamo in futuro…) e la lista di applicazioni e file usati di recente. Non c’è (ancora?) traccia delle idee dello GNOME Online Desktop teorizzato da Red Hat. Insomma apprezzo la piccola  novità, ma potevo benissimo aspettarmi qualcosa del genere. Non pensavo che fosse solo uno dei dettagli.

Comincia la parte interessante. All’apparire della barra delle attività infatti l’intero desktop viene zoomato via mentre si restringe e contemporaneamente le eventuali finestre aperte vengono disposte in maniera che siano tutte visibili all’utente, sfruttando un effetto simil-exposé (che diventa simil-cascade se il numero delle finestre è alto). Vorrei segnalare che oltre al compositing c’è dietro Clutter, per cui le animazioni (sempre molto sobrie) non mancano.

Poi succede anche una piccola magia:

GNOME 3 Shell - Pollycoke :)

Presa un po’ a prestito dall’esperienza con Sugar (progetto OLPC), ecco la prima vera risposta sensata alla domanda di desktop virtuali da parte degli utenti avanzati, ma senza sacrificare l’ergonomia e l’immediatezza d’uso di un singolo desktop per i principianti. Cliccando il segno + viene aggiunta una nuova attività (un desktop virtuale, o se preferite: area d lavoro) che appare con una sottile animazione, formando qualcosa che ricorda l’effetto «wall» di Compiz:

GNOME 3 Shell - Pollycoke :)

Se guardate con attenzione noterete che se un’attività non contiene finestre può essere facilmente eliminata cliccando sul segno (-) che appare al centro (visibile nella terza area di lavoro della schermata qui sopra).

Conclusioni?

Non è ancora consigliabile utilizzare GNOME 3 Shell a tempo pieno a causa dell’implementazione ancora decisamente prematura e alla mancanza o incompletezza di caratteristiche fondamentali, tuttavia credo che ogni utente di GNOME e/o di Ubuntu un po’ curioso dovrebbe assolutamente farci un giro e vedere come si evolve giorno dopo giorno.

Insomma, non ci sono conclusioni: è solo l’inizio! ;)

Note all'articolo:

  1. Con un PC recente non penoso credo che 15 minuti saranno più che sufficienti []