jump to navigation

$2.000.000 l’anno su Kubuntu. (E non bastano)

In Opinioni il 29/04/09 @ 17:12 32 commenti

Non immaginavo che le cifre si aggirassero sui sei zeri. Immagino però che gran parte di quei soldi siano stati spesi per inviare CD gratis con il fantastico servizio Shipit, un’apprezzata consuetudine che continua anche con Jaunty1.

Ha dichiarato un po’ stizzito nei confronti di chi si lamenta di Kubuntu distro sorellastra: “I worked out the other day that i personally spend more than $2m a year supporting Kubuntu and KDE, and yet those communities think it’s cool to act unloved” [Mark "bruscolini" Shuttleworth]

Io non credo che debba renderci conto di come usa i suoi soldi, ma se fosse così mi affretterei a far notare che sarebbe interessante provare ad investire su KpackageKit o qualsiasi altro progetto non esclusivamente rivolto a Canonical.

 

Analisi ampiamente condivisibile. Anzi no

In News, Opinioni il 19/09/08 @ 15:48 30 commenti

Fabio, ho letto la tua analisi1 del fatto che Mark Shuttleworth stia finanziando un team di sviluppatori per migliorare ergonomia ed estetica di GNOME e KDE2. In sostanza scrivi che prima di pensare a raggiungere la luccicanza di MacOSX, ci si dovrebbe concentrare sulle vere deficienze di Ubuntu: potenziamento del sistema base (supporto hardware), semplificazione dei nomi di versione e maggiore attenzione al mercato enterprise.

Pur trovandola una ricetta piuttosto semplicistica, sono abbastanza concorde sui punti discussi, specialmente per l’augurata semplificazione dei nomi3, credo però che il resto sia già nell’agenda di Canonical da un pezzo, a partire dai fruttuosi – per tutti – accordi con aziende come Dell, anche se non credo che un solo distributore GNU/Linux possa farsi carico di intercettare il supporto degli IHV4.

Non mi torna invece la tua conclusione: perché negare l’impatto strategico che avrà un tale finanziamento sistematico teso a migliorare l’esperienza d’uso dei nostri dektop? La conquista degli utenti passa anche da lì :)